Negli ultimi giorni diversi articoli pubblicati online hanno rilanciato la notizia secondo cui alcuni contribuenti potrebbero ricevere il rimborso del modello 730/2026 soltanto a marzo 2027, a causa dei controlli preventivi dell’Agenzia delle Entrate.
Un nostro lettore ci ha scritto proprio dopo aver letto alcune di queste notizie, chiedendoci se debba preoccuparsi visto che, a metà ottobre, non ha ancora ricevuto il rimborso spettante e teme di dover aspettare addirittura il prossimo anno.
Il dubbio è comprensibile, ma possiamo anticipare subito la risposta: non tutti i rimborsi del 730 ancora in attesa slitteranno a marzo 2027. Molti contribuenti potrebbero ricevere i soldi già con la busta paga o la pensione di ottobre o novembre, mentre il rinvio riguarda situazioni particolari, soprattutto in presenza di controlli del Fisco.
Vediamo quindi chi riceverà il rimborso nelle prossime settimane, chi rischia di dover aspettare fino al 2027 e come verificare la propria situazione.
Rimborso 730/2026: chi lo riceverà nella busta paga di ottobre o novembre
Partiamo dalle buone notizie. Una parte dei contribuenti che non ha ancora ricevuto il rimborso potrebbe trovarlo già nella prossima busta paga di ottobre oppure in quella di novembre 2026.
È il caso, soprattutto, dei lavoratori dipendenti che hanno presentato il modello 730 durante l’estate o nelle ultime settimane disponibili, fino alla scadenza del 30 settembre.
Il datore di lavoro, infatti, può effettuare il conguaglio soltanto dopo aver ricevuto il risultato contabile della dichiarazione dall’Agenzia delle Entrate.
Chi ha trasmesso il modello a settembre potrebbe quindi ricevere il credito fiscale con lo stipendio di ottobre oppure con quello di novembre, a seconda dei tempi di elaborazione delle buste paga.
Per i pensionati il meccanismo è simile, ma i tempi seguono le procedure dell’INPS o dell’altro ente pensionistico. Il conguaglio viene effettuato a partire dal secondo mese successivo alla ricezione del prospetto di liquidazione.
Di conseguenza, anche nei cedolini delle pensioni di ottobre e novembre potrebbero comparire gli ultimi rimborsi del 730, soprattutto per le dichiarazioni presentate più tardi.
Questi ritardi rientrano generalmente nella normale gestione dei conguagli e non devono essere confusi con i controlli fiscali.
Perché alcuni rimborsi del 730 possono slittare al 2027
La situazione cambia quando l’Agenzia delle Entrate decide di sottoporre la dichiarazione a un controllo preventivo.
Si tratta di verifiche effettuate prima di autorizzare il pagamento, per accertare che il credito richiesto sia effettivamente spettante.
In questi casi il rimborso non viene più riconosciuto attraverso la normale busta paga o pensione, ma viene gestito direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
Le verifiche possono richiedere diversi mesi e, per le dichiarazioni presentate entro la scadenza ordinaria del 30 settembre 2026, il pagamento potrebbe arrivare anche a marzo 2027.
Attenzione, però: non tutti i rimborsi in ritardo sono sottoposti a controllo e non tutti i contribuenti controllati dovranno attendere fino a marzo.
Chi rischia i controlli preventivi del Fisco
La normativa individua alcune situazioni nelle quali l’Agenzia delle Entrate può effettuare verifiche prima di procedere al rimborso.
In particolare, l’attenzione riguarda:
- Rimborsi superiori a 4.000 euro: il superamento di questa soglia può far scattare controlli preventivi, ma non determina automaticamente il blocco del pagamento.
- Dichiarazioni con elementi di incoerenza: soprattutto quando vengono apportate modifiche alla precompilata che incidono sul reddito o sulle imposte.
- Anomalie rispetto ai dati disponibili: differenze significative tra quanto dichiarato e le informazioni già presenti negli archivi fiscali.
- Irregolarità riscontrate negli anni precedenti: eventuali anomalie pregresse possono contribuire alla valutazione del rischio.
