Regime forfettario 2022, novità: regole per chi entra o rimane fra i forfettari

Ultimi chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate per chi vuole aderire o permanere nel regime forfettario nel 2022.


Il regime forfettario rimarrà in vigore anche per il prossimo anno. Difatti, per chi intende aprire la partita iva o vuole proseguire in regime forfettario per una attività già in essere, varranno i requisiti del 2021.

Chi nel 2021 opera in regime forfettario potrà passare a quello semplificato disattendendo il vincolo di permanenza triennale. Questo perchè, semplificato e forfettario sono entrambi regimi naturali. L’assenza di vincoli era stata messa nero su bianco dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n° 64/E del 2018 in riferimento alle sole imprese. Mancava un chiarimento ufficiale per i professionisti, per i quali l’Agenzia delle entrate non si era ancora espressa in un senso o nell’altro.

Tuttavia, di recente, l’Agenzia delle entrate ha confermato la possibilità di disattendere il vincolo di permanenza triennale  anche per i professionisti. Ciò è avvenuto con la risposta ad interpello n. 909-1960/2021 della Direzione regionale Emilia-Romagna della Agenzia delle Entrate.

Regime forfettario 2022

Nel 2022, potrà accedere o permanere nel regime forfettario , il contribuente che rispetta i seguenti requisiti:

  • monte ricavi/compensi non superiore a 65.000 euro,
  • spese non superiori ad euro 20.000 lordi per lavoro accessorio, per lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori.

Accanto ai requisiti di accesso, sono confermate anche le seguenti cause di esclusione. Nello specifico,  non possono accedere al regime forfettario (Fonte portale Agenzia delle entrate), comma 57 della Legge 190/2014:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • i non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente realizzato;
  • i soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari ovvero
  • che controllano direttamente o indirettamente S.R.L. o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte individualmente.

Difatti, chi intende aprire la partita iva o vuole proseguire in regime forfettario per l’attività già in essere, dovrà tenere conto dei requisiti già in essere per il 2021.

Passaggio dal regime semplificato al forfettario o viceversa

Chi nel 2021 opera in regime forfettario potrà passare a quello semplificato nel 2022.  Disattendendo il vincolo triennale. Questo perchè, semplificato e forfettario sono entrambi regimi naturali.

Andando più nello specifico, con risoluzione n. 64/E del 2018, è stato chiarito che:

  • l’imprenditore che, pur possedendo i requisiti previsti per l’applicazione del regime forfetario abbia optato per i regimi di contabilità semplificata di cui all’articolo 18 del d.P.R. n. 600 del 1973,
  • può passare al regime forfetario senza attendere il decorso di un triennio (ex art.3 DPR 442/1997).

Anche qualora abbia scelto la particolare modalità di registrazione di cui al comma 5 del predetto articolo 18 (registri ai fini Iva).

Secondo l’Agenzia delle entrate si tratta di due regimi naturali dei contribuenti minori.

Dunque, l’assenza di vincoli era stata messa nero su bianco dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n° 64/E 2018. In riferimento alle imprese. Mancava un chiarimento ufficiale per i professionisti. In riferimento ai quali,  l’Agenzia delle entrate non si era ancora espresso in un senso o nell’altro.

Tuttavia, di recente, la possibilità di disattendere il vincolo di permanenza triennale è stata confermata anche per i professionisti con la  risposta ad interpello n. 909-1960/2021 della Direzione regionale Emilia-Romagna della Agenzia delle Entrate.

Anche per i professionisti vale la regole secondo la quale sia il semplificato che il forfetario sono entrambi regimi naturali. Da qui,  il professionista può passare dal semplificato al forfettario o viceversa senza rispettare il vincolo di permanenza triennale.

Difatti, il trattamento di favore previsto per le imprese è esteso anche ai professionisti, in regime semplificato naturale, art.3 DPR 695/96.

Passaggio dal regime ordinario al forfettario

In caso di precedente opzione per il regime ordinario, vale quanto previsto dal sopra citato ex art.1 del DPR 442/1997.

Da qui:

  • l’opzione per un regime di determinazione dell’imposta vincola il contribuente alla sua concreta applicazione almeno per un triennio,
  • trascorso il quale si rinnova tacitamente per ciascun anno successivo, finché permane la concreta applicazione del regime scelto.

Tuttavia, è consentito il passaggio di regime dall’ordinario verso il forfetario o il semplificato, se si rispettano i requisiti e se il regime di provenienza o quello al quale si vuole accedere sia oggetto di nuove disposizioni normative.

Si veda a tal proposito la circolare. Agenzia delle entrate, n°9/E 2019.

Situazione che difficilmente si avrà quest’anno. Considerato che il DDL di bilancio 2022 non contiene alcuna novità sul regime forfettario/semplificato/ordinario.

Perdita dei requisiti

Ai sensi del comma 71 della legge n. 190 del 2014, il regime forfetario cessa di avere applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno uno dei requisiti di cui al comma 54 ovvero si verifica una delle cause ostative previste dal comma 57 della Legge 190/2014.

Ciò non valeva per chi era/è in regime di vantaggio, D.L.98/2011. In tale caso era prevista la cessazione del regime in corso d’anno. Se si superava i limiti compensi/ricavi di oltre il 50%.

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