Riforma del catasto, prospettive e obiettivi del Governo, tutte le novità 2022

Riforma del catasto 2022, cos'è e cosa potrebbe cambiare dopo l'approvazione della delega fiscale sul catasto


La Riforma del catasto, delega fiscale sul catasto, in approvazione in Commissione Finanze della Camera è è uno degli obiettivi fissati nel disegno di legge delega per la revisione del sistema fiscale approvato in CdM lo scorso mese di ottobre del 2021 e pone le basi per una revisione del sistema fiscale.

La riforma mira a modificare il sistema di rilevazione catastale degli immobili, prevedendo nuovi strumenti da porre a disposizione dei comuni e all’Agenzia delle entrate. L’obiettivo è quello di arrivare ad un sistema di rilevazione dinamico che permetta di attribuire all’immobile un valore patrimoniale e una rendita attualizzata, rilevati in base ai valori di mercato.

Ulteriori obiettivi sono l’emersione degli immobili abusivi o non censiti e il corretto riaccatastamento dei terreni agricoli.

La riforma del catasto

L’art.6 del disegno di legge delega sulla riforma fiscale si sofferma sulla riforma del catasto.

Come da dossier ufficiale della Camera dei deputati,  la delega al Governo è finalizzata all’adozione di norme volte a:

  • modificare il sistema di rilevazione catastale degli immobili, prevedendo
  • nuovi strumenti da porre a disposizione dei comuni e all’Agenzia delle entrate, atti a facilitare l’individuazione e il corretto classamento degli immobili.

L’art.6 indica  altresì i principi e i criteri direttivi che dovranno essere utilizzati per l’integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati. Informazioni integrate da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026.

L’integrazione delle informazioni, dovrà attribuire all’unità immobiliare:

  • un valore patrimoniale e una rendita attualizzata,
  • rilevati in base ai valori di mercato, anche attraverso meccanismi di adeguamento periodico.

Inoltre per le unità immobiliari riconosciute di interesse storico o artistico sono, inoltre, da introdurre adeguate riduzioni del valore patrimoniale medio ordinario. Questo in  considerazione dei i più gravosi oneri di manutenzione e conservazione che caratterizza tali immobili.

Attenzione, tali informazioni non dovranno essere utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi derivanti dalle risultanze catastali né, comunque, per finalità fiscali.

Sarà vero?

Questo lo vedremo solo una volta che saranno approvati i decreti legislativi in attuazione della legge delega in esame.

Gli obiettivi dichiarati della riforma. Individuazione degli immobili abusivi o irregolari

Gli obiettivi specifici della riforma sono messi nero su bianco nel disegno di legge delega.

In particolare, rappresentano degli obiettivi concreti, la predisposizione di strumenti per facilitare e accelerare corretto classamento di:

  • immobili non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto, la relativa destinazione d’uso ovvero la categoria catastale attribuita,
  • terreni edificabili accatastati come agricoli nonché
  • di immobili abusivi.

A tal fine, andranno individuati incentivi e forme di valorizzazione per le attività di accertamento svolte dai Comuni in quest’ambito.

Ulteriore obiettivo della riforma è quello di prevedere strumenti e modelli organizzativi che facilitino la condivisione dei dati e dei documenti, in via telematica, tra l’Agenzia delle entrate e i competenti uffici dei comuni nonché la loro coerenza ai fini dell’accatastamento delle unità immobiliari.

Vedremo come proseguirà il percorso che porterà alla riforma del catasto. Soprattutto se verrà mantenuta la promessa che la riforma non impatterà  sulla determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali e, comunque, per finalità fiscali.

Gli interventi programmati non dovrebbero impattare neanche in termini di rilevazione della capacità contributiva dei contribuenti.

Questo almeno dice il dossier ufficiale sulla delega al Governo per la riforma fiscale.

Legge delega per la revisione del sistema fiscale

Il disegno di legge delega per la revisione del sistema fiscale prevede quattro principi cardine:

  • lo stimolo alla crescita economica, tramite una maggiore efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui fattori di produzione;
  • la razionalizzazione e semplificazione del sistema, anche mediante la riduzione degli adempimenti e l’eliminazione dei micro-tributi;
  • la progressività del sistema, mantenuta seguendo i dettami della Costituzione;
  • il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.

All’articolo 6 la Legge Delega prevede appunto la Riforma del Catasto.

E’ prevista l’introduzione di modifiche normative e operative dirette ad assicurare l’emersione di immobili e terreni non accatastati. Si prevede, inoltre, l’avvio di una procedura che conduca a integrare le informazioni sui fabbricati attualmente presenti nel Catasto, attraverso la rilevazione per ciascuna unità immobiliare del relativo valore patrimoniale, in base, ove possibile, ai valori normali espressi dal mercato e introducendo meccanismi di adeguamento periodico. Questo intervento non ha tuttavia alcun impatto tributario.

Le nuove informazioni non saranno rese disponibili prima del 1° gennaio 2026 e intendono fornire una fotografia aggiornata della situazione catastale italiana. Gli estimi catastali, le rendite e i valori patrimoniali per la determinazione delle imposte rimangono quelli attuali. Le nuove informazioni raccolte non avranno pertanto alcuna valenza nella determinazione né delle imposte né dei redditi rilevanti per le prestazioni sociali.

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