Concorsi pubblici in presenza: nuove regole dal 3 maggio. I punti chiave

I concorsi pubblici in presenza ripartono dal 3 maggio, ma con regole rispettose delle esigenze di ordine anti covid-19. Ecco i dettagli.


Ascoltando le richieste provenienti da più parti, ed in particolar modo dal Ministero per la Pubblica Amministrazione,  ora guidato da Renato Brunetta, ripartono finalmente i concorsi pubblici in presenza. La notizia è assai fresca, giacchè la ripartenza è stata decisa proprio ieri, attraverso l’inclusione di una norma ad hoc nel nuovo decreto aprile, che disporrà misure di vario tipo per contrastare la recrudescenza della pandemia tramite le varianti del coronavirus.

In buona sostanza, siamo di fronte ad un vero e proprio via libera ai concorsi 2021, una sorta di deroga al generale divieto di assembramenti quali le manifestazioni e le grandi riunioni in piazza. Attenzione però: la ripartenza delle selezioni per i posti pubblici seguirà regole emergenziali per diminuire il più possibile i rischi di contagio. Data di riferimento per il via in presenza è lunedì 3 maggio.

Si stima che la PA attraverso le selezioni previste, metterà a disposizioni circa 125mila posti di lavoro, in tutti i settori del pubblico impiego. Si tratta certamente di un numero consistente. Vediamo allora, più nel dettaglio, quali sono le novità essenziali in tema di concorsi e cosa cambia rispetto alle modalità di svolgimento tradizionali.

Concorsi pubblici in presenza dal 3 maggio, ma nel rispetto delle esigenze di ordine sanitario

Da inizio maggio è dunque possibile sostenere le prove dei concorsi pubblici in presenza, ma pur sempre nel rispetto delle istruzioni fornite dal Comitato tecnico scientifico (CTS), che tra poco esporremo.

Lo scopo della norma introdotta con il nuovo decreto covid è chiaramente permettere di selezionare nuove risorse, per favorire il ricambio generazionale negli uffici pubblici, come anche richiesto dalle stesse Istituzioni UE. Dette prove potranno dunque nuovamente svolgersi; ma tenendo ben presente tutte le esigenze di tipo sanitario, che abbiamo imparato a conoscere nell’ultimo anno.

Ci riferiamo, in particolar modo, al contenuto dell’art. 10 del nuovo decreto approvato dal Governo Draghi ieri pomeriggio, del quale si attende ora la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Secondo il Ministro per la PA Brunetta, ormai il nodo in tema di concorsi pubblici 2021 è stato sciolto: “Abbiamo trovato la strada, il percorso per fare tutti i concorsi e farli magari anche meglio del passato, basta ai concorsi con carta e penna”. E’ stato essenziale l’incontro con il CTS, tenutosi per “ridare la speranza a decine di migliaia, se non centinaia di migliaia, di giovani che attraverso un concorso possono entrare nella PA”.

L’imperativo è velocizzare le procedure di selezione con un maggior uso delle tecnologie

Parole d’ordine, nei nuovi concorsi pubblici 2021, sono essenzialmente rapidità e snellezza delle procedure di selezione, ma anche spinta ad un maggior utilizzo degli strumenti digitali ed informatici.  Proprio quest’ultimo aspetto consentirà oggettivi vantaggi in termini di risparmio di tempo, rispetto dell’ambiente e di modalità di organizzazione.

Di seguito, possiamo così riassumere – per punti – quelle che sono le novità clou in tema di selezione per l’assegnazione dei posti di lavoro della PA, incluse nel nuovo decreto covid:

  • fase preselettiva tramite valutazione dei titoli e delle esperienze lavorative pregresse;
  • pluralità di sedi decentrate in tutta la penisola;
  • prove con modalità informatica e digitale, anche in presenza;
  • prova orale effettuata in videoconferenza;
  • una sola prova scritta e una (eventuale) prova orale per i concorsi riguardanti posti del personale della PA non dirigenziale;
  • se opportuno anche non contestualità per impedire assembramenti di candidati;
  • se opportuno, commissioni esaminatrici suddivisibili in sottocommissioni.

