Rimborsi 730: come funziona l’addebito o il rimborso IRPEF in busta paga

Dal mese di luglio comincia la fase dei rimborsi 730, ovvero dell'addebito o del rimborso IRPEF in busta paga o nella pensione

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A breve inizierà la fase dei rimborsi 730, ovvero dell’addebito o del rimborso IRPEF in busta paga, ove previsto, nell’accredito mensile o nel cedolino pensione per lavoratori, percettori di prestazioni INPS e pensionati. In caso di credito o debito del contribuente nei confronti del Fisco scaturente dal modello 730/2019, a partire da luglio si avrà pertanto il conguaglio IRPEF, da parte del sostituto d’imposta.

A breve scadrà il termine di presentazione del modello 730 ordinario, mentre chi ha adottato il modello precompilato ha ancora un pochino di tempo per inviarlo. Dalla dichiarazione dei redditi è possibile che per il contribuente scaturisca un importo a credito o a debito, perchè durante l’anno non si sono pagate del tutto le tasse, o perchè nel 730 sono stati accreditati ad esempio gli interessi sul mutuo o le spese mediche o figli a carico precedentemente non dichiarati.

Vediamo bene come funziona il meccanismo del rimborso IRPEF.

Rimborsi 730: come funziona

I rimborsi 730 sono previsti in busta paga o direttamente sulla pensione, a seconda che il contribuente sia un lavoratore dipendente o un pensionato.

Il rimborso IRPEF a credito può inoltre avvenire direttamente dall’INPS se il soggetto che ha presentato il 730 è un disoccupato in NASpI o negli altri casi di pagamento diretto dall’Istituto previdenziale.

Infine il contribuente che non inserisce il sostituto d’imposta otterrà il rimborso della eventuale imposta a credito direttamente dall’Agenzia delle Entrate a dicembre.

Rimborso irpef : cos’è

rimborso irpefIl rimborso irpef è un vero e proprio conguaglio dell’Imposta per le persone fisiche. Se durante l’anno un lavoratore o un pensionato pagano più o meno imposte di quante spettanti, potranno ottenere il conguaglio con il modello 730/4. Il rimborso o l’addebito avverranno sempre tramite il sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro o l’istituto di previdenza.

Sia che il contribuente decida di operare in autonomia, sia di avvalersi di un professionista al termine della dichiarazione viene rilasciato l’esito della liquidazione; questo contiene l’importo che verrà rimborsato dal sostituto d’imposta oppure le somme che saranno trattenute in busta paga a decorrere, in linea generale, dal mese di luglio.

Addebito IRPEF a rate

Per i contribuenti con un conguaglio a debito, ossia che devono versare altre imposte, oltre a quelle pagate durante l’anno, possono scegliere di rateizzare questo importo.

Il datore di lavoro trattiene la prima rata a luglio. Le ulteriori rate, maggiorate dell’interesse dello 0,33% mensile, saranno trattenute dalle retribuzioni nei mesi successivi, fino al mese di novembre.

Leggi anche: come leggere la busta paga

Potrebbe verificarsi, però, anche il caso che il debito da liquidazione modello 730 sia maggiore rispetto alla retribuzione del contribuente. In questo caso la parte residua, maggiorata dell’interesse nella misura dello 0,40% mensile, sarà trattenuta dalle retribuzioni dei mesi successivi.

Rimborso 730, quando arriva

Il conguaglio, a credito o debito, viene effettuato dal sostituto d’imposta, solitamente corrisponde alla figura del datore di lavoro (o INPS). Per i lavoratori avviene a partire da luglio, per i pensionati invece a partire da agosto.

Pertanto, se l’inserimento dell’esito della liquidazione del modello 730/4 avviene con l’erogazione della retribuzione di luglio, il datore di lavoro dovrà versare con modello F24 quanto inserito nei cedolini dei suoi lavoratori il 16.08.

Rimborso 730 in busta paga

rimborso 730 in busta pagaÈ bene dettagliare meglio il rimborso del 730 in busta paga. Il rimborso è effettuato mediante una riduzione corrispondente delle ritenute a titolo di Irpef effettuate sui compensi di competenza a partire dal mese di luglio; si usa in questo caso l’ammontare complessivo delle ritenute relative alla totalità delle competenze del mese.

Ciò significa che se l’importo da conguagliare fosse inferiore alla totalità delle ritenute il sostituto potrà procedere ad effettuare il conguaglio fino alla capienza delle ritenute; sarà poi costretto ad inserire la differenza nel cedolino del mese successivo e così via. Fino al totale esaurimento di quanto necessario portare a conguaglio.

Proprio per questo motivo l’importo che il dipendente si troverà all’interno del suo cedolino sarà inferiore a quanto esposto nel prospetto di liquidazione.

Rimborso Irpef: rapporto di lavoro cessato prima di luglio

Un’altra casistica che si può verificare è la cessazione del rapporto di lavoro prima dell’effettuazione o del completamento delle operazioni di conguaglio.

  1. Se interviene, quindi, la cessazione il sostituto d’imposta non può effettuare i conguagli a debito; e non ha alternativa se non quella di comunicare tempestivamente al contribuente che dovrà provvedere in modo autonomo al versamento del risultato della sua dichiarazione.
  2. Se, al contrario, il conguaglio fosse a credito il sostituto d’imposta sarebbe tenuto ad operare i rimborsi ai dipendenti cessati con le modalità e nei tempi ordinariamente previsti.

Infine, coloro i quali siano privi di sostituto d’imposta ma abbiano in ogni caso utilizzato il modello 730 per effettuare la propria dichiarazione è evidente che dovranno utilizzare modalità differenti per liquidare le imposte.

Il contribuente deve necessariamente utilizzare il modello F24 per poter provvedere al pagamento delle imposte; questo può essere trasmesso in modalità telematica:

  • direttamente da un professionista abilitato
  • oppure può essere il contribuente stesso ad effettuare il pagamento presso la propria banca.

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