Referente unico per l'assistenza a persona in situazione di handicap grave

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Non si possono concedere a soggetti diversi dal referente unico i permessi mensili per assistenza alla persona con handicap grave.

Il Ministero del Lavoro, con interpello n. 24 del 17 giugno 2011, ha risposto ad un quesito dell’Università degli Studi di Firenze, in merito alla corretta interpretazione della disposizione normativa di cui all’art. 24, comma 1 lett. a), Legge n. 183/2010 che ha innovato l’art. 33, Legge n. 104/1992 con riferimento al referente unico per l’assistenza alla persona in situazione di handicap grave.

In particolare, chiede se sia legittima la fruizione dei permessi ex art. 33, Legge n. 104/1992, a mesi alterni da parte di più aventi diritto, per l’assistenza a familiari disabili in situazione di handicap grave alla luce delle modifiche apportate con il c.d. Collegato Lavoro.

Il ministero richiama il riformulato art. 33, comma 3, L. n. 104/199 che dispone espressamente che:

il diritto alla  fruizione dei permessi “non può essere riconosciuto a più di un lavoratore  dipendente per l’assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità”.

Tale disposizione normativa, nella sua nuova articolazione, non prevede più in maniera esplicita la continuità e l’esclusività dell’assistenza quali requisiti essenziali ai fini del godimento di tali permessi.

Si osserva però, con riferimento al concetto di esclusività, come la nuova prescrizione tende in parte a tipizzare tale requisito disponendo specificatamente che i permessi possono essere accordati ad un unico lavoratore per assistere la stessa persona.

Con ciò, la legge sembra individuare un unico referente per ciascun disabile. Il Consiglio di Stato ha definito il referente unico come

“il soggetto che assume il ruolo e la connessa responsabilità di porsi quale punto di riferimento della gestione generale dell’intervento, assicurandone il coordinamento e curando la costante verifica della rispondenza ai bisogni dell’assistito”

Proprio in considerazione di ciò, continua il Ministero, “si può sostenere, pertanto, che il referente unico si identifica con colui che beneficia dei permessi mensili per tutti i mesi di assistenza alla persona con handicap grave con esclusione, quindi, di altri eventuali soggetti.

A conforto di ciò, conclude, “si osserva che laddove il Legislatore abbia voluto individuare fattispecie specifiche in deroga alla regola generale sopra delineata, ha previsto espressamente ipotesi eccezionali in cui viene contemplata la possibilità di fruire dei permessi da parte di due soggetti per l’assistenza di uno stesso familiare: è questo il caso dei genitori rispetto ai quali l’art. 33, comma 3, lett. a) ultimo periodo dispone espressamente che “per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne anche alternativamente”.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • virgy

    salve sono un'infermiera che lavora in asl,vi volevo esporre il mio problema.. fino alla nuova normativa beneficiavo dell'aspettativa art 33. L.104/92 HANDICAP GRAVE di mia madre, con la nuova normativa del 2011 l'asl mi ha revocato l'aspettativa dicendomi che non mi toccava più perchè la nuova normativa cita che deve essere mio padre essendo il coniuge ad occuparsi di mia madre, io gli ho detto che sono stata sempre io ad occuparmi di mia madre, che mio padre non era in grado di assisterla, la risposta dell'asl è stata suo padre deve essere invalido al 100% o che abbia compiuto 65 anni. mio padre ha 62 anni ed è invalido al 50% ha i legamenti rotti della spalla dx e 1 della sx in più ha 3 ernie del disco, come poso fare ? ha ragione l'asl?vi dico di più l'asl mi ha lasciato solo i 3 congedi mensili. non è contraddittoria la mia situazione?
    mia madre e' affetta da sclerosi multipla su una sedia a rotelle. ho bisognio dell'aspettativa perche ultimamente sta male. mi tocca o no? grazie della vostra collab.

  • Massima Di Paolo

    Ciao Virgy, è vero che l'asl, tua datrice di lavoro può revocarti il permesso poichè il collegato lavoro ha introdotto il comma 7 bis all'art 33 L. 104/92, il quale prevede il decadimento dal diritto al permesso retribuito qualora”il datore di lavoro o l’INPS accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti”. Tuttavia, secondo me l'asl, non poteva revocarti il permesso ed ha interpretato male le nuove disposizioni. poichè, il permesso è attribuito testualmente "ai parenti entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti". Quindi se la patologia del tuo papà, non gli consente di accudire la moglie; puoi farlo tu. Ti consiglio di rivolgerti ad un patronato o sindacato che esamini attentamente la situazione carte alla mano.

    • virgy

      si sono andata dal patronato mi ha detto che ancora non sanno bene per patologia invalidante cosa vuol dire se al 100% o no. non mi danno delle risposte concrete.
      apposta ho chiesto a lei,mio padre ha l'invalidità al 50% riconosciuta dalla commissione.