Italia, Repubblica democratica fondata sul lavoro

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Breve riflessione di una cittadina libera sull'Italia del lavoro che va a rotoli

Certe volte penso che in fondo, basta un pò di pazienza, basta saper aspettare, ingegnarsi un pò e tutto troverà la giusta soluzione.

Altre volte invece, quando mi guardo intorno e vedo persone che girovagano per la città, animate da uno strano tormento che si legge limpido negli occhi (perchè disoccupati), vedo famiglie che non ce la fanno ad arrivare a fine mese, padri 50enni licenziati, fabbriche che chiudono senza un vero perchè, gente in cassintregrazione da una vita, ufficiali giudiziari che bussano alla porta per sequestrarti la casa, scuole allo sbando, corruzione dilagante, proteste per i propri diritti ogni giorno; allora penso che no, l’Italia non ce la può fare a rialzarsi.

O perlomeno non finchè ci sarà  una classe politica arrogante, che non rispetta alcun principio e che mira solo al bene proprio, accompagnato da lobby economiche il cui fine ultimo è uno stratosferico conto in banca!

L’Italia cade a pezzi e nessuno sembra far niente: conosciamo tutti la storia della Vinyls e degli isolani che, nonostante siano da 110 giorni relegati su un’isola, non hanno ancora trovato un concreto aiuto dal governo.

Sappiamo bene la storia della Fiat di Pomigliano che è pronta a calpestare diritti ottenuti con anni di battaglie per “avere una produzione di auto simile alla Polonia”. Conosciamo la situazione dei lavoratori Agile ex Eutelia, che proprio in questi giorni hanno deciso di iniziare uno sciopero della fame per  denunciare l’abbandono delle istituzioni. O come gli operai della Rockwool da più di un anno su un ponte per salvare il proprio lavoro

Si sciopera ovunque e molti, lanciano i loro appelli su facebook come è capitato per gli operai della Malgara o quelli della Monder. I precari lo sono sempre di più, i ricercatori meglio evitarli (persone troppo intelligenti per essere capite da questo governo!)… Ma questo è solo un sunto, perchè la lista sarebbe ancora lunghissima.

La nostra Costituzione è piena di richiami al lavoro e alla tutela dei diritti dei lavoratori. Non è un caso che proprio l’art.1 sia dedicato al lavoro. “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Già la Costituzione, sangue dei nostri avi e totalmente disprezzata da alcuni nostri governanti al punto di essere ormai quotidiano oggetto di attacchi e tentativi di modifiche.

Per dettato costituzionale (art 95) “ Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando l’attività dei ministri”.

Allora penso, noi siamo proprio fortunati: il nostro “premier” è anche ministro ad interim dello sviluppo economico, quindi, lui si può risvegliare questo paese e, da buon imprenditore qual’è, rilanciare l’economia, l’occupazione, spingere per regole certe, che rispettino il diritto di tutti i lavoratori cosi che, noi finalmente potremmo tornare ad essere il glorioso Paese di sempre!

Ma poi capisco che è solo uno scherzo della mia mente, una innocente fantasia! Ascolto le dichiarazioni di Berlusconi alla Confcommercio: si inizia con le intercettazioni, poi con il cambio della Costituzione per dare più potere al Presidente del consiglio, giustizia penale, modifica art.41 costituzione. E il Lavoro, i disoccupati, i cassintegrati, mamme, ricerca, precari, scuola, dove sono?

Per il premier vengono prima le leggi sulle intercettazioni e poi la discussione sulle leggi del lavoro e sulla manovra “lacrime e sangue”. Beh, allora mi vien da dire: “ognuno ha il governante che si merita”! In Italia c’è un problema?, si cerca sempre di sviare l’opinione pubblica su altro. In fondo cosa importa, l’essenziale è che l’Italia vinca il mondiale!

A me non interessa se vengo intercettata o meno, perchè non ho nulla da nascondere, mal che vada potranno sentire i dialoghi con la mia mamma o i miei amici. A me interessa sapere di vivere in un paese in cui a tutti è data possibilità di lavorare e progredire, con rispetto reciproco e tutela dei propri diritti. In fondo non credo di volere molto…

Molti di voi, probabilmente non saranno daccordo con questo post, ma non importa, anche il disappunto è democrazia; in fondo è solo la riflessione di una cittadina che si sente libera e a cui nessuno può mettere il bavaglio!

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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