Il piano per i giovani di Meloni e Berlusconi

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Presentato dal Ministro Meloni e dal Presidente del consiglio, il piano per i giovani: “diritto al futuro: un sostegno ai giovani per lavoro, casa e studio”.

Lo scorso 24 novembre, il Ministro della gioventù Meloni e il Presidente del consiglio, hanno illustrato il piano per i giovani varato dal governo: “diritto al futuro: un sostegno ai giovani per lavoro, casa e studio”.

A parte, la tardività dell’iniziativa (bisogna sempre arrivare a toccare il fondo per far smuovere qualcosa in Italia), è giunto forse il momento in cui il nostro governo non ci considera più una massa di bamboccioni e sfaticati come ha sempre sostenuto? Beh già solo questo, sarebbe un buon inizio!

Cinque misure – ha dichiarato il ministro Meloni – per dire alle attività produttive che investire in questa generazione conviene e per dire ai giovani italiani che la politica non li considera semplicemente dei bamboccioni”.

Non si tratta di assistenzialismo generalizzato, ha continuato il ministro, perché sono misure che hanno bisogno dell’impegno e della responsabilità dei ragazzi per essere attivate, affinchè ciascun ragazzo possa avere un’opportunità indipendentemente dalla condizione dalla quale proviene.”

Le misure illustrate in conferenza stampa riguardano:

  • un lavoro stabile per i giovani genitori precari, con l’obiettivo di creare per i giovani genitori 10 mila posti di lavoro a tempo indeterminato (solo 10 mila??!! un pò pochini per la marea di precari italiani!); la misura prevede che un giovane disoccupato o precario con meno di 35 anni e con figli, porti in dote un bonus di 5mila euro all’azienda che lo assume a tempo indeterminato. Stanziamento complessivo 51 milioni di euro.
  • l’accesso al mutuo per le giovani coppie con contratti atipici; con l’obiettivo di offrire garanzie bancarie e permettere l’acquisto della prima casa alle giovani coppie under 35, che a causa del contratto atipico hanno difficoltà ad ottenere il mutuo. Fondo di garanzia di 50 milioni di euro.
  • un prestito garantito per gli studenti meritevoli. Fondo di garanzia di 19 milioni di euro attivabile presso gli istituti di credito che decidono di aderire all’inizativa.
  • Le erogazioni, a cadenza annuale, potranno variare tra i 3mila e i 5mila euro, per un massimo di 25mila euro complessivi.

    La restituzione dei finanziamenti inizia 30 mesi dopo l’erogazione dell’ultima rata del finanziamento e sarà effettuata in un periodo compreso tra i tre e i quindici anni.

  • un’alleanza tra risorse pubbliche e private per investire sul talento giovanile, anche promuovendo l’avvio di nuove imprese, con particolare riguardo ai settori dell’ecoinnovazione e dell’innovazione tecnologica. Tale misura prevede la mobilitazione di 100 milioni di euro (40 milioni da parte del ministero della Gioventù, 60 milioni da parte di privati)
  • 20 campus dedicati ai migliori laureati, far incontrare domanda e offerta di lavoro, orientare i giovani nelle scelte che possono dare maggiori opportunità occupazionali. Verranno stanziati 11,5 milioni di euro (di cui 9 dal Ministero della Gioventù e e 2,5 dall’Università “La Sapienza” di Roma)
  • accordi con regioni e province: 53,5 milioni di euro di cui 37,5 a carico del Dipartimento della Gioventù, per finanziare attività in favore dei giovani seguendo le seguenti priorità:
  • – realizzazione di un sistema informativo integrato per i giovani che faciliti l’accesso alle iniziative comunitarie, nazionali e regionali in essere;

    – offerta di aggiornamento e formazione che favoriscano l’avvicinamento da parte dei giovani ad arti e mestieri della tradizione culturale locale;

    – valorizzazione della creatività e dei talenti dei giovani in relazione alle professioni legate alle arti visive, alla musica ed alla multimedialità;

    – trasformazione della rete degli Ostelli della Gioventù in vere e proprie case della creatività nelle quali sviluppare la cultura la conoscenza tra i giovani;

    – promozione della cultura della legalità tra i giovani.

Felice dello sforzo fatto dal governo, mi chiedo solo se queste misure non siano un pò troppo settoriali. Voi che ne pensate?
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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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