A quali concorsi si applicano le nuove regole e quali sono esclusi?

Dalle istruzioni appena indicate si può dunque trarre che  in ogni regione sarà allestita una sede per l’organizzazione delle prove, al fine da impedire spostamenti fra una regione e l’altra. Le prove scritte dei concorsi pubblici 2021 – che come sopra accennato seguiranno la modalità informatica, anche in presenza – si fonderanno, in ogni caso, su criteri di semplificazione e dureranno al massimo un’ora.

E’ interessante altresì notare che le novità di cui alla bozza valgono sia per i concorsi pubblici 2021 pubblicati dopo il decreto legge covid, sia per quelli anteriori. Le novità citate si applicano anche per le ipotesi di corso-concorso. Infatti a tutte le procedure che comportano tra le fasi selettive anche un corso di formazione, sono applicate le procedure semplificate citate, con tempestiva comunicazione ai partecipanti. Resta ovviamente ferma l’attività già svolta, i cui esiti concorrono alla formazione della graduatoria finale di merito.

Ma attenzione ad un dettaglio significativo in tema di concorsi pubblici 2021: quanto sopra appena rimarcato, non vale invece per i concorsi per il personale in regime di diritto pubblico (ossia magistrati; forze armate; professori universitari e ricercatori; vigili del fuoco; carriera prefettizia; diplomatici; avvocati e procuratori dello Stato). Per questi ultimi il riferimento normativo è infatti l’art. 3 del d. lgs. n. 165 del 2001. Inoltre, in base all’art. 11 del nuovo decreto covid aprile, si sblocca finalmente il concorso magistrati ordinari 2020: in detto articolo, infatti, sono previste misure straordinarie per lo svolgimento delle prove scritte.

Le principali linee guida del CTS: ecco quali sono

Oltre alle novità sopra elencate, che si applicano ai concorsi pubblici 2021 fino a fine emergenza sanitaria, da rimarcare anche l’assetto di linee-guida approvate dal Comitato tecnico scientifico (CTS). Dette istruzioni saranno anch’esse operative per i concorsi pubblici 2021 al via dal 3 maggio 2021. Di seguito una sintetica panoramica di quanto espressamente indicato dal CTS:

  • svolgimento delle prove pratiche possibilmente in aree aperte;
  • suddivisione degli orari di presentazione all’esame, per evitare eventuali assembramenti di candidati in prossimità e dentro il luogo dove si terrà la selezione;
  • obbligo di individuare percorsi dedicati di entrata e di uscita dai luoghi delle prove;
  • ricambio d’aria per ciascun candidato, con frequente apertura delle finestre e degli ingressi;
  • misurazione della temperatura corporea prima di entrare nell’aula del concorso;
  • in sede d’esame obbligo di mettere la mascherina Ffp2;
  • a ciascun candidato deve essere assicurato uno spazio di almeno 4,5 metri quadri e un distanziamento pari ad almeno 2,25 metri;
  • tampone rapido o molecolare da effettuare nelle 48 ore anteriori alla data del concorso;
  • per coloro che abbiano sintomi riconducibili al coronavirus – ad es. tosse, perdita di olfatto e gusto, febbre ecc. – divieto di recarsi sul luogo d’esame.

Concludendo, vero è che sono davvero tanti i concorsi pubblici fermi da marzo 2020, a causa delle regole anti-assembramento, approvate via via dai vari decreti che si sono succeduti nel tempo. Coloro che ambiscono ad entrare in magistratura, nelle forze armate, nel personale infermieristico, o in quello delle scuole, potranno dunque ragionevolmente sperare di svolgere la selezione entro qualche mese.

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