Cartelle esattoriali, novità nel Decreto Fiscale: le FAQ dell’Agenzia delle entrate-Riscossione

Il Decreto fiscale 2022 (Dl 146/2021), interviene anche in materia di rottamazione-ter e del saldo e stralcio delle cartelle esattoriali.


Il decreto fiscale 2022 collegato alla legge di bilancio (Dl 146/2021), il cui testo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 ottobre 2021, interviene anche in materia di rottamazione-ter e del saldo e stralcio delle cartelle esattoriali. Nello specifico, oltre a prevedere la proroga delle rate 2020 della rottamazione-ter e del saldo e stralcio, allunga i tempi entro i quali il contribuente può pagare la cartella dell’Agenzia Entrate/Riscossione (ex Equitalia). Inoltre, per le rateazioni in essere alla data dell’8 marzo 2020, il contribuente decadrà con 18 rate non pagate anziché 10. Dal 1° gennaio 2022 si ritornerà alle regole ordinarie, post Covid-19.

Sulle varie novità del collegato fiscale l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha rilasciato un utile Vademecum e anche alcune importanti FAQ di chiarimento (che alleghiamo a fondo pagina).

Di seguito i dettagli.

Decreto Fiscale 2022: proroga rottamazione-ter e del saldo e stralcio al 30 novembre

Il D.L. 73/2021, decreto Sostegni-bis, aveva previsto nuove scadenze per le rate 2020 e 2021 della rottamazione-ter. Ciò in considerazione della forte crisi di liquidità che ha colpito famiglie e imprese causa emergenza Covid-19.

Nello specifico, il decreto citato aveva disposto i seguenti termini di pagamento. Per i contribuenti in regola con il pagamento delle rate 2019, il mancato, insufficiente o tardivo versamento di quelle in scadenza per l’anno 2020 non determina la perdita dei benefici della Definizione agevolata, se le stesse sono integralmente corrisposte entro il:

  • 31 luglio 2021, per la rata in scadenza il 28 febbraio 2020 della “Rottamazione-ter” e della “Definizione agevolata delle risorse UE” e quella in scadenza il 31 marzo 2020 del “Saldo e stralcio”;
  • 31 agosto 2021, per la rata in scadenza il 31 maggio 2020 della “Rottamazione-ter” e della “Definizione agevolata delle risorse UE”;
  • 30 settembre 2021, per la rata in scadenza il 31 luglio 2020 della “Rottamazione-ter”, del “Saldo e stralcio” e della “Definizione agevolata delle risorse UE”;
  • 31 ottobre 2021, per la rata in scadenza il 30 novembre 2020 della “Rottamazione-ter” e della “Definizione agevolata delle risorse UE”.

Grazie al D.L. 146/2021, Dl fiscale 2022, tutte le rate scadute nel 2020 possono essere pagate entro il 30 novembre 2021. Duque, chi non ha rispettato le scadenze del 31 luglio, 31 agosto e 30 settembre 2021 (fatta salva la tolleranza dei 5 gg), può ancora rimettersi in regola.

Inoltre, alla stessa data del 30 novembre devono essere pagate le rate 2021. Ma questo era assodato già prima del decreto fiscale.

Scadenza del 30 novembre 2021

Nello specifico, entro il 30 novembre 2021, quindi, dovranno essere corrisposte, oltre alle rate 2020:

  • le rate della “Rottamazione-ter” e della “Definizione agevolata delle risorse UE”, scadute il 28 febbraio, il 31 maggio e il 31 luglio 2021;
  • le rate del “Saldo e stralcio” scadute il 31 marzo e il 31 luglio 2021.

Resta confermata la scadenza del 30 novembre 2021 per il pagamento della quarta rata in scadenza nell’anno 2021 della “Rottamazione-ter” e della “Definizione agevolata delle risorse UE”.

