Ritenuta d’acconto: cos’è, come funziona e come si calcola

Cos'è, come funziona e come si calcola la ritenuta d'acconto. Ecco la nostra guida completa alle ritenute sul reddito di lavoro autonomo.

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Cos’è e come funziona la ritenuta d’acconto? Come si calcola e chi la deve versare? Sono solo alcune delle domande che più frequentemente ci capita di ricevere da parte dei nostri lettori e nel nostro lavoro. Partiamo col dire che le somme che concorrono a formare il reddito imponibile ai fini fiscali sono soggette ad una ritenuta IRPEF.

Frequentemente si parla del trattamento delle ritenute fiscali dei lavoratori dipendenti, molto meno di quello operato nei confronti di professionisti, lavoratori autonomi o fornitori.

La trattenuta che viene operata in questi casi prende il nome di ritenuta d’acconto e consiste in una trattenuta sulla base imponibile che viene direttamente versata all’erario dal sostituto d’imposta. Ma passiamo a vedere nel dettaglio come funziona questo meccanismo di sostituzione nell’imposizione fiscale.

Ritenuta d’acconto: cos’è

L’applicazione della ritenuta d’acconto è obbligatoria ogni qual volta si paghi un compenso per prestazioni di lavoro autonomo, ad esempio quelle di un professionista.

Sulla base imponibile viene quindi calcolata una quota, di norma pari al 20% ma tale percentuale può variare a seconda della prestazione cui si riferisce, corrispondente appunto alla ritenuta che non viene pagata al professionista ma versata direttamente all’Erario dal sostituto d’imposta quale anticipo sulle imposte totali che il professionista stesso dovrà andare a versare in sede di dichiarazione dei redditi.

Sostituto d’imposta: definizione e attività

Il sostituto d’imposta è definito dall’art. 64 del D.P.R. 600/1973 come “chi in forza di disposizioni di legge è obbligato al pagamento di imposte in luogo di altri, per fatti o situazioni a questi riferibili e anche a titolo di acconto deve esercitare la rivalsa se non è diversamente stabilito in modo espresso”.

Il sostituto è quindi un soggetto diverso da chi ha prodotto il presupposto d’imposta ed è obbligato per legge a trattenere le somme corrispondenti alle imposte dovute dal sostituito e a versarle, appunto al posto del sostituito, all’Erario.

Come si versa la ritenuta d’acconto

Il versamento dell’imposta avviene mediante modello F24 utilizzando il codice tributo 1040 nella sezione erario. Le ritenute vanno versate dai sostituti d’imposta entro il 16 del mese successivo a quello del pagamento. Se queste sono pagate in ritardo per qualsiasi ragione si dovrà procedere al ravvedimento operoso.

Certificazione unica

Inoltre, con cadenza annuale, il sostituto deve certificare attraverso il modello “Certificazione Unica” le somme corrisposte e l’ammontare delle ritenute già operate.

Attraverso la totalità di queste certificazioni, per il lavoratore autonomo:

  1. si determina l’ammontare dei compensi percepiti,
  2. quanto è già stato versato a titolo di acconto come imposta
  3. e quindi si procede alla rideterminazione dell’imposta totale e il relativo saldo.

Determinazione dell’aliquota a titolo d’acconto

L’aliquota maggiormente conosciuta a titolo d’acconto è quella pari al 20% perché normalmente applicata sui compensi derivanti da lavoro autonomo e occasionale.

La stessa percentuale si applica anche a compensi amministratori di condominio e per i redditi per cessione diritti d’autore; mentre ad esempio si applica l’aliquota del 30% sui redditi derivanti dall’utilizzazione delle opere dell’ingegno e di brevetti industriali.

Tabella percentuali ritenuta d’acconto

Dal sito dell’Agenzia delle Entrate riportiamo una tabella riepilogativa dei tipi di prestazione soggetti a ritenuta e le relative percentuali.

Tabella riepilogativa
Tipo di reddito Aliquota ritenuta Base imponibile
Compensi per prestazioni di lavoro autonomo anche occasionale 20% a titolo d’acconto 100%
Cessione diritti d’autore da parte dello stesso autore:
soggetti di età superiore a 35 anni 20% a titolo d’acconto 75%
soggetti under 35 anni 20% a titolo d’acconto 60%
Compensi per l’assunzione di obblighi di fare, non fare e permettere 20% a titolo d’acconto 100%
Compensi ad associati in partecipazione che apportano solo lavoro 20% a titolo d’acconto 100%
Partecipazione agli utili di soci fondatori o promotori 20% a titolo d’acconto 100%
Compensi di qualsiasi natura per prestazioni di lavoro autonomo anche occasionale corrisposti a soggetti non residenti 30% a titolo d’imposta 100%
Compensi per cessione di opere d’ingegno, brevetti industriali, marchi d’impresa, formule, ecc. corrisposti a soggetti non residenti 30% a titolo d’imposta 100%

Come si compila una fattura o una ricevuta fiscale con ritenuta d’acconto?

Una volta effettuata la prestazione lavorativa il professionista o il prestatore occasionale emette la fattura o la ricevuta fiscale per quanto effettuato. Questa deve essere compilata con l’inserimento di alcuni dati fondamentali.

Innanzitutto, deve riportare i dati legati alla ragione sociale del soggetto che sta emettendo la ricevuta e i dati di chi ne ha beneficiato, ad esempio il cliente.

Altri dati da indicare sono inoltre la data e il numero progressivo del documento. Nel corpo della ricevuta si dovrà infine riportare la descrizione della prestazione effettuata. Legata alla prestazione vi è l’indicazione del compenso, lordo, pattuito tra le parti.

A questo punto si dovrà indicare, ed applicare sulla base imponibile, la ritenuta d’acconto del 20%. Questo 20% sarà quindi l’importo che il sostituto d’imposta verserà direttamente all’erario e non al professionista.

Redditi imponibili e non imponibili

La percentuale si applica a tutti i redditi che rientrano nella base imponibile: oltre ai compensi professionali, vi rientrano anche i rimborsi a piè di lista per le spese di viaggio, vitto e alloggio nonché tutte le spese documentate anticipate dal professionista e rimborsate dal committente.

Non concorrono invece alla formazione della base imponibile per il calcolo delle ritenute d’acconto:

  • i contributi previdenziali e assistenziali;
  • la rivalsa del contributo per la cassa dell’ordine professionale (ad esempio, 4% per Consulenti del Lavoro);
  • infine le somme ricevute a titolo di rimborso spese anticipate.

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