🔴 Aggiornamento – 14 gennaio 2026
Dopo la pubblicazione di questo articolo, l’INPS è intervenuto ufficialmente con un comunicato stampa del 13 gennaio 2026 e con il messaggio n. 102/2026, chiarendo in modo definitivo l’ambito di applicazione delle nuove regole ISEE introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Le modifiche su prima casa, figli e scala di equivalenza si applicano esclusivamente ad alcune prestazioni di inclusione sociale e non in modo generalizzato. Il testo è stato aggiornato per recepire integralmente i chiarimenti forniti dall’Istituto.
Il rinnovo dell’ISEE 2026 si apre in un contesto tutt’altro che lineare. A ridosso dell’avvio delle nuove Dichiarazioni Sostitutive Uniche, le regole di calcolo dell’indicatore sono state oggetto di interventi normativi e successivi chiarimenti che hanno modificato in modo significativo il quadro di riferimento per famiglie e beneficiari di prestazioni sociali.
Dopo una prima lettura della Legge di Bilancio 2026, che lasciava spazio a interpretazioni estensive delle novità introdotte, è arrivato il chiarimento ufficiale dell’INPS: il nuovo ISEE più favorevole per famiglie con figli non si applica a tutte le prestazioni, ma solo a specifiche misure di inclusione sociale gestite dall’Istituto.
Comprendere cosa cambia davvero, per chi e in quali casi, è essenziale per evitare errori, false aspettative e ritardi nell’accesso ai benefici.
Un ISEE sempre più centrale nel sistema di welfare
Negli ultimi anni l’ISEE è diventato il vero perno del sistema di welfare. Non solo determina l’accesso a bonus, assegni e sussidi, ma incide direttamente anche sull’importo delle prestazioni riconosciute.
Per questo motivo, ogni modifica al metodo di calcolo produce effetti immediati e concreti. Le novità previste per il 2026 non fanno eccezione, ma – come chiarito dall’INPS – vanno lette in modo selettivo, tenendo conto della prestazione per cui l’indicatore viene utilizzato.
Nuovi criteri ISEE 2026: cosa chiarisce l’INPS
Con il comunicato stampa del 13 gennaio 2026 e con il messaggio n. 102 del 12 gennaio 2026, l’INPS ha precisato che il nuovo ISEE più favorevole per le famiglie con figli si applica esclusivamente alle seguenti prestazioni:
- Assegno di Inclusione (ADI);
- Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL);
- Assegno unico e universale per i figli a carico;
- Bonus asilo nido e supporto domiciliare;
- Bonus nuovi nati.
Si tratta di un passaggio centrale, perché chiarisce che le nuove franchigie e le maggiorazioni non operano in modo generalizzato su tutti gli utilizzi dell’ISEE, ma solo quando si presenta domanda per queste misure.
Prima casa: franchigie più alte, ma con ambito limitato
Una delle novità più rilevanti riguarda la casa di abitazione, da sempre uno degli elementi più penalizzanti nel calcolo ISEE per i nuclei proprietari.
Il nuovo ISEE 2026 prevede:
- una franchigia pari a 91.500 euro per la generalità dei nuclei familiari;
- una franchigia elevata a 120.000 euro per le famiglie residenti nei Comuni capoluogo delle città metropolitane;
- un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.
L’effetto pratico è una riduzione significativa del peso della prima casa sul patrimonio complessivo del nucleo, ma solo ai fini delle prestazioni di inclusione indicate dall’INPS. Per altri utilizzi dell’ISEE, continuano a valere le regole ordinarie.
Scala di equivalenza e figli: come cambiano i parametri nel 2026
Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 intervengono in modo puntuale anche sulla scala di equivalenza ISEE, rafforzando il peso dei figli all’interno del nucleo familiare, ma solo ai fini delle prestazioni familiari e di inclusione sociale.
In primo luogo, per tutti i nuclei familiari, viene confermato e rafforzato l’incremento della franchigia patrimoniale pari a 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo, previsto dall’articolo 5, comma 2, quarto periodo, del Regolamento ISEE. Questo incremento si applica in modo cumulativo, aumentando progressivamente la quota di patrimonio esclusa dal calcolo.
