Lavori usuranti: chiarimenti interpretativi Inps

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Chiarimenti interpretativi Inps sul decreto sui lavori usuranti

L’Inps, con messaggio nr. 22647 dello scorso 30 novembre 2011, fornisce dei chiarimenti interpretativi – condivisi dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con nota del 28 novembre 2011 – del decreto nr 67/2011 (lavori usuranti) e illustra le modalità applicative indicate dal decreto, con particolare riguardo al riconoscimento del beneficio pensionistico per coloro che hanno perfezionato il requisito agevolato di accesso alla pensione di anzianità entro il 31 dicembre 2011.

Verifica del requisito dei 10 anni di svolgimento di attività lavorativa da parte del lavoratore

Per le pensioni aventi decorrenza entro il 31 dicembre 2017, l’accertamento dello svolgimento dell’attività faticosa e pesante per almeno sette anni, compreso l’anno di maturazione dei requisiti, negli ultimi dieci di attività lavorativa, avviene nel seguente modo:

  • Per l’individuazione del periodo corrispondente agli ultimi dieci anni di svolgimento di attività lavorativa da parte del lavoratore interessato si procederà alla valutazione per anno solare (ad esempio 26 marzo 2011 – 26 marzo 2010).
  • Ai fini del computo del periodo di dieci anni non devono essere considerati i periodi di mancato svolgimento di attività lavorativa (ad esempio non occupazione, mobilità, ecc..)che, pertanto, si considerano neutri.

Per i  lavoratori che hanno presentato domanda per ottenere il riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti entro il 30 settembre 2011, che hanno maturato o maturino i requisiti per il pensionamento anticipato entro il 31 dicembre 2011,  qualora abbiano cessato l’attività lavorativa prima della predetta data, i dieci anni di attività lavorativa da considerare sono quelli precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.

Per i lavoratori ancora in attività alla data del 31 dicembre 2011, che hanno maturato o maturino i requisiti entro tale data, i dieci anni di attività lavorativa da considerare sono quelli precedenti il 31 dicembre 2011.

Verifica del requisito dei sette anni di svolgimento di attività lavorativa faticosa e pesante

Ai fini del computo dei sette anni di svolgimento di attività lavorativa faticosa e pesante, si tiene conto dei periodi di svolgimento effettivo delle attività lavorative, con esclusione dei periodi totalmente coperti da contribuzione figurativa.

Nel periodo di sette anni solari, anche non continuativi, deve essere compreso l’anno di maturazione dei requisiti.

Incumulabilità del beneficio

Non sono cumulabili i benefici previsti dal decreto legislativo sui lavori usuranti con quelli previsti per  lavoratori invalidi, non vedenti, sordomuti o comunque affetti da particolari infermità oggetto, nell’ordinamento, di adeguata tutela previdenziale.

Diversamente, sono cumulabili con quelli previsti per i lavoratori esposti all’amianto dalla legge n. 257 del 1992, e successive modificazioni, ai soli fini della determinazione dell’importo della pensione e non dell’anticipo dell’accesso al pensionamento.

E’, altresì, cumulabile con i benefici pensionistici previsti per lo svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti il meccanismo di prolungamento dei periodi lavorativi previsto dalla legge n. 413 del 1984 per i lavoratori marittimi.

Domanda per il riconoscimento dello svolgimento di lavoro particolarmente faticosi e pesanti e relativa documentazione

L’articolo 2 del decreto legislativo n. 67 del 2011, al comma 1, fissa i termini per la presentazione della domanda, volta ad ottenere il riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti, all’Istituto previdenziale presso il quale il lavoratore è iscritto.

Secondo il comma 1, il lavoratore interessato al beneficio di cui trattasi doveva presentare la relativa domanda e la necessaria documentazione entro il 30 settembre 2011, qualora avesse già maturato o maturi i requisiti agevolati per il pensionamento entro il 31 dicembre 2011.

Documentazione a corredo della domanda

Lo svolgimento delle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti deve essere verificato, sulla base della “Documentazione minima da presentare ai fini della procedibilità della domanda”, di cui alla Tabella A allegata al decreto interministeriale.

Le domande presentate entro il 30 settembre 2011 e non corredate della necessaria documentazione possono essere istruite qualora la documentazione integrativa sia pervenuta entro il entro il 6 dicembre 2011.

Per le domande di riconoscimento dello svolgimento dei lavori faticosi e pesanti presentate oltre i termini di legge è previsto il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico anticipato.

Il messaggio poi, indica una serie di documenti che possono essere prodotti, distinti per tipologia di attività:

  • Lavori nella cave: mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale;
  • Lavori in cassoni ad aria compressa;
  • Lavori svolti da palombari;
  • Lavori ad alte temperature;
  • Lavorazioni del vetro cavo: mansioni dei soffiatori nell’industria del  vetro cavo eseguito a mano e a soffio;
  • Lavori di asportazione dell’amianto;
  • Lavori espletati in spazi ristretti;
  • Lavori svolti da conducenti di veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto collettivo

Non sono accolte le domande presentate da lavoratori per i quali non risultino soddisfatti i seguenti requisiti:

  • appartenenza ad una o più delle tipologie di lavoratori dipendenti  contemplati dal decreto legislativo n. 67;
  • requisito anagrafico e contributivo previsto per l’accesso al pensionamento agevolato.

