Split Payment: Le novità del nuovo decreto

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E' ufficialmente entrato in vigore il nuovo decreto Split Payment, ovvero uno strumento che consente al cedente di un bene o di un servizio di emettere....

E’ ufficialmente entrato in vigore il nuovo decreto Split Payment*, ovvero uno strumento che consente al cedente di un bene o di un servizio di emettere la fattura con l’IVA, ma l’imposta non sarà pagata dal cliente, ma sarà versata direttamente  all’erario dello Stato. Vediamo nel dettaglio chi sono i soggetti che possono utilizzare lo Split Payment con il nuovo decreto.

Split Payment: I soggetti che possono utilizzarlo

Il nuovo decreto attuativo del d.l. 50/2017 stabilisce che lo Split Payment potrà essere applicato solo quando la fattura viene emessa nei confronti di alcune categorie di soggetti indicati nel decreto.

I soggetti che possono usufruire di questo meccanismo sono:

  • Pubbliche amministrazioni che sono inserite nel conto economico consolidato;
  • Società controllate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri che hanno il controllo di diritto;
  • Le società controllate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri che hanno controllo di fatto;
  • società controllate dalle regioni, province, comuni;
  • le società controllate direttamente o indirettamente dalle società elencate precedentemente;
  • Società quotate FTSE MIB;

Fino al 31 dicembre 2017, tutte le imprese e i professionisti possono consultare la Gazzetta Ufficiale 229 del 30 settembre 2016, per individuare gli enti e le società che rientrano nell’applicazione dello Split Payment. Dal 2018 sarà possibile consultare direttamente l’elenco pubblicato dall’Istat.

Tutti gli elenchi potranno subire delle modifiche entro il 20 ottobre di ogni anno, mentre tutti gli elenchi pubblicati dopo il 15 novembre di ogni anno saranno considerati definitivi.

Con il nuovo decreto lo split payment è previsto anche per le fatture emesse dai liberi professionisti, dove riceveranno dai clienti il valore netto dell’ IVA e il valore netto delle ritenute d’acconto.

Come si compilano le fatture con lo Split Payment

Con il nuovo decreto, le aziende e i professionisti privati che hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione, e quindi applicano lo Split Payment, dovranno obbligatoriamente emettere fatture elettroniche.

Inoltre i professionisti hanno l’obbligo di emettere fatture nei confronti della Pubblica Amministrazione, addebitando l’IVA a titolo di rivalsa ex art. 18, DPR n. 633/7.

La Pubblica Amministrazione che riceve la fattura non dovrà pagare l’IVA al professionista, ma versare la somma dell’IVA direttamente all’Erario.

Ecco un esempio di fattura con il meccanismo dello Split Payment:

Imponibile: 14.000 €;

IVA al 22%:   3.080 €;

Totale da pagare: 17.080€;

IVA a Vs carico: – 3.080 €

Netto a pagare: 14.000 €

Operazione assoggettata a “split payment”  con IVA non incassata dal cedente ai sensi dell’ex art.17-ter del DPR 633/1972

* decreto del MEF (Ministero dell’economia e delle finanze) 27 giugno 2017 in attuazione dell’art. 1 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50

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