Negli ultimi mesi, anche nel 2026, sui social continuano a circolare video e post che parlano di “bonus da 1.200 euro” per colf e badanti. Informazioni spesso parziali, che rischiano di creare aspettative sbagliate o, peggio, confusione.
Per questo torniamo sull’argomento nella nostra rubrica La Posta di Lavoro e Diritti, partendo da una domanda reale arrivata in redazione. Facciamo chiarezza, con un taglio pratico e vicino a chi ogni giorno lavora nel settore domestico.
Buongiorno, sono Maria e lavoro come badante da inizio 2025 con regolare contratto.
Ho visto su TikTok che possiamo recuperare 1.200 euro con il 730, ma non ho capito bene come funziona. Non ho mai fatto la dichiarazione dei redditi. È davvero possibile? Devo fare qualcosa di particolare? Grazie mille.
Come recuperare fino a 1.200 euro con il 730?
Cara Maria, la tua è una domanda molto frequente in questo periodo. La risposta è: sì, è possibile recuperare fino a 1.200 euro, ma non si tratta di un bonus nuovo né automatico.
Si parla infatti del trattamento integrativo IRPEF (ex bonus Renzi), che nel lavoro domestico funziona in modo diverso rispetto agli altri lavoratori.
Vediamo nel dettaglio cosa significa davvero e come fare per ottenerlo.
Cos’è il trattamento integrativo (ex bonus Renzi)
Quando si parla di “bonus da 1.200 euro”, in realtà ci si riferisce a quello che per anni è stato conosciuto come bonus Renzi.
Introdotto nel 2014 come credito fiscale, negli anni è stato modificato fino a diventare l’attuale trattamento integrativo da 100 euro al mese, per un massimo di 1.200 euro l’anno.
Come funziona oggi, in breve
Il trattamento integrativo:
- spetta per intero (1.200 euro) a chi ha un reddito fino a circa 15.000 euro, se c’è capienza fiscale
- tra 15.000 e 28.000 euro non è più automatico:
viene riconosciuto solo se l’imposta lorda supera le detrazioni e solo per la parte effettivamente spettante - oltre i 28.000 euro non spetta
Questo significa che, soprattutto nella fascia tra 15.000 e 28.000 euro, il bonus può essere:
- ridotto
- oppure azzerato
se non c’è sufficiente capienza fiscale.
Si tratta quindi di un meccanismo più selettivo rispetto al vecchio bonus Renzi, che in passato arrivava a platee più ampie.
Nel caso di colf e badanti, cambia solo la modalità di erogazione: non arriva in busta paga, ma si recupera con la dichiarazione dei redditi.
Perché colf e badanti non lo ricevono in busta paga
Questo è l’aspetto più importante da capire.
Nel lavoro domestico:
- il datore di lavoro non è sostituto d’imposta
- non trattiene IRPEF
- non eroga il trattamento integrativo
Inoltre, anche se esiste un rapporto di lavoro, non c’è un sostituto fiscale vero e proprio come nelle aziende.
Conseguenza:
il lavoratore domestico può presentare solo il 730 senza sostituto d’imposta.
Come recuperare i 1.200 euro con il 730
Per ottenere il trattamento integrativo bisogna:
- presentare il modello 730
- selezionare “senza sostituto d’imposta”
- indicare il proprio IBAN
Sarà poi l’Agenzia delle Entrate a effettuare il pagamento.
Quando arriva davvero il rimborso
Qui facciamo una precisazione importante rispetto a quanto si legge spesso online.
Con il 730 senza sostituto:
- il rimborso non arriva in estate con la busta paga o il cedolino pensione
- viene pagato più tardi, in genere da Natale in poi
- i tempi dipendono da quando si presenta la dichiarazione
In pratica, prima si invia il 730, prima si entra nei flussi di pagamento, ma resta comunque una tempistica più lunga rispetto ai lavoratori con sostituto d’imposta.
Attenzione: il 730 calcola anche le imposte
Quando si presenta il modello 730, non si sta semplicemente chiedendo un rimborso: si sta facendo un vero e proprio riepilogo fiscale dell’intero anno. Questo significa che, oltre a riconoscere eventuali somme spettanti come il trattamento integrativo, il sistema calcola anche quante imposte sono effettivamente dovute.
Nel caso di colf e badanti, questo passaggio è ancora più delicato. Durante l’anno, infatti, il datore di lavoro non trattiene né l’IRPEF né le addizionali locali. Di conseguenza, con la dichiarazione dei redditi si “fa i conti” per la prima volta. Può quindi capitare che una parte del rimborso venga ridotta, oppure che emergano somme da pagare. È un aspetto normale, ma spesso sottovalutato: per questo è sempre meglio arrivare preparati e sapere in anticipo quale sarà il risultato finale.
Conviene fare il 730?
La risposta, nella maggior parte dei casi, è sì, ma non è mai uguale per tutti. Il modello 730 può essere un’opportunità concreta per recuperare importi che altrimenti andrebbero persi, soprattutto per chi lavora come colf o badante e non riceve direttamente in busta paga alcuni benefici fiscali.
Detto questo, ogni situazione ha le sue particolarità. Il risultato dipende dal reddito complessivo, dalla durata del lavoro nell’anno e da eventuali altre entrate o detrazioni. Proprio per questo, prima di procedere, è sempre una buona idea fare una verifica, anche semplice, con un CAF o un professionista. In questo modo si evita di avere aspettative sbagliate e si può capire fin da subito se e quanto conviene presentare la dichiarazione.
In sintesi
Cara Maria, quello che hai visto sui social è vero solo in parte.
- non è un nuovo bonus
- è il trattamento integrativo (ex bonus Renzi)
- può arrivare fino a 1.200 euro
- non è automatico e dipende dal reddito e dalla capienza fiscale
- si recupera solo con il 730 senza sostituto
- il rimborso arriva in genere da Natale in poi
Conclusione
Nel lavoro domestico, più che in altri settori, molti diritti non arrivano automaticamente: bisogna conoscerli e attivarli.
Il modello 730 diventa quindi uno strumento fondamentale per recuperare somme che spettano davvero, ma va utilizzato con attenzione e consapevolezza.
Il consiglio è sempre lo stesso: prima di inviare la dichiarazione, meglio confrontarsi con un CAF o un professionista, così da evitare errori e sapere in anticipo quanto si potrà effettivamente recuperare.
Se anche tu hai un dubbio simile, scrivici: la tua domanda potrebbe diventare il prossimo articolo della Posta di Lavoro e Diritti.
