Regione Sardegna: percorsi di integrazione del reddito e della formazione per i lavoratori

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L'assessorato al Lavoro della Regione Sardegna, sta attivando una serie di interventi eccezionali per i lavoratori che beneficiano degli ammortizzatori sociali in deroga.

L’assessorato al Lavoro della Regione Sardegna, d’intesa con la Direzione generale della Presidenza sta attivando – attraverso percorsi condivisi con gli enti locali e le parti sociali – una serie di interventi eccezionali che consentiranno di dare ulteriore ristoro ai lavoratori che beneficiano degli ammortizzatori sociali in deroga.

Saranno impiegati fondi regionali (circa 25 milioni di euro) e risorse del Fondo Sociale Europeo (alcune decine di milioni di euro).

Il progetto mira all’attivazione di iniziative di politiche attive per il lavoro, anche mediante percorsi di reimpiego dei lavoratori che da più tempo beneficiano degli ammortizzatori sociali (alcuni dei quali con trattamenti ridotti ad appena 380 euro lordi mensili) o coinvolti da percorsi di formazione professionale funzionali al rilancio produttivo delle imprese di appartenenza.

Pertanto:

  • l’Assessorato del Lavoro garantirà ai lavoratori interessati dai percorsi un omogeneo trattamento di integrazione del reddito prescindendo dal territorio, dal settore di appartenenza e dalla qualifica di riferimento, per arrivare a complessivi 1.000 euro lordi mensili;
  • i percorsi sono basati sul principio di “volontarietà” da parte di ogni singolo lavoratore, al quale dovrà essere garantito anche un percorso formativo tramite i Csl (Centri servizi per il lavoro) delle Province e monitorato dall’Assessorato e dalle Aziende eventualmente titolari dell’intervento.
  • la priorità nei percorsi sarà riservata a coloro che si trovano in una condizione reddituale (es.: terze e quarte proroghe) oltre i limiti della sopportabilità sociale;
  • particolare attenzione sarà rivolta ai lavoratori appartenenti ad Aziende di medie e piccole dimensioni, che non costituiscono individualmente una massa critica, e che pertanto risultano meno evidenti nel panorama mediatico regionale;
  • l’integrazione regionale potrà consentire lo svolgimento di attività dei lavoratori nella Pubblica amministrazione (Asl, Province e Comuni), cioè in quegli Enti che si sono detti disponibili ad integrare a loro volta e con fondi propri il trattamento;
  • è prevista la possibilità di coinvolgere il settore privato nell’utilizzo di questi lavoratori, secondo le regole comunitarie in materia di aiuti di Stato.

L’assessore al lavoro Manca ha affermato. “L’ambizione  non è quella di dare un sussidio che consenta di uscire dalla povertà assoluta, bensì di rimettere questi lavoratori nel mercato del lavoro anche attraverso percorsi formativi“.

Ha poi precisato che “l’inserimento riguarda soprattutto i lavoratori ultra cinquantenni, ai quali vorremmo dare un accompagnamento verso la pensione”. Per quanto riguarda la formazione, “una parte cospicua delle attività proposte dalla Regione e dai Csl delle Province riguarderà professionalità e specializzazioni nelle quali il mercato isolano mostra particolari carenze, e che talvolta costringono le imprese a rivolgersi fuori della Sardegna. I corsi, va precisato, potranno essere fatti all’interno dell’azienda di appartenenza oppure all’esterno, attraverso le Agenzie formative accreditate”.

Fonte: www.regione.sardegna.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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