Proroga rottamazione-ter e del saldo e stralcio Dl Fiscale: FAQ Agenzia entrate-Riscossione

Nelle FAQ pubblicate venerdì scorso, l’Agenzia delle entrate-riscossione chiarisce che per il pagamento entro questo nuovo termine sono ammessi i cinque giorni di tolleranza di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del DL n. 119 del 2018. Su questo punto, c’è da dire che l’Agenzia delle entrate calcola la tolleranza considerando anche i giorni che cadono di sabato, successivi alla data di pagamento ordinario. Giorni che sulla base delle normativa sulla riscossione, non dovrebbero essere considerati utili ai fini del pagamento.

Per il versamento delle rate da pagare entro il 30 novembre 2021, potranno essere utilizzati i vecchi bollettini di pagamento. Inviati dall’Agenzia delle entrate-Riscossione con la comunicazione delle somme dovute.

Al netto dei carichi inclusi eventualmente nel c.d. stralcio delle cartelle esattoriali.

Cartelle esattoriali: pagamenti a 150 giorni dalla notifica, ricorso entro 60 gg

Un’ulteriore novità prevista dal decreto fiscale, è l’ampliamento del termine entro il quale è possibile pagare la cartella esattoriale una volta che è stata notificata. A tal proposito, i contribuenti avranno 150 giorni per pagare le cartelle. Rispetto ai 60 previsti ordinariamente.

La FAQ in esame, chiarisce che prima del decorso dei 150 giorni, l’Agente della riscossione non potrà dare corso all’attività di recupero del debito iscritto a ruolo.

Per le cartelle di pagamento che verranno notificate dal 1° gennaio 2022 viene ripristinato il termine ordinario di 60 giorni. Dalla data di notifica.

Attenzione, il termine entro il quale proporre ricorso contro la cartella rimane quello dei 60 giorni dalla notifica della stessa.

Decadenza rateazioni in essere alla data dell’8 marzo 2020

Il decreto fiscale interviene anche sulle condizioni al verificarsi delle quali il contribuente decade dalle rateazioni in essere.

Le regole ordinarie, ex art.19 del DPR 602/73, prevedono che la decadenza della rateazione della cartella si verifica in caso di mancato pagamento di 5 rate. Anche non consecutive.

Il D.L. 34/2020, decreto Rilancio (considerata anche la modifica del D.L. Ristori), ha previsto che, per i piani di dilazione già in essere alla data dell’8 marzo 2020 e per le richieste di rateazione presentate fino al 31 dicembre 2021, la decadenza  dalle rateizzazioni  si determina nel caso di mancato pagamento di dieci rate. Anche non consecutive.

Sui piani di rateazione, il decreto fiscale dispone che, relativamente ai piani di dilazione in essere alla data dell’8 marzo 2020 (data inizio sospensione attività di riscossione) il:

  • termine per il pagamento delle rate in scadenza nel periodo di sospensione è differito dal 30 settembre al 31 ottobre 2021;
  • numero massimo delle rate, anche non consecutive, che comportano la decadenza dei piani di rateizzazione è pari a 18 anzichè 10;
  • termine per il pagamento delle rate in scadenza nel periodo di sospensione 8 marzo 2020-31 agosto 2021, è differito dal 30 settembre al 31 ottobre 2021.

Chiarimento dell’Agenzia delle entrate-Riscossione

Dunque, come riportato nelle FAQ dell’AdeR, combinando quanto appena sopra elencato, i contribuenti che hanno interrotto i pagamenti delle rate durante l’intero periodo della sospensione, dovranno effettuare il versamento di un numero di rate tale da evitare la decadenza dal beneficio della dilazione. Che avviene, appunto, con il mancato pagamento di 18 rate.

Per le rateizzazioni concesse dopo l’8 marzo 2020 e per quelle riferite a richieste presentate fino al 31 dicembre 2021, la decadenza si determina nel caso di mancato pagamento di 10 rate.

Faq e Vademecum AdeR Decreto-Fiscale 2022

Di seguito alleghiamo il PDF del e Vademecum e delle FAQ AdeR sulle novità del Dl Fiscale su rottamazione-ter e del saldo e stralcio delle cartelle esattoriali.

download   Faq Decreto-Fiscale 2022 AdeR
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download   Vademecum Decreto-Fiscale AdeR
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