In Gazzetta il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (DPR nr. 62/2013 in vigore dal 19 giugno 2013

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nr. 129 dello scorso 4 giugno, il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (Dpr 16 aprile 2013 n. 62). Le norme contenute nel decreto, entreranno in vigore il prossimo 19 giugno.

Il Codice di comportamento dei dipendenti della PA, completa la normativa anticorruzione nelle pubbliche amministrazioni, prevista dalla legge 190/2012 sulla base sia delle indicazioni fornite dall’OCSE in tema di integrità ed etica pubblica.

Il codice di comportamento, come abbiamo già detto,  indica i doveri di comportamento dei dipendenti delle PA e prevede che la loro violazione è fonte di responsabilità disciplinare. Il codice prevede i  doveri  minimi  di  diligenza,  lealtà’, imparzialità e buona condotta che i pubblici dipendenti sono  tenuti ad osservare.

Le previsioni del Codice sono integrate  e  specificate dai codici di comportamento adottati dalle singole amministrazioni. Norme particolari sono dettate per i dirigenti

Leggi anche: Governo, approvato il codice di comportamento dei dipendenti pubblici e Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, le norme sui dirigenti

Inoltre, questo codice, a mente dell’art. 3, non si applica solo ai dipendenti subordinati della PA, ma anche a tutti i  collaboratori  o  consulenti,  con  qualsiasi  tipologia  di contratto o incarico e a qualsiasi titolo, ai titolari di organi e di incarichi negli uffici  di  diretta  collaborazione  delle  autorità politiche, nonchè nei confronti dei collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni o servizi e  che  realizzano  opere  in favore dell’amministrazione.

Il codice di comportamento dei dipendenti della PA prevede in sintesi:

  • il divieto di chiedere regali, compensi o altre utilità, nonché il divieto di accettare regali, compensi o altre utilità, salvo quelli d’uso di modico valore (non superiore a 150 euro) – anche sotto forma di sconto;
  • obbligo di comunicazione del dipendente della propria adesione o appartenenza ad associazioni e organizzazioni che possano interferire con lo svolgimento delle attività dell’ufficio;
  • la comunicazione, all’atto dell’assegnazione all’ufficio, dei rapporti diretti o indiretti di collaborazione avuti con soggetti privati nei 3 anni precedenti e in qualunque modo retribuiti, oltre all’obbligo di precisare se questi rapporti sussistono ancora (o sussistano con il coniuge, il convivente, i parenti e gli affini entro il secondo grado);
  • ipotesi di conflitti di interessi, alla presenza del quale è posto l’obbligo per il dipendente di astenersi dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti le sue mansioni;
  • la tracciabilità e la trasparenza dei processi decisionali adottati;
  • il rispetto dei vincoli posti dall’amministrazione nell’utilizzo del materiale o delle attrezzature assegnate ai dipendenti per ragioni di ufficio, anche in merito all’utilizzo delle linee telematiche e telefoniche dell’ufficio;
  • gli obblighi di comportamento in servizio nei rapporti e all’interno dell’organizzazione amministrativa e nei confronti del pubblico;

Piano di prevenzione corruzione

L’art. 8, del Codice denominato “Prevenzione della corruzione” , stabilisce l’obbligo per il dipendente di rispettare le  misure  necessarie  alla  prevenzione degli illeciti nell’amministrazione. In  particolare, le prescrizioni contenute nel piano per la prevenzione della corruzione,  presta  la  sua  collaborazione  al  responsabile  della prevenzione della corruzione e, fermo restando l’obbligo di  denuncia all’autorita’ giudiziaria, segnala al  proprio  superiore  gerarchico eventuali situazioni di  illecito  nell’amministrazione  di  cui  sia venuto a conoscenza.

Sistema sanzionatorio

Inoltre il Codice prevede un sistema sanzionatorio per la violazione delle norme in esso contenute; violazioni che comunque, a detta dell’art. 16, integrano comportamenti contrari ai doveri d’ufficio.

Ferme restando le ipotesi  in  cui  la  violazione  delle  disposizioni  contenute  nel Codice, nonchè dei doveri e  degli  obblighi  previsti  dal piano  di  prevenzione  della   corruzione,   da’   luogo   anche   a responsabilità penale,  civile,  amministrativa  o  contabile   del pubblico dipendente, essa è fonte  di  responsabilità  disciplinare accertata all’esito del procedimento disciplinare, nel  rispetto  dei principi di gradualità e proporzionalità delle sanzioni.

Codice comportamento dei dipendenti pubblici

 

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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