I voucher come iceberg del sommerso? I dubbi dell’INPS

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Con il numero di settembre di WorkINPS Papers l'INPS affronta il Lavoro Occasionale di tipo accessorio e i voucher o buoni lavoro, dalla nascita ad oggi

Il 3 ottobre l’INPS ha rilasciato il numero di settembre 2016 della Rivista “WorkINPS Papers”. L’INPS affronta la situazione del Lavoro Occasionale di tipo accessorio con pagamento tramite voucher o buoni lavoro, dalla loro nascita ad oggi.

La rivista “Workin Papers” è pubblicata con lo scopo di promuovere la circolazione di documenti di lavoro prodotti da INPS o presentati da esperti indipendenti nel corso di seminari INPS, con l’obiettivo di stimolare commenti e suggerimenti.

In questo numero dal titolo “Il Lavoro accessorio dal 2008 al 2015. Profili dei lavoratori e dei committenti” l’INPS affronta come detto sopra il tema dei Voucher facendo emergere, se ancora ce ne fosse bisogno, come questa tipologia di lavoro “regolare” si sia evoluta nel tempo, passando dall’essere un tentativo di far emergere alcune forme occasionali di lavoro sommerso (es. piccolo giardinaggio, ripetizioni scolastiche, baby sitter) a un iceberg di attività sommersa anche di dimensioni maggiori di quella emersa.

L’analisi svolta non arriva ad una conclusione univoca sulle ragioni del “successo” dei voucher, che hanno conosciuto un boom negli ultimi anni, e non rileva se il sistema dei buoni lavoro abbia avuto funzioni virtuose e non nel mercato del lavoro italiano.

Dallo studio risulta emergere che la popolazione dei lavori occasionali è composta:

  • si tratta di una popolazione che per circa il 50% è attivamente presente sul mercato del lavoro muovendosi tra diversi contratti a termine o cercando di integrare rapporti di lavoro a part time o indennità di disoccupazione;
  • per l’altra metà risulta formata soprattutto da giovani cui si aggiungono donne in età centrale (non interessate o scoraggiate nella ricerca di altre collocazioni di lavoro) e pensionati.

E’ evidente quindi come le prestazioni occasionali non risultano caratterizzabili, se non marginalmente, come “secondo lavoro” di soggetti già inseriti nel mercato del lavoro.

Quanto alle relazioni con il lavoro nero, non si può sicuramente dire che sia servito a far emergere il nero, mentre diverse situazioni, come ad esempio nel caso di rapporti regolati con un solo o pochissimi voucher sono il segnale che il lavoro occasionale e i voucher sono serviti per lo più a coprire un’area grigia fatta di attività sommersa e precariato.

Fonte: INPS

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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  • Antonio

    Ma c’era bisogno di analisti ed esperti per capire che I voucher sono stati usati da aziende, con la complicita’ dei lavoratori ad evadere il lavoro nero? Se il governo avesse uomini capaci e sindacati che sanno cosa accade nelle aziende, avrebbero tracciato I voucher dagli inizi della loro comparsa. E’ tutta una finzione. I sindacati sono tutti corrotti.
    Un lavoratore