Bollo su fattura elettronica: Decreto MEF su sanzioni e termini di pagamento

Più tempo per pagare il bollo su fattura elettronica, si arriva al secondo mese successivo alla chiusura del trimestre di riferimento.


E’ stato pubblicato sabato 19 dicembre il decreto MEF 4 dicembre che fissa le modalità di assolvimento del bollo sulle fatture elettroniche e individua le procedure di recupero dell’imposta non versata.

Il decreto è stato adottato in virtù delle previsioni fissate dal decreto crescita 2019 che ha introdotto regole operative ben precise nel rapporto tra Fisco e contribuente ai fini dell’assolvimento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche. Sono individuate le procedure attraverso le quali l’Agenzia attiva i propri controlli sul pagamento del bollo e integra le fatture emesse senza bollo. La fase successiva prevede il recupero dell’imposta non versata e l’irrogazione delle sanzioni.

Ecco in chiaro tutte le novità previste dal decreto Ministero dell’Economia e delle Finanze del 4 dicembre.

L’imposta di bollo: fatture elettroniche e cartacee

L’imposta di bollo si applica nella misura di 2 euro per ogni esemplare, per le “fatture, note, conti e simili documenti, recanti addebitamenti o accreditamenti […], ricevute e quietanze rilasciate dal creditore, o da altri per suo conto, a liberazione totale o parziale di una obbligazione pecuniaria“. Si veda l’art13, comma 2 del DPR 642/1972.

L’imposta non è dovuta “quando la somma non supera lire 150.000 (euro 77,47).

L’imposta di bollo sulle fatture può essere assolta:

  • mediante contrassegno (per le sole fatture cartacee)
  • con le modalità virtuali (tanto per le fatture cartacee quanto per quelle emesse con sistemi elettronici)
  • con le modalità individuate dall’articolo 6 del Dm 2014 (per le fatture elettroniche emesse attraverso lo Sdi).

Bollo su fattura elettronica: le novità del decreto Crescita

Il Dl 34/2019, decreto Crescita,  ha regolato le modalità con le quali l’Agenzia delle entrate controlla il corretto pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.

L’Agenzia delle entrate, già in fase di ricezione delle fatture elettroniche in transito dallo Sdi., verifica con procedure automatizzate la corretta annotazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo.

Se rileva che sulle fatture non è stata assolto il bollo, direttamente integra le stesse con procedure automatizzate, già in fase di ricezione sul Sistema di interscambio.

Cos’è oggetto di integrazione?

Le fatture elettroniche per le quali è obbligatorio l’assolvimento dell’imposta di bollo devono riportare specifica annotazione di assolvimento dell’imposta di bollo ai sensi del D.M. 17 giugno 2014 (considerando le successive modifiche).

L’integrazione riguarda proprio tale annotazione.

Sul portale fatture e corrispettivi, nell’area riservata del contribuente, l’Agenzia poi indica al contribuente l’importo da versare tenendo conto:

  • sia dell’imposta dovuta in base a quanto correttamente dichiarato nella fattura,
  • sia di quella calcolata sulle fatture integrate sulle quali non è stato correttamente indicato l’assolvimento dell’imposta.

Come avviene il pagamento?

Mediante l’apposito servizio presente nell’area riservata del soggetto passivo IVA (portale Fatture corrispettivi):

  • con addebito su conto corrente bancario o postale,
  • oppure utilizzando l’F24 già predisposto dall’Agenzia.

Il pagamento deve avvenire con modalità esclusivamente telematiche.

Il pagamento dell’imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare è effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo.

Attenzione che come vedremo a breve il decreto MEF 4 dicembre modifica tale termine di pagamento.

Cosa succede se non si paga?

In caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento, l’Agenzia delle entrate comunica al contribuente  l’ammontare:

  • dell’imposta,
  • della sanzione amministrativa del 30%, ridotta ad un terzo,
  • nonchè degli interessi dovuti fino all’ultimo giorno del mese antecedente a quello dell’elaborazione della comunicazione.

Se il contribuente non provvede a pagare entro 30 giorni dalla comunicazione, gli importi dovuto sono iscritti al ruolo per il recupero da parte dell’Agente della riscossione, Ex Equitalia.