Ad esempio, una dichiarazione che presenta spese detraibili particolarmente elevate o crediti fiscali non coerenti con i dati disponibili potrebbe richiedere ulteriori verifiche.
Questo non significa che il contribuente abbia necessariamente commesso un errore. Il controllo serve proprio ad accertare la correttezza degli importi prima del pagamento.
Rimborso 730 fino a marzo 2027: le scadenze da conoscere
Per capire perché si parla di marzo 2027 bisogna considerare i termini previsti dalla normativa sui controlli preventivi.
L’Agenzia delle Entrate dispone di quattro mesi dalla scadenza ordinaria di presentazione del modello 730 per effettuare le verifiche. Il rimborso risultato spettante deve essere erogato entro il sesto mese successivo alla stessa scadenza.
Per le dichiarazioni trasmesse entro il 30 settembre 2026, il calendario è quindi il seguente:
| Data | Cosa succede |
|---|---|
| 30 settembre 2026 | Scadenza ordinaria del modello 730 |
| 31 gennaio 2027 | Termine dei quattro mesi per i controlli preventivi |
| 31 marzo 2027 | Termine dei sei mesi per il pagamento del rimborso spettante |
Il rimborso può comunque arrivare prima, anche a partire da dicembre 2026, se le verifiche vengono completate.
Per le dichiarazioni validamente trasmesse dopo il 30 settembre, i termini vengono invece calcolati dalla data effettiva di invio.
Rimborso 730 senza sostituto d’imposta: quando arriva?
Un discorso a parte riguarda chi ha presentato il modello 730 senza sostituto d’imposta.
In questa situazione il rimborso non passa attraverso il datore di lavoro o l’ente pensionistico, ma viene pagato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
I tempi sono generalmente più lunghi rispetto ai conguagli ordinari e possono prolungarsi fino agli ultimi mesi dell’anno o a quelli successivi.
Il contribuente che ha comunicato correttamente il proprio IBAN può ricevere il pagamento direttamente sul conto corrente.
È importante precisare che presentare il 730 senza sostituto non significa essere automaticamente sottoposti a un controllo preventivo. Le due situazioni sono differenti e seguono procedure diverse.
Come verificare se il rimborso del 730 è in arrivo
Chi aspetta ancora il pagamento può effettuare alcuni semplici controlli.
Il primo passo è consultare il prospetto di liquidazione 730-3, nel quale viene indicato il credito risultante dalla dichiarazione.
Successivamente è possibile accedere all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, tramite SPID, CIE o CNS, per verificare le informazioni disponibili.
In particolare, conviene controllare:
- Che la dichiarazione sia stata regolarmente acquisita.
- Che il sostituto d’imposta indicato sia corretto.
- Che non siano presenti comunicazioni relative a verifiche o anomalie.
- Che l’IBAN sia corretto, se il rimborso deve essere effettuato direttamente dal Fisco.
Per i lavoratori dipendenti può essere utile chiedere informazioni all’ufficio paghe, mentre i pensionati possono consultare il cedolino INPS e rivolgersi all’ente previdenziale.
Chi ha presentato il modello tramite CAF o commercialista può chiedere una verifica della documentazione e del risultato contabile.
Il rimborso in ritardo si può perdere?
Il semplice ritardo non comporta la perdita del credito fiscale.
Se il rimborso viene sottoposto a controllo preventivo, l’Agenzia delle Entrate deve verificare la correttezza della dichiarazione e successivamente erogare l’importo riconosciuto come spettante.
Soltanto in presenza di errori o somme non dovute il credito potrebbe essere ridotto.
In conclusione, chi aspetta ancora il rimborso del 730/2026 deve distinguere due situazioni: da una parte i normali conguagli che potrebbero arrivare con gli stipendi o le pensioni di ottobre e novembre, dall’altra i pagamenti sottoposti ai controlli del Fisco, che potrebbero slittare fino a marzo 2027.
Prima di preoccuparsi, quindi, è opportuno verificare la propria dichiarazione e capire chi deve effettuare materialmente il pagamento.
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