Non potranno essere accolte le domande presentate da lavoratori che  abbiano svolto lavoro faticoso e pesante in qualità di lavoratore autonomo. Dovranno invece, essere adottati provvedimenti di reiezione per le domande presentate da lavoratori in possesso della massima anzianità contributiva.

Non dovranno, altresì, essere accolte le domande per le quali non risulti soddisfatta la condizione della procedibilità per mancata presentazione della documentazione entro il 6 dicembre 2011.

Comunicazione da parte dell’Ente previdenziale

Il comma 3 dell’articolo 2 del decreto legislativo n. 67 del 2011 stabilisce che l’Ente previdenziale, dal quale deve essere erogato il trattamento pensionistico, comunica all’interessato, nel caso in cui l’accertamento abbia avuto esito positivo, la prima decorrenza utile del trattamento pensionistico, la quale resta subordinata alla presentazione all’Ente medesimo della domanda di pensionamento dell’interessato il cui accoglimento è subordinato alla sussistenza di ogni altra condizione di legge.

L’articolo 4, comma 1, del decreto interministeriale, fissa i termini per la predetta comunicazione stabilendo che, l’ente previdenziale comunica al lavoratore interessato entro il 31 dicembre2011, in riferimento ai lavoratori che hanno presentato la domanda entro il 30 settembre 2011:

  • l’accoglimento della domanda, con indicazione della prima decorrenza utile, qualora sia accertato il possesso dei requisiti relativi allo svolgimento delle lavorazioni faticose e pesanti e sia verificata la sussistenza della relativa copertura finanziaria;
  • l’accertamento del possesso dei requisiti relativi allo svolgimento delle lavorazioni faticose e pesanti, con differimento della decorrenza del trattamento pensionistico in ragione dell’insufficiente copertura finanziaria. In tal caso, la prima data utile per l’accesso al pensionamento viene indicata con successiva comunicazione;
  • il rigetto della domanda, qualora non sia accertato il possesso dei requisiti relativi allo svolgimento delle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti.

Ricorsi e riesame

I ricorsi amministrativi avverso i provvedimenti di rigetto della domanda di accesso al beneficio pensionistico, per motivi attinenti al merito, adottati dall’ente previdenziale in esito al procedimento accertativo di cui al punto 6,  devono essere presentati ai Comitati regionali per i rapporti di lavoro, territorialmente competenti, costituiti presso le Direzioni regionali per il lavoro, nel termine di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di rigetto. Decorso il termine di 90 giorni previsto per la decisione, il ricorso si intende respinto.

In caso di ricorsi presentati all’INPS, attinenti al merito del provvedimento di rigetto, si deve procedere alla trasmissione degli stessi alle Direzioni Regionali dell’Istituto per il successivo inoltro ai predetti competenti Comitati regionali per i rapporti di lavoro.

Le domande respinte per motivi diversi dal merito dovranno essere riesaminate, su istanza dell’interessato, dalla Struttura territoriale che ha adottato il provvedimento di reiezione.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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    Pietro Imperatrice nato il 03/01/1953, svolgo il lavoro in Hotel come portiere notturno e tramite il patronato INCA di Pavia a settembre del 2011 ho presentato domanda per il pensionamente anticipato per lavoro usurante. I contributi previndenziali effettivi fine dicembre 2011 sono di 36 anni lavorativi e lavoro usurante negli ultimi 10 anni sono di 8 anni e 8 mesi notti annui piu’ di 100. Il dgl del 67/2011 parla di eta’ anagrafica minimo 57 e anni contributivi minimo 35. Come puo’ costatare alla data della presentazione della domanda anno 2011 la mia eta’ anagrafica risulta di anni 58 e 36 anni contributivi. Ma l’INPS ha respinta la domanda con la motivazione che mancava sia eta’ anagrafica che i contributi previdenziali richiesti. Faccio presente che l’ estratto previdenziale fatto da l’INPS mancava l’anno 1984 coie’ 52 settimane lavoro svolto nella provincia di salerno. dopo il sollecita da parte mia l’anno mancante e’ stato inserito i primi di gennaio 2012 cosi da completare i 36 anni effettivi. Ho chiesto il riesame della domanda ma senza alcun esito. La mia domanda e’ cosa posso fare per far valere il mio diritto visto che anche il Patronato non e’ dalla mia parte. Grazie di qualsiasi suggerimento da parte vostra e distinti saluti Pietro Imperatrice Tel 0383-84588

  • Ciao Pietro, se hai fatto domanda di riesame, con l’aggiunta dell’anno mancante, non vedo perchè l’Inps non dovrebbe accettarti la domanda. Cosa intendi per niente? che l’Inps non ancora ti da una risposta? Quando hai presentato domanda di riesame? Dovresti aspettare prima la risposta dell’Inps (magari informati sullo stato della domanda presso gli uffici) e, in base a quella, vedere il da farsi. Tienici aggiornati.