Inail, cresce il numero di infortuni sul lavoro per gli immigrati

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Una indagine Inail, rileva una forte crescita del numero di infortuni che coinvolgono gli immigrati: +15% in tre anni.

Sull’ultimo numero di “Dati Inail”, rivista dell’Inail, si evidenzia come in Italia, accanto alla crescita del fabbisogno di manodopera straniera, cresca anche il numero di infortuni che coinvolgono gli immigrati stessi. Nel 2008 gli incidenti dei lavoratori stranieri residenti in Italia sono stati 143mila, con 189 casi mortali, pari al + 2% rispetto all’anno precedente.

Dei circa 4 milioni di stranieri presenti sul nostro territorio (dati Istat), circa 3 milioni sono i lavoratori assicurati all’Inail (fonte Denuncia Nominativa Assicurati), aumentati del 34% rispetto al 2005. Sono in prevalenza dipendenti in piccole aziende dell’Italia settentrionale, operanti nell’Industria e Terziario.

Nell’ultimo anno il 16,4% degli infortuni ha interessato un immigrato, con un’incidenza media che oscilla tra il 12,3% delle donne e il 18,1% degli uomini e differenze  significative per territorio.

La differenza tra Nord e Sud è rilevante: oltre il 57% delle denunce degli stranieri si concentra in 3 regioni: nell’ordine Lombardia, Emilia Romagna e Veneto; livelli nettamente  inferiori, dell’ordine del 43%, si registrano per il complesso dei lavoratori. Le 3 regioni sono prime anche per decessi di stranieri con il 49,2% contro il 36% di tutti i casi mortali.

“L’incidenza oscilla infatti tra i 4-5 punti percentuali del Mezzogiorno e i 29-30 del Nord; al primo posto si colloca il Friuli Venezia Giulia, dove un infortunio  su quattro riguarda un lavoratore straniero. La punta massima si raggiunge, poi, nella provincia di Pordenone, dove all’incirca ogni tre infortuni uno coinvolge un immigrato; seguono Treviso e Piacenza con il 27,5%.

Per quanto riguarda la comunità di provenienza,  le principali comunità sono la marocchina, l’albanese e la rumena che assommano il 41% dei casi di infortunio, a livello regionale; la comunità marocchina è al primo posto in 5 regioni, prevalentemente del Nord, seguita in ben 11, prevalentemente del Centro- Sud, dalla rumena. Nel caso delle donne, resta confermata la rumena come prima nazionalità per ben 12 regioni.

Analogo discorso per i casi mortali, per i quali gli stessi 3 Paesi contribuiscono con il 46% di tutti i decessi; con il triste primato della Romania che ne conta ben 50; nel 2008, in pratica, ogni 4 stranieri deceduti 1 è rumeno.

Fonte: www.inail.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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