ABC Lavoro: come richiedere l'assegno al nucleo familiare

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L'assegno al nucleo familiare o ANF o assegni familiari, sono un sostegno alle famiglie il cui reddito rientra in determinate fasce di reddito

L’ANF, acronimo di assegno al nucleo familiare, è una prestazione a sostegno del reddito delle famiglie il cui reddito complessivo è composto prevalentemente da redditi da lavoro dipendente o assimilati.

La denominazione di assegno al nucleo familiare è stata introdotta con la legge 13 maggio 1988, n. 153 ed è andata a sostituire la vecchia denominazione di assegni familiari. Il termine di assegni familiari è ancora quello più usato per riferirsi agli ANF, ma non va comunque confuso con l’assegno familiare vero e proprio, in quanto si tratta di un’altra prestazione INPS spettante ai coltivatori diretti, mezzadri e coloni e ai pensionati delle Gestioni Speciali per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri), i quali non rientrano nella normativa ANF.

A chi spetta l’assegno al nucleo familiare

L’ assegno al nucleo familiare spetta:

  • ai lavoratori dipendenti, compresi i lavoratori che si trovano in determinate situazioni quali la malattia, la cassa integrazione, la mobilità indennizzata e la disoccupazione;
  • ai pensionati, la cui pensione derivi da lavoro dipendente e ai pensionati dei fondi speciali (autoferrotranvieri, elettrici, gas, esattoriali, telefonici, personale di volo, dazieri);
  • ai lavoratori parasubordinati, cioè a coloro che si sono iscritti alla Gestione separata dei lavoratori autonomi;
  • ai lavoratori domestici (colf e badanti).

Come è composto il nucleo familiare per il calcolo dell’ANF

Il nucleo familiare varia a seconda che il richiedente è un lavoratore dipendente, un titolare di pensione diretta o un titolare di pensione ai superstiti.

Fanno parte del nucleo familiare dei lavoratori dipendenti e assimilati e del nucleo familiare dei pensionati:

  • chi richiede l’assegno;
  • il coniuge;
  • i figli legittimi o legittimati e quelli equiparati, cioè i figli adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge, affidati a norma di legge, i nipoti viventi a carico di ascendente diretto, aventi un’età inferiore ai 18 anni;
  • i figli (ed equiparati) maggiorenni inabili che si trovano, per difetto fisico o mentale, nella assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un lavoro proficuo;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti del richiedente minori di età – o maggiorenni inabili – a condizione che:
    • siano orfani di entrambi i genitori;
    • non abbiano diritto alla pensione ai superstiti.

Queste persone fanno parte del nucleo anche se non sono conviventi con il richiedente, non sono a carico del richiedente, non sono residenti in Italia (se il richiedente è cittadino italiano o di uno stato membro dell’Unione europea o di altro Stato estero con il quale esiste apposita Convenzione). Fanno eccezione i figli naturali legalmente riconosciuti da entrambi i genitori per i quali è richiesta la convivenza.

Leggi anche: Assegni per il nucleo familiare per figli maggiorenni studenti o apprendisti (famiglie numerose)

Il coniuge, per far parte del nucleo familiare, non deve essere separato legalmente o divorziato né avere abbandonato la famiglia.

Per tutti i figli diversi dai figli legittimi minori di 18 anni ed in casi particolari indicati dalla legislazione sociale in materia, va richiesta per via telematica l’autorizzazione (denominata ANF 42) all’INPS ad includerli nel proprio nucleo familiare.

Leggi anche: Assegni nucleo familiare, autorizzazione ANF come e quando richiederla

Come si calcola il reddito familiare

Il reddito da considerare per il calcolo degli assegni familiari è il reddito lordo complessivo, di ogni componente il del nucleo, prodotto nell’anno precedente a quello in cui è richiesto l’assegno. Inoltre il reddito complessivo deve derivare per almeno il 70% da lavoro dipendente o assimilati. I redditi da considerare sono tutti i redditi assoggettabili all’Irpef.

La corresponsione dell’assegno e l’importo dello stesso è quindi vincolato a determinate fasce reddituali indicate dall’INPS ogni anno incluse in tabelle e che hanno valore dal 1 luglio al 30 giugno dell’anno successivo.

Leggi anche: Tabelle assegni familiari ANF 2014 – 2015

Ne deriva che la domanda va presentata ogni anno entro la scadenza del 30 giugno e i redditi indicati sono quelli dell’anno solare precedente.

Come si calcola l’assegno

La misura dell’assegno al nucleo familiare è in rapporto a specifici livelli di reddito (contenuto nelle tabelle ANF) ed al numero dei componenti il nucleo familiare.

Al lavoratore l’assegno spetta per intero qualora permanga la continuità del rapporto di lavoro per:

  • ogni mese (26 giornate) di lavoro, se ha effettuato 104 ore se operaio e 130 se impiegato;
  • ogni settimana (sei giornate) se, in caso di mancato raggiungimento delle 104 o 130 ore mensili, ha effettuato almeno 24 ore settimanali di lavoro se operaio e 30 ore se impiegato;
  • ogni giornata lavorata, in caso di mancato raggiungimento delle 24 o 30 ore settimanali.

Leggi anche: Calcolo Assegno Nucleo Familiare

A chi si presenta la domanda e quando

La domanda di richiesta di Assegno al Nucleo Familiare deve essere presentata con il modello Richiesta Assegno al Nucleo Familiare (Dipendente),  compilato in ogni sua parte con i dati anagrafici del richiedente e dei componenti il nucleo e la composizione del reddito complessivo del nucleo familiare. Dovrà inoltre essere allegata l’autorizzazione INPS per i casi particolare come accennato sopra.

Leggi anche: Assegni per il nucleo familiare per parasubordinati

I moduli da utilizzare reperibili sul sito dell’INPS sono:

  • MOD. ANF/DIP  SR16: per i lavoratori dipendenti;
  • ANF/GEST SEP SR 27: per i parasubordinati;
  • ANF/PREST SR 32: per lavoratori domestici e disoccupati indennizzati in mobilità e aspi o mini aspi.

La domanda va presentata:

  • al momento dell’assunzione (o al momento della presentazione della richista di indennità di disoccupazione);
  • entro il 30 giugno di ogni anno per i lavoratori dipendenti;
  • annualmente per i lavoratori parasubordinati e i lavoratori familiari dal 1° febbraio dell’anno successivo a quello richiesto;

La domanda va presentata al datore di lavoro privato o pubblico per per lavoratori dipendenti privati (anche in CIG) e pubblici. Oppure va presentata direttamente all’INPS da parte di:

  • lavoratori parasubordinati;
  • lavoratori domestici;
  • pensionati;
  • disoccupati indennizzati in mobilità, aspi e mini aspi;
  • lavoratori in cassa integrazione con pagamento diretto dall’Inps.

Il pagamento avverrà mensilmente per la quasi totalità dei beneficiari direttamente nel cedolino oppure semestralmente per lavoratori parasubordinati e lavoratori domestici direttamente in c/c o con pagamento postale.

L’assegno spetta dal momento in cui il nucleo ne ha diritto nei termini di cui sopra e si prescrive entro 5 anni. Quindi l’avente diritto può fare domanda di arretrati entro la scadenza della prescrizione.

Leggi anche: Assegni familiari arretrati

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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  • Alberto

    Complimenti, finalmente una descrizione dettagliata ed esaustiva!