Fringe benefit: cosa sono, quali sono i più comuni e come funzionano

Auto ad uso promiscuo, buoni pasto, cellulari e abitazioni in uso; definizione e caratteristiche dei principali fringe benefit per i dipendenti

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I fringe benefit fanno parte della macro-categoria dei compensi in natura, cioè sono quella parte di retribuzione che non è corrisposta dal datore in denaro in busta paga bensì attraverso l’erogazione di beni e servizi che vanno comunque nel cedolino.

I compensi in natura possono essere riconosciuti a categorie di dipendenti, oppure ad alcuni di essi come vantaggi accessori per la particolare mansione svolta e rientrano nel più ampio gruppo del welfare aziendale. I benefits aziendali (o fringe benefits) fanno parte della categoria della retribuzione accessoria. Ciò che li accomuna è l’essere assoggettati a una particolare disciplina circa la tassazione IRPEF e i contributi INPS.

La casistica dei benefits ai dipendenti è varia, i principali e più diffusi fringe benefit in busta paga sono i buoni pasto, le auto aziendali, il cellulare aziendale, le abitazioni, i prestiti agevolati e le borse di studio. Vediamo un rapido elenco dei fringe benefits più comuni e come funzionano.

Fringe benefit: auto aziendale

Tra i benefits più diffusi spicca l’autovettura ovvero auto aziendale ad uso promiscuo. L’utilizzo di mezzi di trasporto di proprietà aziendale assume rilevanza ai fini INPS e IRPEF (si considerano perciò retribuzione) solo quando gli stessi sono forniti ai dipendenti:

  • esclusivamente per esigenze personali;
  • per motivi sia personali che aziendali (cosiddetto uso promiscuo).

Nel primo caso il mezzo sarà soggetto a contributi e tasse in base al “valore normale”, da intendersi come il prezzo normalmente praticato dal fornitore in base a listini o tariffe.

In caso di vettura ad uso promiscuo, contributi e tasse vengono calcolati invece su un “valore convenzionale”. Ecco i passi da seguire:

  1. si ricava dalle tabelle ACI il costo chilometrico relativo al tipo di autovettura;
  2. poi si moltiplica il costo chilometrico per una percorrenza convenzionale di 15 mila chilometri;
  3. quindi si ottiene il costo chilometrico per 15 mila chilometri;
  4. infine di quel costo si ottiene il 30% su cui verranno poi calcolati contributi e tasse.

Dal momento che la percorrenza convenzionale è su base annua, l’importo ottenuto dev’essere eventualmente riproporzionato per i giorni di assegnazione del mezzo. Se, ad esempio, i giorni sono 60, il calcolo sarà il seguente:

  • Costo complessivo convenzionale annuo 5.000,00 euro;
  • Il reddito su cui calcolare contributi e tasse sarà pari a 5.000 / 365 * 60 giorni.

Leggi anche: Auto aziendale in uso promiscuo, limiti all’uso personale

I buoni pasto

Fra i fringe benefits più conosciuti e utilizzati troviamo certamente i buoni pasto. Si tratta di mezzi di pagamento ad importo fisso che vengono consegnati ai lavoratori in sostituzione della mensa aziendale. Il loro importo escluso dalla tassazione è di 5,29 ero per i buoni cartacei o di 7 euro per i buoni pasto elettronici.

Caratteristica principale dei buoni pasto è che questi non sono convertibili in denaro e il datore di lavoro non può pagarli in liquidi al dipendente; tuttavia sono spendibili per l’acquisto sia di generi alimentari che di pasti presso gli esercizi convenzionati e possono essere integrati in denaro da chi li spende.

Telefono cellulare (smartphone e tablet)

Il telefono cellulare (ivi compreso lo smartphone o il tablet) è imponibile ai fini INPS e IRPEF solo se utilizzato anche per ragioni personali.

In questo caso, lo stesso diventa retribuzione in natura e come tale dev’essere assoggettato a tasse e contributi, da calcolarsi sui costi delle telefonate private addebitate dal gestore telefonico al datore.

Immobili in locazione, uso o comodato

Gli immobili assegnati ai dipendenti in locazione, uso o comodato, costituiscono retribuzione in natura e dunque sono imponibili per la differenza tra:

  • Rendita catastale aumentata di tutte le spese riguardanti il fabbricato purché non sostenute dal dipendente;
  • Quanto il dipendente stesso ha dovuto corrispondere per il godimento del fabbricato.

Per i custodi, portieri e guardiani, cui viene assegnata, in virtù della loro mansione, un’abitazione con l’obbligo di dimorarvi, il valore imponibile scende al 30% della differenza sopracitata.

Prestiti personali agevolati

Per i prestiti concessi ai dipendenti, si assume come retribuzione (imponibile) la differenza tra:

  • L’importo degli interessi calcolati al tasso ufficiale di riferimento vigente alla fine dell’anno;
  • L’ammontare degli interessi applicati al dipendente.

Benefits ai dipendenti: borse di studio

Altro benefits di notevole rilevanza sono le borse di studio. Per legge sono escluse da tassazione le somme erogate dal datore ai familiari del dipendente, come il rimborso delle spese sostenute per le rette scolastiche o le tasse universitarie.

Fringe benefits: la soglia di esenzione

Esiste una soglia di esenzione per la retribuzione in natura. Come dispone la legge (art. 51 c. 3 DPR 917/86 cosiddetto Testo Unico delle Imposte sui Redditi o TUIR), non concorrono a formare reddito i beni e i servizi garantiti dal datore quando il loro valore complessivo non supera, nel periodo d’imposta cioè nell’intero anno, euro 258,23. Al contrario, se i beni e i servizi hanno un valore superiore questo concorre per intero a formare il reddito (se ad esempio il valore è 500 euro questo è soggetto per intero a contributi e tasse).

Altri fringe benefits ai dipendenti: voucher

I benefits possono essere erogati ai dipendenti anche tramite voucher. In questi casi, il riconoscimento di beni o la fornitura di servizi ad opera del datore avviene attraverso il rilascio di documenti di legittimazione (cartacei o elettronici), contenenti un valore nominale. I voucher possono essere utilizzati anche per prestazioni ripetute nel tempo (ad esempio ingressi in palestra).

I beni e servizi di valore inferiore alla soglia di esenzione (euro 258,23) possono essere racchiusi in un unico voucher.

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Sull'Autore

Nato a Lugo (Ra) classe 1988, dopo la laurea in Consulente del Lavoro conseguita all’Università di Bologna nel 2012, svolge il praticantato presso uno studio di consulenza del lavoro in Ravenna. Dal 2014 si occupa di consulenza giuslavoristica ed elaborazione buste paga presso un’associazione di categoria in Ravenna. Negli anni successivi alla laurea ha frequentato tre master: Elaborazione buste paga (Ipsoa scuola di formazione – 2014); Diritto del Lavoro (Business school Il Sole 24 Ore – 2015); Hr specialist (Business school Il Sole 24 Ore – 2016). Ha collaborato e collabora attualmente con testate giornalistiche e blog su temi di Diritto del Lavoro

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