Polizze assicurative: quando mettono al sicuro il lavoratore

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A protezione del lavoratore dipendente e autonomo esistono polizze assicurative che arrivano in soccorso a sostegno del reddito, vediamo come funzionano.

La serenità di un nucleo familiare dipende da molti fattori, ma vanta un posto determinante la disponibilità economica, che consente di poter vivere adeguatamente.

In periodi di crisi il rischio di perdere il posto di lavoro o il doversi assentare per un periodo più o meno breve a causa di un infortunio, può mettere a rischio la stabilità finanziaria creando problemi a dir poco rilevanti.

A protezione del lavoratore intervengono polizze specifiche che arrivano in soccorso a sostegno del reddito.

Laddove viene a mancare la capacità economica del lavoratore, su cui conta la famiglia, oppure l’attività professionale procede con discontinuità, questa tipologia di polizza consente all’assicurato di fruire di un indennizzo mensile, la cui entità è definita al momento della sottoscrizione dell’assicurazione.

Il poter disporre di un’entrata mensile permette a chi perde il posto di lavoro di impegnarsi nella ricerca di una nuova attività con la garanzia che, per un determinato periodo di tempo, potrà percepire mensilmente una somma per dare alla famiglia un reddito specifico.

Soluzioni assicurative personalizzabili

Il mercato di settore prevede soluzioni assicurative personalizzabili, a favore di lavoratori autonomi, indipendenti o dipendenti pubblici.

Soluzioni che il lavoratore stesso decide di sottoscrivere in piena autonomia, indipendentemente dalla professione svolta e dal grado di subordinazione.

L’importo della copertura viene considerato a priori e varia in base allo status lavorativo che vanta l’assicurato al momento della sottoscrizione.

Entrando nel merito l’assicurazione sul lavoro di norma garantisce il sottoscrittore da tipologie di imprevisto diverse.

La polizza è una garanzia nel caso la perdita del lavoro avvenga a seguito d’un licenziamento per ingiustificato motivo e coinvolge essenzialmente i lavoratori dipendenti privati.

Una seconda copertura protegge i lavoratori autonomi che subiscono un infortunio tale da procurare inabilità temporanea totale dal posto di lavoro, oppure perdono il lavoro e sono costretti a ripiegare sulla ricerca di un’altra occupazione.

Non sono rare le polizze che arrivano a sostegno dei dipendenti pubblici costretti ad un ricovero ospedaliero. Per loro la polizza arriva in forma di rimborso.

Di norma la compagnia assicurativa non richiede documentazione reddituale, tipo ad esempio la busta paga del lavoratore, nel momento in cui il cliente acquista una polizza.

La somma assicurata infatti viene stabilita in base alle esigenze espresse dal sottoscrittore, che non è obbligato a presentare certificazioni mediche ma la sola dichiarazione di stato di buona salute.

Il premio annuo che l’assicurato pagherà è la conseguenza matematica dell’applicazione di un tasso percentuale alla somma assicurata. Discreta rilevanza ha anche l’età dell’assicurato.

La somma mensile di cui potrà disporre l’assicurato di norma non va oltre il 65% del reddito.

In Italia l’assicurazione sul lavoro è un obbligo di legge sancito dal D.P.R. 1124/65 per tutti i lavoratori subordinati, dipendenti o equiparati, e il premio assicurativo deve essere corrisposto dal datore di lavoro all’Inail.

Polizze vita per ampliare il raggio di copertura

Nel caso in cui il lavoratore capofamiglia desideri ampliare il raggio di copertura, andando al di là del solo infortunio temporaneo o della perdita di lavoro, può scegliere di contrarre un’assicurazione sulla vita, anche online avvalendosi dei numerosi servizi di confronto polizze vita.

La scelta intrapresa punta a regalare stabilità e serenità economica ai propri famigliari nel caso di morte prematura, ma non solo.

Le polizze vita infatti sono anche un valido strumento di risparmio per il futuro e consentono, grazie ad un piano di accumulo di poter godere di una somma di denaro ad una scadenza prestabilita, come può essere ad esempio il pensionamento.

Esistono anche polizze miste che considerano le due opzioni ovvero caso vita e caso morte ma in realtà sono opportunità interessanti anche laddove si scelga di coprire eventi quali l’ invalidità, la perdita del lavoro, gli infortuni o le malattie.

Detrazioni fiscali

E’ importante ricordare che le polizze assicurative stipulate da lavoratori autonomi, datori di lavoro e imprenditori vantano un trattamento fiscale specifico.

Da giugno, ad esempio, con l’ingresso delle nuove norme sul Jobs act autonomi, i premi per le polizze assicurative facoltative, contratte per tutelarsi dai rischi relativi al mancato pagamento delle prestazioni, sono deducibili, ne abbiamo già parlato nel seguente articolo “Detrazioni Fiscali per Assicurazioni Vita e Infortuni”.

I lavoratori autonomi possono dedurre anche le spese per assicurazioni contro gli infortuni, contratte per se stessi o a favore di eventuali collaboratori o dipendenti.

I premi assicurativi stipulati dal datore di lavoro a favore del dipendente nel caso di polizze sulla vita e infortuni sono tassabili in busta paga nel periodo della corresponsione dello stipendio, ma a fine anno consentono al dipendente di fruire di una detrazione d’imposta del 19% sui premi, che viene calcolata per un importo non superiore a euro 1291,14 per anno solare.

A partire da quest’anno ogni contribuente compilando il modello 730 può beneficiare di una serie di detrazioni sui premi assicurativi, sulle polizze vita ed infortuni, pagati nel precedente anno d’imposta. Si tratta di una detrazione del 19% della spesa effettuata.

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