Chi ha due lavori part-time può richiedere la NASpI quando uno dei contratti termina? La risposta dipende da alcuni requisiti e dal reddito dell’attività che continua.
Perdere uno dei due lavori part-time non significa necessariamente rimanere senza tutele. La normativa sulla NASpI prevede infatti la possibilità di ottenere l’indennità di disoccupazione anche quando si continua a svolgere un altro rapporto di lavoro.
Il riconoscimento della prestazione, tuttavia, non è automatico. Occorre rispettare precisi requisiti contributivi e reddituali, oltre agli obblighi di comunicazione previsti dall’INPS.
Proprio perché entrano in gioco verifiche e calcoli previdenziali, in situazioni come questa è preferibile rivolgersi a un patronato ed evitare il fai-da-te, che potrebbe comportare la perdita di somme spettanti o successive richieste di restituzione.
Il dubbio arriva da un lettore della rubrica La Posta di Lavoro e Diritti, che ci scrive:
Salve, dopo aver fatto delle ricerche online più che trovare chiarimenti mi sono sorti dei dubbi. Attualmente svolgo due lavori part-time a tempo determinato, iniziati entrambi a luglio circa. Uno scadrà a fine mese senza rinnovo, mentre l’altro terminerà il 19 gennaio. Dal primo percepisco circa 650 euro netti per 24 ore settimanali, mentre dal secondo ricevo circa 700 euro netti per 18 ore settimanali, escluso il trattamento integrativo. Posso richiedere la disoccupazione mentre continuo a svolgere l’altro lavoro? Quali criteri devo rispettare?
La risposta è che la NASpI può essere richiesta anche dopo la cessazione di uno solo dei due rapporti part-time, ma occorre verificare il possesso dei requisiti e il reddito derivante dal contratto ancora attivo.
NASpI con due lavori part-time: cosa prevede la normativa
La normativa sulla NASpI contempla espressamente il caso dei lavoratori titolari di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale.
Come chiarito dall’INPS nelle circolari n. 94/2015 e n. 160/2017, la perdita involontaria di uno dei rapporti può consentire l’accesso alla disoccupazione anche quando gli altri contratti proseguono.
La scadenza naturale di un contratto a tempo determinato senza rinnovo rappresenta normalmente una cessazione involontaria.
Devono comunque essere rispettati i requisiti contributivi e le altre condizioni previste dalla legge.
Non basta quindi perdere uno stipendio per avere automaticamente diritto alla NASpI.
Il reddito dell’altro lavoro può impedire la NASpI?
Uno degli elementi più importanti riguarda il reddito derivante dal rapporto part-time che continua.
La normativa prevede specifiche condizioni reddituali per poter conservare lo stato di disoccupazione e percepire la NASpI pur svolgendo un’altra attività lavorativa.
Attenzione: lo stipendio netto mensile non è sufficiente per verificare il rispetto di questi limiti.
Occorre considerare il reddito fiscalmente rilevante, le caratteristiche del contratto e il periodo di lavoro interessato.
Nel caso del nostro lettore, quindi, non sarebbe corretto confermare o escludere il diritto alla NASpI sulla base delle sole retribuzioni indicate.
È necessaria una verifica della documentazione lavorativa e previdenziale.
La NASpI può essere ridotta se si continua a lavorare
Anche quando il lavoratore possiede i requisiti per ottenere la NASpI, l’indennità può essere ridotta in funzione del reddito derivante dall’attività che prosegue.
La riduzione segue specifiche regole INPS e non corrisponde semplicemente alla differenza tra i due stipendi.
L’importo effettivamente riconosciuto potrebbe quindi essere inferiore rispetto a quello previsto per un lavoratore completamente disoccupato.
Per questo motivo è importante evitare simulazioni approssimative che potrebbero creare aspettative economiche non corrette.
