Definizione agevolata avvisi bonari. Nuove istruzioni Agenzia delle entrate

L'Agenzia delle entrate ha pubblicato il provvedimento che da piena attuazione alla definizione agevolata degli avvisi bonari


L’Agenzia delle entrate nella giornata di ieri ha adottato il provvedimento con il quale da piena attuazione alla definizione agevolata degli avvisi bonari. Agevolazione prevista dal D.L. 41/2021, c.d.decreto Sostegni. Con il provvedimento approvato ieri l’Agenzia modifica il precedente provvedimento pubblicato ad ottobre.

Nello specifico, le novità apportate dal provvedimento sono: l’individuazione dei campi delle dichiarazioni dei redditi  necessari per determinare l’ammontare dei ricavi e compensi rilevante ai fini dell’accesso alla definizione; la proroga dei termini entro i quali presentare l’autodichiarazione sugli aiuti Covid-19.

Ecco tutte le novità.

La definizione agevolata degli avvisi bonari

Il D.L. 41/2021, decreto Sostegni, all’art.5, ha previsto la c.d. definizione agevolata degli avvisi bonari. Possono essere oggetto di definizione gli avvisi bonari da controllo automatizzato delle dichiarazioni Iva e reddituali. Se relativi ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 21 dicembre 2018.

Nello specifico:

  • per il periodo d’imposta 2017, la definizione si applica alle comunicazioni elaborate entro il 31 dicembre 2020, non inviate per effetto della sospensione disposta dall’articolo 157 del D.L. 34/2020, decreto Rilancio;
  • per il periodo d’imposta 2018, la definizione riguarda le comunicazioni elaborate entro il 31 dicembre 2021.

Rientrano tra i beneficiari, i soggetti i con partita IVA attiva al 23 marzo 2021 che, a causa della situazione emergenziale dovuta all’epidemia di Covid-19, hanno subìto una riduzione maggiore del 30 per cento del volume d’affari dell’anno 2020. Rispetto al volume d’affari dell’anno precedente.

Attenzione,  per i soggetti non tenuti alla presentazione della dichiarazione IVA, non si fa riferimento al volume d’affari, ma ai ricavi e ai compensi risultanti dalle dichiarazioni dei redditi. Se trasmesse entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2020.

Detto ciò, ad ottobre, l’Agenzia delle entrate aveva adottato un provvedimento con il quale ha definito le regole attuative della norma in esame.

Il provvedimento dell’Agenzia delle entrate

Con il provvedimento approvato ieri, l’Agenzia modifica il precedente provvedimento pubblicato ad ottobre. Le novità apportate dal provvedimento sono:

  • l’individuazione dei campi delle dichiarazioni dei redditi  necessari per determinare l’ammontare dei ricavi e compensi rilevante ai fini dell’accesso alla definizione;
  • la proroga dei termini entro i quali presentare l’autodichiarazione sugli aiuti Covid-19.

Sul primo punto, i campi da considerare sono individuati nell’allegato 1 dello stesso provvedimento.

Da qui, le dichiarazioni dei redditi da prendere a riferimento ai fini della definizione agevolata, per il confronto di ricavi e compensi, sono quelle relative ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 e al 31 dicembre 2020. In questo modo possono accedere alla definizione anche quei soggetti che, ai fini delle imposte sui redditi, hanno un periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare 1° gennaio-31 dicembre.

Attenzione, si considera l’ammontare dei ricavi e compensi relativi ai periodi d’imposta 2019 e 2020 anche nel particolare caso in cui il contribuente non è tenuto alla presentazione della dichiarazione IVA per uno solo dei due periodi d’imposta da considerare.

Ciò per rendere omogenei i dati da confrontare.

Nuovi termini per presentare l’autodichiarazione per gli Aiuto Covid-19

L’efficacia della definizione degli avvisi bonari è subordinata al rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalle sezioni 3.1 e 3.12 del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato in ambito UE. A tal fine, il contribuente che intende accettare la proposta di definizione inviata dal Fisco, deve auto-dichiarare il rispetto dei suddetti limiti.

Da qui, la predetta autodichiarazione deve essere presentata entro 60 giorni dall’approvazione del relativo modello (che avverrà con successivo provvedimento). Ovvero, se il termine è più favorevole, entro 60 giorni dal pagamento dell’intero importo o della prima rata delle somme richieste dal Fisco.

Dunque, non rimane che attendere l’approvazione del modello.

Argomenti

⭐️ Segui Lavoro e Diritti su Google News, Facebook, Twitter o via email