Diritto camerale 2021 in scadenza il 30 giugno: importo e calcolo del diritto annuale

In questi giorni i titolari di partita iva iscritti alle CCIAA stanno ricevendo le PEC per la scadenza del 30 giugno del diritto annuale.


Diritto camerale 2021: i titolari di partita iva iscritti alle CCIAA (autonomi, imprese, società ecc.) in questi giorni, stanno ricevendo le PEC delle camere di commercio territoriali con le quali si informa della  scadenza del 30 giugno per il  pagamento del diritto annuale.

Il termine per il pagamento del diritto è il 30 giugno 2021, con la possibilità di versare entro il 30 luglio 2021 con la maggiorazione dello 0,40%. Sono tenute al versamento del diritto annuale tutte le imprese che al 1° gennaio di ogni anno sono iscritte o annotate nel Registro delle Imprese e i soggetti iscritti nel Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (REA).

Ecco i dettagli.

Diritto camerale 2021: chi sono i soggetti obbligati

I soggetti tenuti al versamento del diritto annuale camerale sono individuati all’art.18, comma 4, della Legge n°580/1993.

Nello specifico, sono tenute al versamento del diritto annuale tutte le imprese che:

  • al 1° gennaio di ogni anno
  • sono iscritte o annotate nel Registro delle Imprese e i soggetti iscritti nel Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (REA).

Gli importi da versare dipendono dalla forma giuridica del soggetto obbligato e dalle unità operative che compongono la struttura d’impresa.

Nello specifico, sono tenuti al pagamento del diritto annuale: le imprese individuali; le società semplici; le società commerciali; le cooperative e le società di mutuo soccorso; i consorzi e le società consortili; gli enti pubblici economici; le aziende speciali ed i consorzi tra enti territoriali; i GEIE (Gruppi economici di interesse europeo);
le società tra avvocati D.Lgs. 96/2001.

Soggetti iscritti o annotati nel Registro Imprese al 1º gennaio di ogni anno, ovvero iscritte o annotate nel corso dell’anno anche solo per una frazione di esso.

Le imprese devono inoltre pagare un diritto annuale per ognuna delle unità locali o sedi secondarie iscritte nel Registro Imprese.

Diritto annuale 2021: quanto si versa?

Con la nota del 22 dicembre 2020, il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso noti gli importi ossia il diritto camerale da versare per l’anno 2021.

Gli importi del diritto annuale 2021 sono stati stabiliti tenendo conto della riduzione del 50% prevista dall’art. 28, c.1 del decreto legge 90/2014, convertito dalla legge 114/2014.

Ad ogni modo, gli importi sono così individuati:

  • le imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale (piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori diretti e imprenditori agricoli) pagano € 44,00 più  € 8,80 per ogni unità locale aggiuntiva;
  • le Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria versano a titolo di diritto camerale € 100,00 più € 20,00 per ogni unità locale aggiuntiva.

Attenzione: le imprese che esercitano attività economica anche attraverso unità locali devono versare, per ciascuna di esse, alla Camera di Commercio nel cui territorio ha sede l’unità locale, un diritto pari al 20% di quello dovuto per la sede principale fino ad un massimo di 120 euro per ogni unità locale.

Le imprese che in via transitoria pagano in misura fissa devono versare:

  • Società semplici non agricole € 100,00 (+ € 20,00 per ogni unita locale);
  • Società semplici agricole € 50,00 (+ € 10,00);
  • le Società tra avvocati previste dal D.Lgs. n. 96/2001 € 100,00 (+ € 20,00);
  • Soggetti iscritti al REA € 15,00.

Le imprese con sede principale all’estero versano per ciascuna unità locale/sede secondaria € 55,00.

Quando si paga il diritto camerale?

Il termine per il pagamento del diritto è il 30 giugno 2021 con la possibilità di versare entro il 30 luglio 2021 con la maggiorazione dello 0,40%. Dunque la scadenza coincide con quella prevista per le imposte sui redditi Irpef e Ires. La maggiorazione va sommata al diritto camerale.