Il decoro Crescita rimandava ad un apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, le regole attuative delle disposizioni in parola nonchè:

  • le procedure per il recupero dell’imposta di bollo non versata
  • nonché l’irrogazione delle sanzioni di cui al terzo periodo.

Ebbene il decreto MEF 4 dicembre, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di Sabato 19 dicembre fissa tutti i citati elementi.

Ad ogni modo, chiarimenti specifici sulle sanzioni applicate sono state date dall’Agenzia delle entrate con la consulenza giuridica, Agenzia delle entrate, n°14/2020.

Bollo su e-fattura: decreto MEF del 4 dicembre

Sabato 19 dicembre è stato pubblicato in  Gazzetta ufficiale il decreto MEF che fissa le modalità di assolvimento del bollo sulle fatture elettroniche e individua le procedure di recupero dell’imposta non versata.

Cambiano anche le tempistiche di versamento dell’imposta di bollo segnalata dall’Agenzia delle entrate sul portale fatture e corrispettivi (quanto abbiano detto nel pr.precedente).

Infatti, il decreto modifica l’art.6 del D.M. MEF 17 giugno 2014.

Il pagamento dell’imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare e’ effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo (prima delle modifiche apportate dal decreto 4 dicembre 2020).

Da qui, con il nuovo decreto:

  1. il pagamento dell’imposta relativa alle fatture elettroniche emesse nel primo, nel terzo e nel quarto trimestre solare dell’anno di riferimento e’ effettuato entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre mentre
  2. il pagamento dell’imposta relativa alle fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre solare e’ effettuato entro l’ultimo giorno del terzo mese successivo alla chiusura del trimestre (30 settembre).

Ad esempio, l’imposta sulle fatture elettroniche emesse a gennaio, febbraio e marzo 2021 (1° trimestre) dovrà essere versata entro il 31 maggio 2021.

Ancora, se non è stata superata tale soglia di 250 euro per l’imposta dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre dell’anno, il contribuente, in luogo della scadenza ordinaria (punti  1 e 2), può pagare:

  • entro il termine previsto  per il versamento del secondo trimestre (30 settembre);
  • se comunque nei primi due trimestri cumulativamente non si raggiunge 250 euro  il bollo può essere versato entro il termine previsto per il versamento dell’imposta relativa al terzo trimestre (30 novembre).

Integrazione delle fatture elettroniche: le tempistiche

Riprendendo quanto detto sopra per l’integrazione, il decreto specifica che:

  • per ciascun trimestre l’Agenzia provvedere ad integrare le fatture per le quali l’imposta dovuta non è stata assolta (perché manca la dicitura circa l’assolvimento dell’imposta);
  • e ne informa il contribuente sulla propria area riservata del portale Fatture e corrispettivi.

L’informazione deve essere a disposizione del contribuente o del “suo” intermediario entro il giorno 15 del primo mese successivo alla chiusura del trimestre.

Il contribuente può far valere le proprie ragioni

Il contribuente ha tuttavia possibilità di confermare il proprio operato.

Provvedendo alla variazione dei dati rettificati dall’Agenzia delle entrate:

  1. entro l’ultimo giorno del primo mese successivo alla chiusura del trimestre,
  2. per le fatture elettroniche inviate tramite il Sistema di interscambio nel secondo trimestre solare dell’anno, la variazione è ammessa entro il 10 settembre dell’anno di riferimento.

In  assenza di variazioni da parte del contribuente, si intendono confermate le integrazioni effettuate.

L’Agenzia delle entrate rende noto sul portale fatture e corrispettivi, entro il giorno 15 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre, l’ammontare dell’imposta di bollo complessivamente dovuta.

Tenendo conto:

  • delle fatture sulle quali l’imposta di bollo è stata assolta correttamente;
  • di quelle integrate dall’Agenzia delle entrate;
  • come eventualmente varie dal contribuente o dall’intermediario.

Il termine del “giorno 15 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre”, è fissato invece al 20 settembre per le  fatture elettroniche del secondo trimestre.

La procedura fin quai analizzata si riguarda le fatture elettroniche emessa a partire dal 1° gennaio 2021.