Dopo il nostro ultimo aggiornamento sulla rottamazione quinquies 2026, in vista della scadenza del 30 aprile, sono arrivate moltissime domande dai lettori e dai social. Dubbi concreti, che riguardano soprattutto cosa si può davvero inserire nella domanda e cosa invece resta fuori.
Le richieste sono sempre le stesse: la TARI rientra? Il bollo auto si può rottamare? Le multe? Il Canone RAI? E ancora: cosa succede con i debiti gestiti da società locali come Municipia o Obiettivo Valore? In questa risposta cerchiamo di chiarire tutto, ma soprattutto ti spieghiamo come verificare da solo la tua situazione, perché è lì che trovi la risposta definitiva.
Le domande dei lettori
“Ho alcune cartelle per TARI e bollo auto e anche delle multe. Posso inserirle nella rottamazione quinquies? Inoltre, il mio Comune usa una società di riscossione locale: vale lo stesso?”
Grazie per la domanda, perché è esattamente il dubbio che stanno avendo in tanti in questi giorni.
Quali cartelle rientrano nella rottamazione quinquies
Partiamo da una regola fondamentale: la rottamazione quinquies riguarda solo i carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
- Quindi per prima cosa bisogna verificare l’anno della cartella: se questa ad esempio è del 2024 non può essere rottamata, anche se il debito (ovvero il mancato pagamento) risale al 2021.
- Il secondo criterio non è il tipo di debito, ma chi lo gestisce.
Rientrano, in linea generale, i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, come:
- imposte derivanti da controlli automatici o formali (legate alla dichiarazione);
- contributi INPS non versati (ma non derivanti da accertamento);
- alcune sanzioni amministrative statali.
Il vantaggio è noto: si paga il capitale e le spese, mentre vengono eliminati sanzioni, interessi e aggio.
TARI, IMU, bollo auto e multe: quando rientrano (e quando no)
Qui nasce la maggior parte dei dubbi.
I tributi locali come TARI, IMU, TASI o bollo auto non rientrano automaticamente nella rottamazione quinquies.
Possono rientrare solo se si verificano due condizioni:
- il debito è stato affidato all’Agenzia Entrate Riscossione;
- l’ente (Comune o Regione) ha aderito alla definizione agevolata.
Se invece il debito è gestito direttamente dal Comune o da una società locale, resta fuori.
Lo stesso vale per le multe:
- rientrano quelle statali (Prefettura);
- restano fuori quelle della Polizia Locale, salvo casi particolari.
Società locali (Municipia, Obiettivo Valore): cosa cambia
Questo è un punto decisivo.
Se il tuo debito è gestito da società come Municipia o Obiettivo Valore, nella maggior parte dei casi non puoi aderire alla rottamazione quinquies.
La misura riguarda infatti solo i carichi affidati all’Agenzia Entrate Riscossione. Le società locali seguono regole diverse e, eventualmente, rottamazioni proprie.
Rottamazione quinquies: cosa rientra e cosa no
Per capire se una cartella può essere inserita nella rottamazione quinquies bisogna guardare non solo al tipo di debito, ma anche all’ente che lo ha affidato alla riscossione. La tabella seguente aiuta a distinguere in modo rapido i carichi ammessi da quelli esclusi.
| Cosa rientra |
|---|
| Imposte da controlli automatici e formali sulle dichiarazioni |
| Contributi INPS non versati, se non derivano da accertamento |
| Multe stradali elevate da Prefetture o amministrazioni dello Stato |
| Cartelle affidate all’Agenzia Entrate-Riscossione dal 2000 al 2023 |
| Debiti già inseriti in precedenti rottamazioni decadute, se rientrano nei requisiti previsti |
| Somme dovute a titolo di capitale, con esclusione di sanzioni, interessi di mora e aggio |
| Cosa non rientra (se non affidati a AdE Riscossione) |
| Avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate |
| Contributi INPS richiesti a seguito di accertamento |
| Multe elevate dalla Polizia Locale o da enti comunali |
| TARI, IMU, TASI e bollo auto affidati da Comuni o Regioni |
| Debiti gestiti da società locali come Municipia o Obiettivo Valore |
| Carichi esclusi per legge, come sanzioni penali, aiuti di Stato e altre entrate non ammesse |
Attenzione: il modo più sicuro per sapere se una cartella è davvero rottamabile è accedere all’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione e richiedere il Prospetto informativo con il proprio codice fiscale.
