Cosa sono i fringe benefit, quali sono i più comuni e come funzionano

Auto aziendale ad uso promiscuo, buoni pasto, cellulari e abitazioni: definizione e caratteristiche dei fringe benefit per i dipendenti.


I fringe benefit fanno parte della macro-categoria dei compensi in natura del lavoratore dipendente, cioè sono quella parte di retribuzione che non è corrisposta dal datore di lavoro in denaro in busta paga bensì attraverso l’erogazione di beni e servizi che vanno comunque nel cedolino.

I compensi in natura possono essere riconosciuti a categorie di dipendenti, oppure solo a sigli lavoratori. Costituiscono quindi vantaggi accessori sullo stipendio erogati sulla base di una particolare mansione svolta e rientrano nel più ampio gruppo del welfare aziendale. I benefits aziendali fanno parte pertanto della categoria della retribuzione accessoria. Ciò che li accomuna è l’essere assoggettati a una particolare disciplina circa la tassazione IRPEF e i contributi INPS. Fra i più comuni troviamo i buoni pasto, le auto aziendali, il cellulare aziendale, le abitazioni, i prestiti agevolati e le borse di studio. Vediamo un rapido elenco dei benefici più diffusi e come funzionano.

Cosa si intende per fringe benefit

I benefit aziendali rientrano, come detto in premessa, nei compensi in natura, e sono previsti nel nostro ordinamento dall’articolo 2099 del codice civile relativo alla retribuzione, che al comma 3 prevede che:

Il prestatore di lavoro può anche essere retribuito in tutto o in parte con partecipazione agli utili o ai prodotti, con provvigione o con prestazioni in natura.

Normalmente comunque i più importanti benefits aziendali sono regolati dai vari CCNL di categoria e comunque, sono previsti dai contratti individuali, proprio in virtù del fatto che possono essere dati a o meno ai vari dipendenti. Sono solitamente previsti anche in un piano di welfare aziendale.

Di seguito faremo una carrellata dei fringe benefit in busta paga più comuni, descrivendone le caratteristiche principali e la loro tassazione ai fini IRPEF.

Fringe benefit, auto aziendale ad uso promiscuo

Fringe benefit auto aziendale Tra i benefits più diffusi spicca l’autovettura ovvero auto aziendale ad uso promiscuo. L’utilizzo di mezzi di trasporto di proprietà aziendale assume rilevanza ai fini INPS e IRPEF (si considerano perciò retribuzione) solo quando gli stessi sono forniti ai dipendenti:

  • esclusivamente per esigenze personali;
  • per motivi sia personali che aziendali (cosiddetto uso promiscuo).

Nel primo caso il mezzo sarà soggetto a contributi e tasse in base al “valore normale”, da intendersi come il prezzo normalmente praticato dal fornitore in base a listini o tariffe.

In caso di vettura ad uso promiscuo, contributi e tasse vengono calcolati invece su un “valore convenzionale”. Ecco i passi da seguire:

  1. si ricava dalle tabelle ACI il costo chilometrico relativo al tipo di autovettura;
  2. poi si moltiplica il costo chilometrico per una percorrenza convenzionale di 15 mila chilometri;
  3. quindi si ottiene il costo chilometrico per 15 mila chilometri;
  4. infine di quel costo si ottiene il 30% su cui verranno poi calcolati contributi e tasse.

Dal momento che la percorrenza convenzionale è su base annua, l’importo ottenuto dev’essere eventualmente riproporzionato per i giorni di assegnazione del mezzo. Se, ad esempio, i giorni sono 60, il calcolo sarà il seguente:

  • Costo complessivo convenzionale annuo 5.000,00 euro;
  • Il reddito su cui calcolare contributi e tasse sarà pari a 5.000 / 365 * 60 giorni.

Leggi anche: Fringe benefit auto aziendale: cos’è, significato, tassazione

I buoni pasto

Fra i fringe benefits più conosciuti e utilizzati troviamo certamente i buoni pasto. Si tratta di mezzi di pagamento ad importo fisso che vengono consegnati ai lavoratori in sostituzione della mensa aziendale. Il loro importo escluso dalla tassazione è di 5,29 ero per i buoni cartacei o di 7 euro per i buoni pasto elettronici.

Caratteristica principale dei buoni pasto è che questi non sono convertibili in denaro e il datore di lavoro non può pagarli in liquidi al dipendente; tuttavia sono spendibili per l’acquisto sia di generi alimentari che di pasti presso gli esercizi convenzionati e possono essere integrati in denaro da chi li spende.

Leggi anche: Buoni pasto: normativa, importi e tassazione del ticket ristorante

Telefono cellulare, PC, smartphone e tablet in uso promiscuo al dipendente

Il telefono cellulare (ivi compreso lo smartphone o il tablet) è imponibile ai fini INPS e IRPEF solo se utilizzato anche per ragioni personali.

In questo caso, lo stesso diventa retribuzione in natura e come tale dev’essere assoggettato a tasse e contributi, da calcolarsi sui costi delle telefonate private addebitate dal gestore telefonico al datore.

Immobili in locazione, uso o comodato d’suo al laoratore

Gli immobili assegnati ai dipendenti in locazione, uso o comodato, costituiscono retribuzione in natura e dunque sono imponibili per la differenza tra:

  • Rendita catastale aumentata di tutte le spese riguardanti il fabbricato purché non sostenute dal dipendente;
  • Quanto il dipendente stesso ha dovuto corrispondere per il godimento del fabbricato.

Per i custodi, portieri e guardiani, cui viene assegnata, in virtù della loro mansione, un’abitazione con l’obbligo di dimorarvi, il valore imponibile scende al 30% della differenza sopracitata.

Prestiti personali agevolati ai dipendenti

Per i prestiti concessi ai dipendenti, si assume come retribuzione (imponibile) la differenza tra:

  • L’importo degli interessi calcolati al tasso ufficiale di riferimento vigente alla fine dell’anno;
  • L’ammontare degli interessi applicati al dipendente.

Borse di studio per i dipendenti

Altro benefits di notevole rilevanza sono le borse di studio. Per legge sono escluse da tassazione le somme erogate dal datore ai familiari del dipendente, come il rimborso delle spese sostenute per le rette scolastiche o le tasse universitarie proprie o dei propri figli.

Qual è la soglia di esenzione fiscale dei fringe benefit

Esiste una soglia di esenzione per la retribuzione in natura.

Come dispone la legge (art. 51 c. 3 DPR 917/86 cosiddetto Testo Unico delle Imposte sui Redditi o TUIR), non concorrono a formare reddito i beni e i servizi garantiti dal datore quando il loro valore complessivo non supera, nel periodo d’imposta cioè nell’intero anno, euro 258,23.

Al contrario, se i beni e i servizi hanno un valore superiore questo concorre per intero a formare il reddito (se ad esempio il valore è 500 euro questo è soggetto per intero a contributi e tasse).

Cosa sono e come funzionano i voucher ai dipendenti? Altra tipologia di fringe benefits ai dipendenti

I benefits possono essere erogati ai dipendenti anche tramite voucher. In questi casi, il riconoscimento di beni o la fornitura di servizi ad opera del datore avviene attraverso il rilascio di documenti di legittimazione (cartacei o elettronici), contenenti un valore nominale. I voucher possono essere utilizzati anche per prestazioni ripetute nel tempo (ad esempio ingressi in palestra).

I beni e servizi di valore inferiore alla soglia di esenzione (euro 258,23) possono essere racchiusi in un unico voucher.

Argomenti

⭐️ Segui Lavoro e Diritti su Google News, Facebook, Twitter o via email