Accanto alla franchigia patrimoniale, viene rideterminata anche la maggiorazione della scala di equivalenza prevista per i nuclei con figli, secondo i nuovi valori stabiliti dall’allegato 1 del D.P.C.M. n. 159/2013. In particolare, la scala di equivalenza viene incrementata di:
- 0,10 in presenza di due figli;
- 0,25 in presenza di tre figli;
- 0,40 in presenza di quattro figli;
- 0,55 in presenza di almeno cinque figli.
L’effetto combinato di queste modifiche è quello di rendere il calcolo dell’indicatore più favorevole per le famiglie numerose, riducendo l’ISEE a parità di reddito e patrimonio.
Resta però un punto fondamentale, chiarito dall’INPS: il nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione si applica esclusivamente alle misure espressamente individuate (ADI, SFL, Assegno unico, bonus nido e bonus nuovi nati).
Per tutte le altre prestazioni, continuano ad applicarsi gli indicatori ISEE ordinari già in uso, senza l’estensione automatica delle nuove maggiorazioni.
Attenzione: le nuove regole non valgono per tutto
Uno degli aspetti più delicati dell’ISEE 2026 riguarda proprio il suo ambito di applicazione. Le nuove regole su casa e figli non modificano l’ISEE in senso assoluto, ma solo il valore utilizzato dall’INPS per alcune prestazioni specifiche.
Questo significa che:
- lo stesso nucleo può avere effetti diversi a seconda della prestazione richiesta;
- un ISEE “più basso” ai fini dell’ADI o dell’Assegno unico non produce automaticamente benefici su altri bonus o agevolazioni;
- è fondamentale verificare sempre per quale misura viene utilizzato l’indicatore.
Procedure INPS già aggiornate e domande sospese
In attesa dell’aggiornamento formale del Regolamento ISEE e dei modelli DSU, l’INPS ha già adeguato le proprie procedure informatiche.
In concreto:
- le DSU presentate dal 1° gennaio 2026 consentono già il calcolo del nuovo indicatore;
- le domande che, sulla base dell’ISEE ordinario 2026, avrebbero avuto esito negativo vengono temporaneamente sospese;
- tali domande saranno riesaminate automaticamente con il nuovo ISEE più favorevole, senza necessità di ulteriori adempimenti da parte dei cittadini.
Si tratta di una misura di tutela importante, pensata per evitare penalizzazioni legate ai tempi tecnici di aggiornamento delle procedure.
DSU precompilata e patrimonio mobiliare: cosa resta escluso
Resta confermata, per la DSU precompilata, l’esclusione automatica dal patrimonio mobiliare – fino a 50.000 euro per nucleo familiare – di:
- titoli di Stato;
- buoni fruttiferi postali;
- libretti di risparmio postali.
Per la DSU presentata in modalità autodichiarata, invece, l’esclusione deve essere effettuata direttamente dal dichiarante, come già chiarito dalle precedenti indicazioni INPS.
Assegno unico: nessuna variazione immediata sugli importi
Per quanto riguarda l’Assegno unico e universale, l’INPS ha chiarito che gli importi dei mesi di gennaio e febbraio 2026 continueranno a essere calcolati sulla base dell’ISEE valido al 31 dicembre 2025.
Questo consente di garantire continuità nei pagamenti ed evita ricalcoli immediati nei primi mesi dell’anno.
Un ISEE 2026 più favorevole, ma più selettivo
Il quadro che emerge dopo i chiarimenti ufficiali è quello di un ISEE 2026 a doppio binario:
- più favorevole per famiglie con figli e nuclei numerosi che accedono alle misure di inclusione;
- più selettivo e rigoroso sul fronte dell’applicazione e dei controlli.
Per questo motivo, il rinnovo dell’ISEE va affrontato con attenzione, verificando sempre quali regole si applicano alla prestazione di interesse e controllando con cura i dati inseriti nella DSU.
Su Lavoro e Diritti continueremo a seguire passo dopo passo l’evoluzione dell’ISEE 2026, con aggiornamenti puntuali e guide pratiche per aiutare famiglie e lavoratori a orientarsi in un sistema che cambia ancora, proprio sul filo di partenza.
Fonte: Comunicato stampa INPS