Il punto chiave: non andare a tentativi, verifica la tua posizione
A questo punto è chiaro che non basta sapere “che tipo di debito hai”. Conta chi lo gestisce e quando è stato affidato.
Ed è proprio qui che molti sbagliano: fanno domanda senza aver verificato.
Per evitare errori, c’è un solo modo sicuro: controllare direttamente la propria situazione.
Come verificare quali cartelle ci sono e sapere quali sono rottamabili (guida pratica al Prospetto informativo)
Il controllo si fa online, in pochi minuti, sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. È il passaggio più importante, perché ti permette di vedere tutte le cartelle a tuo nome e capire quali rientrano davvero.
1. Accedi all’area riservata
Vai sul sito ufficiale e accedi con:
- SPID
- Carta d’Identità Elettronica (CIE)
- Carta Nazionale dei Servizi (CNS)
Una volta entrato, il sistema ti mostra automaticamente la tua posizione legata al codice fiscale.
Da qui puoi vedere anche l’elenco delle cartelle presenti per il codice fiscale (anche divise per province se serve).
2. Entra nella sezione dedicata alla definizione agevolata
All’interno dell’area personale trovi la sezione dedicata alla rottamazione delle cartelle (definizione agevolata). È qui che puoi gestire tutta la procedura.
3. Richiedi il Prospetto informativo
Questo è il passaggio decisivo.
Con pochi clic puoi richiedere il Prospetto informativo, che contiene:
- tutte le cartelle affidate alla riscossione a tuo nome che rientrano nella rottamazione quinquies;
- gli importi aggiornati con e senza agevolazione.
Il documento viene generato entro qualche ora dalla richiesta ed è consultabile online in formato pdf.
4. Controlla nel dettaglio ogni cartella
Una volta ottenuto il prospetto, puoi verificare, senza dubbi, se la tua TARI, il bollo auto o le multe sono presenti e quindi se possono essere rottamati.
5. Decidi solo dopo aver verificato
Solo a questo punto ha senso presentare la domanda. In questo modo eviti errori molto frequenti, come includere debiti non ammessi o aspettarti sconti che non spettano. Il Prospetto informativo è l’unico strumento ufficiale che ti dà una fotografia completa e aggiornata della tua situazione.
Con questo controllo, invece, hai la certezza di:
- tutte le cartelle a tuo nome;
- quali sono rottamabili;
- quanto pagherai davvero.
Ed è proprio per questo che, prima della scadenza del 30 aprile, questo è il passaggio da fare subito.
Quali debiti gestisce Agenzia delle Entrate-Riscossione
Per capire davvero cosa può rientrare nella rottamazione quinquies è utile infine chiarire anche il ruolo dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia), che gestisce la riscossione coattiva dei crediti erariali, previdenziali e locali non pagati spontaneamente.
In concreto, si tratta di debiti come imposte sui redditi IRPEF, IVA e IRAP, ma anche imposta di registro, ipotecaria e catastale, ritenute alla fonte non versate e somme derivanti dai controlli automatizzati e formali delle dichiarazioni.
Rientrano inoltre i contributi previdenziali e assistenziali, come quelli INPS per commercianti, artigiani e gestione separata, i premi INAIL e i contributi dovuti alle casse professionali, insieme alle sanzioni del Codice della Strada e ad altre sanzioni amministrative.
Anche tributi locali come IMU, TARI, TASI, TOSAP o COSAP, l’imposta sulle affissioni e le addizionali regionali e comunali IRPEF possono essere affidati alla riscossione, così come altre entrate quali il canone RAI, i diritti della Camera di Commercio e le spese di giustizia.
Tutti questi debiti vengono recuperati tramite cartelle di pagamento, avvisi di accertamento esecutivi o avvisi di addebito, ed è proprio da qui che nasce la distinzione fondamentale per la rottamazione quinquies: non basta il tipo di debito, ma conta se e come è stato affidato all’Agente della riscossione.
Se hai un dubbio sulla tua situazione, il consiglio è sempre lo stesso: verifica direttamente le tue cartelle e, in caso di incertezza, scrivici. La Posta di Lavoro e Diritti è qui anche per questo, per aiutarti a capire cosa fare davvero.