Il versamento del diritto annuale va eseguito in unica soluzione scegliendo, in alternativa, di pagare:

  • online tramite la piattaforma pagoPA;
  • con il modello F24 insieme all’ imposte sui redditi (nello stesso F24) utilizzando il codice tributo 3850 (sezione IMU e altri tributi locali).

Se non ci sono compensazioni in F24, il versamento può essere effettuato anche tramite l’home banking della propria banca.

Le misure sopra riportate sono riferite all’importo esatto; ai fini del versamento occorre, quando necessario, provvedere all’arrotondamento all’unità di euro.

Diritto camerale in base al fatturato per le società

Alcuni soggetti sono tenuti a versare il diritto camerale in base al fatturato dell’anno precedente. Anche in tale caso si applica la riduzione del 50% sugli importi che a breve riporteremo.

Fatturato Importo del diritto annuale
fino a 100.ooo euro 200 euro in misura fissa
oltre 100.000 e fino a 250.000 euro 0,015% del fatturato
oltre 250.000 e fino a 500.00 euro 0,013% del fatturato
oltre 500.000 e fino a 1.000.000 0,10% del fatturato
oltre 1.000.000,00 e fino a 10.000.000 0,009% del fatturato
oltre 10.000.000,00 e fino a 35.000.000 0,005% del fatturato
oltre 35.000.000,00 e fino a 50.000.000 0,003% del fatturato
oltre 50.000.000 0,001% (fino ad un massimo di € 40.000,00)

Chi paga il diritto camerale a percentuale?

Nello specifico calcolano il diritto camerale in base al fatturato:

  • le Società tra professionisti previste dalla L. 183/2011;
  • Società in nome collettivo;
  • Società in accomandita semplice;
  • le Società di capitali;
  • Società cooperative;
  • le Società di mutuo soccorso;
  • Consorzi con attività esterna;
  • gli Enti economici pubblici e privati;
  • le Aziende speciali e consorzi previsti dalla legge 267/2000;
  • G.E.I.E. – Gruppo Europeo di Interesse economico.

Riduzione del 50% del diritto camerale annuale anche per le società

In base a quanto riportato nella nota MI.SE. del 22 dicembre, anche per i suddetti importi definiti in base al fatturato si applica la riduzione del 50%.

Così, per le  imprese con fatturato fino a 100.000,00 euro, l’importo del diritto annuale da versare è pari ad € 100,00.

L’importo massimo da versare per le società  con un fatturato oltre 50.000.000 è pari a 40.000 euro (50% di 40.000 euro).

Per ciascuna unità locale/sede secondaria/ufficio di rappresentanza già iscritta al 1° gennaio dell’anno di versamento, occorre sommare, all’importo determinato per la sede, un diritto pari al 20% di quanto dovuto per la stessa, fino ad un massimo di € 100 (importo già aggiornato con la riduzione annuale prevista, pari al 50%, sul quale applicare l’aumento, se previsto, per la quota destinata al finanziamento di progetti strategici).

Anche per il 2021, l’importo del diritto annuale può essere maggiorato dalle camere di commercio del 20%, destinato al finanziamento di progetti strategici, ai sensi del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico firmato in data 12/03/2020, con il quale è stata autorizzata detta maggiorazione per il triennio 2020-2022.

Ravvedimento operoso Diritto Camerale

Eventuali versamenti carenti, omessi o tardivi possono essere sanati in ravvedimento operoso, ex art. 13 del d.Lgs 472/1997 entro un anno dalla scadenza. In tale caso in F24 devono essere indicati i codici tributo 3851 e 3852 (codici non compensabili) rispettivamente per interessi e sanzioni.

Attenzione, il mancato pagamento del diritto camerale blocca l’emissione dei certificati camerali.

Il contribuente può avvalersi del ravvedimento purché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento delle quali l’autore o i soggetti obbligati in solido abbiano avuto conoscenza.