Ddl lavoro: modifica alla disciplina dei permessi per l'assistenza ai portatori di handicap

ll collegato lavoro ha apportato delle modifiche alla disciplina sui permessi per l’assistenza ai disabili in situazioni di gravità previsti dall'art. 33 L.104/92.

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Il collegato lavoro ha apportato una serie di modifiche alla disciplina sui permessi per l’assistenza ai disabili in situazioni di gravità. Infatti, l’art 24 del ddl lavoro va a modificare l’art 33 della l 104/92.

Tali modifiche valgono sia per le pubbliche amministrazioni che per i privati. In particolare, il comma 3 dell’art 33 è stato sostituito; per cui, attualmente, il permesso retribuito di tre giorni per l’assistenza è concesso:

  • al coniuge, parente o affine entro il secondo grado (in precedenza era sino al terzo grado);
  • ai parenti entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Inoltre:

Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità. Per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente»

E’ stato aggiunto all’art 33 il comma 7 bis, il quale prevede il decadimento dal diritto al permesso retribuito qualora”il datore di lavoro o l’INPS accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti”.

L’art 24 del collegato lavoro, va a modificare anche l’articolo 42 (riposi e permessi per figli con handicap gravi) del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.

In particolare è sostituito il comma 2; per cui:

Successivamente al compimento del terzo anno di età del bambino con handicap in situazione di gravità, il diritto a fruire dei permessi di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 104/921, è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera continuativa nell’ambito del mese».

Infine sono previsti una serie di obblighi gravanti sulle P.A., individuati dall’art 1 del d.lgs 165/2001, che devono comunicare Dipartimento della funzione pubblica:

  • i nominativi dei propri dipendenti cui sono accordati i permessi di cui all’articolo 33, L.104/92,  ivi compresi i nominativi dei lavoratori padri e delle lavoratrici madri, specificando se i permessi sono fruiti dal lavoratore con handicap in situazione di gravità, dal lavoratore o dalla lavoratrice per assistenza al proprio figlio, per assistenza al coniuge o per assistenza a parenti o affini;
  • il nominativo della persona con handicap assistita, l’eventuale rapporto di dipendenza da un’amministrazione pubblica e la denominazione della stessa, il comune di residenza dell’assistito;
  • l rapporto di coniugio, il rapporto di maternità o paternità o il grado di parentela o affinità intercorrente tra ciascun dipendente che ha fruito dei permessi e la persona assistita;
  • per i permessi fruiti dal lavoratore padre o dalla lavoratrice madre, la specificazione dell’età maggiore o minore di tre anni del figlio;
  • il contingente complessivo di giorni e ore di permesso fruiti da ciascun lavoratore nel corso dell’anno precedente e per ciascun mese.

Tutto ciò sarà propedeutico alla creazione di una banca dati informatica, gestita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica.

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