Attenzione alle comunicazioni all’INPS
Chi richiede la NASpI mantenendo un altro rapporto di lavoro deve comunicare all’INPS l’attività ancora in corso e il relativo reddito annuo presunto, rispettando le modalità e i termini previsti.
La mancata comunicazione può comportare la decadenza dalla prestazione nei casi stabiliti dalla normativa.
Anche dichiarazioni inesatte possono determinare conseguenze economiche, comprese eventuali richieste di restituzione di somme percepite indebitamente.
È quindi fondamentale compilare correttamente la domanda, soprattutto quando si hanno più contratti contemporaneamente.
Cosa succede quando termina anche il secondo contratto?
Nel caso del nostro lettore, il secondo rapporto part-time terminerà il 19 gennaio, successivamente alla scadenza del primo.
Questo significa che, se non dovesse ottenere la NASpI alla prima cessazione, potrà comunque presentare una nuova domanda quando terminerà anche il secondo contratto, purché siano rispettati tutti i requisiti previsti.
In quel momento, non essendoci più un rapporto lavorativo in corso, non si porrebbe il problema della compatibilità della NASpI con il reddito del secondo impiego.
La domanda sarebbe quindi valutata secondo le regole ordinarie, considerando la posizione contributiva e le altre condizioni richieste.
Attenzione, però: la NASpI richiesta dopo la seconda cessazione non consentirebbe di recuperare automaticamente le mensilità eventualmente non percepite dopo la prima.
Se invece il lavoratore avesse già ottenuto la NASpI, la successiva scadenza del secondo contratto richiederebbe una valutazione della prestazione eventualmente ancora in corso.
Non bisogna quindi interpretare questa possibilità come un invito ad aspettare gennaio. Rinviare la richiesta, quando si possiedono già i requisiti, potrebbe significare perdere somme potenzialmente spettanti.
Perché è meglio rivolgersi a un patronato
La domanda NASpI può essere presentata autonomamente e facilmente attraverso il sito INPS. Tuttavia, in presenza di due rapporti di lavoro, il nostro consiglio è di rivolgersi a un patronato.
Occorre infatti verificare la contribuzione maturata, il reddito da dichiarare, l’eventuale riduzione dell’indennità e gli obblighi di comunicazione.
Nel caso del nostro lettore bisogna considerare anche le differenti date di scadenza dei contratti.
Un errore potrebbe comportare una perdita economica, sia perché si rischia di non richiedere una prestazione spettante, sia perché dichiarazioni non corrette potrebbero determinare pagamenti indebiti.
Un patronato potrà esaminare contratti, buste paga ed estratto contributivo, assistendo il lavoratore nella procedura.
È importante anche agire tempestivamente, perché la domanda NASpI deve essere presentata entro i termini previsti dalla legge.
Quindi, con due lavori part-time si può chiedere la NASpI?
Tornando alla domanda del nostro lettore, la risposta è sì: la perdita involontaria di uno dei due lavori part-time può consentire di ottenere la NASpI anche quando l’altro contratto prosegue.
Il diritto effettivo dipende però dai requisiti contributivi, dal reddito del rapporto ancora attivo e dal rispetto degli obblighi previsti.
Se non fosse possibile ottenere la prestazione alla prima cessazione, il lavoratore potrà verificare nuovamente i requisiti e presentare domanda quando terminerà anche il secondo contratto.
Il consiglio è di rivolgersi quanto prima a un patronato, senza aspettare necessariamente la seconda scadenza.
Le informazioni contenute nell’articolo hanno carattere generale e non sostituiscono una verifica individuale.
Quando si parla di NASpI, un errore nei calcoli o nelle comunicazioni può significare perdere soldi che spettano oppure dover restituire quelli già ricevuti. Meglio quindi verificare tutto prima di presentare la domanda.
Per altri dubbi in materia di Lavoro, Pensioni, Fisco e Previdenza vi invitiamo ad usare il nostro servizio gratuito la Posta di Lavoro e Diritti. La prossima pubblicazione potrebbe riguardare il vostro caso.
