Dal 2026 arrivano novità importanti per i datori di lavoro che assumono personale a tempo determinato in sostituzione di lavoratrici in maternità. Con la legge di Bilancio 2026 e i chiarimenti forniti dall’INPS con messaggio numero 1343 del 21-04-2026, il perimetro degli incentivi si amplia e introduce una possibilità molto attesa: continuare a beneficiare dello sgravio contributivo anche dopo il rientro della lavoratrice, durante un periodo di affiancamento.
Si tratta di un intervento che punta a rafforzare la continuità organizzativa delle aziende, ma anche a migliorare la gestione del rientro al lavoro delle madri, favorendo un passaggio più graduale e sostenibile. Vediamo allora cosa cambia davvero, a chi spetta il beneficio e come funziona nel concreto.
È l’agevolazione contributiva del 50% riconosciuta ai datori di lavoro con meno di 20 dipendenti che assumono a tempo determinato personale in sostituzione di lavoratrici o lavoratori in congedo di maternità. Dal 2026, grazie all’articolo 1, comma 221, della legge n. 199/2025, lo sgravio si estende anche al periodo di affiancamento dopo il rientro al lavoro, fino al primo anno di vita del bambino.
Sgravi contributivi per assunzioni in sostituzione maternità: a chi spetta
La normativa di riferimento resta l’articolo 4 del decreto legislativo n. 151/2001 (TU Maternità/Paternità), che disciplina gli sgravi contributivi per le assunzioni in sostituzione di lavoratori assenti per maternità.
In base a questa disciplina, i datori di lavoro possono assumere personale con contratto a tempo determinato per sostituire la lavoratrice (o il lavoratore) assente, beneficiando di uno sgravio contributivo pari al 50%.
Questo incentivo non è però generalizzato, ma riguarda:
- datori di lavoro con meno di 20 dipendenti;
- aziende di qualsiasi settore;
- assunzioni effettuate per sostituire lavoratrici o lavoratori in congedo (maternità e paternità obbligatori o facoltativi).
Il requisito dimensionale deve essere rispettato al momento dell’assunzione. Lo sgravio viene riconosciuto dall’INPS tramite attribuzione del codice autorizzazione “9R”, a seguito di istruttoria da parte della sede territoriale.
La vera novità 2026: sgravio anche durante l’affiancamento
Il cambiamento più rilevante introdotto dalla legge di Bilancio 2026 riguarda il periodo successivo al rientro della lavoratrice madre.
Fino al 2025, infatti, lo sgravio era riconosciuto solo durante l’assenza per maternità. Dal 2026, invece, il beneficio si estende anche al periodo di affiancamento tra lavoratrice rientrata e sostituto.
In concreto:
- il contratto a tempo determinato del lavoratore assunto in sostituzione può essere prolungato;
- è possibile prevedere un periodo in cui lavoratrice e sostituto lavorano insieme;
- lo sgravio contributivo continua ad applicarsi anche in questa fase.
Questa possibilità è stata introdotta per favorire la conciliazione vita-lavoro e garantire una migliore organizzazione aziendale, oltre a sostenere concretamente la parità di genere.
Quanto dura l’incentivo
Il limite temporale resta ben definito. Lo sgravio contributivo può essere riconosciuto:
- fino al compimento di un anno di età del bambino;
- oppure per un massimo di 12 mesi nei casi previsti (ad esempio adozione o affidamento).
La novità è che questo periodo ora include anche l’affiancamento dopo il rientro della lavoratrice.
In altre parole, il “tempo coperto” dall’incentivo non si esaurisce più con la fine del congedo, ma può proseguire, a determinate condizioni, anche nella fase di reinserimento.
Come funziona l’assunzione a TD in sostituzione
Dal punto di vista operativo, restano valide le regole già previste:
- l’assunzione avviene con contratto a tempo determinato oppure tramite somministrazione;
- può essere effettuata anche prima dell’inizio del congedo (fino a un mese, o più se previsto dal contratto collettivo);
- nel caso di somministrazione, il beneficio viene recuperato dall’impresa utilizzatrice.
Un aspetto importante chiarito dall’INPS riguarda la gestione dell’affiancamento: non è necessario che il lavoratore sostituto abbia la stessa qualifica della lavoratrice sostituita, ma deve esserci equivalenza dell’orario complessivo delle prestazioni.
Perché questa misura è importante per le aziende
L’estensione dello sgravio anche al periodo di affiancamento ha effetti concreti su più livelli.
Per le imprese più piccole, che spesso hanno maggiori difficoltà a gestire le sostituzioni, significa poter contare su un supporto economico più lungo, riducendo il costo del lavoro in una fase delicata.
Per l’organizzazione aziendale, consente di evitare “passaggi bruschi” tra chi esce e chi rientra, migliorando la continuità delle attività.
Per le lavoratrici, rappresenta un elemento di tutela in più, perché favorisce un rientro graduale e meno impattante.
Cosa fare per ottenere lo sgravio
Dal punto di vista pratico, il datore di lavoro deve:
- verificare il requisito dimensionale (meno di 20 dipendenti);
- effettuare l’assunzione in sostituzione secondo le regole previste;
- richiedere il riconoscimento dello sgravio all’INPS;
- attendere l’attribuzione del codice autorizzazione “9R”.
Una volta riconosciuto, il beneficio potrà essere fruito anche nel periodo di affiancamento, entro il limite temporale previsto.
Un incentivo che cambia la gestione della maternità in azienda
La novità introdotta dal 2026 segna un passo avanti nel modo in cui viene gestita la maternità nel mondo del lavoro. Non si tratta solo di un incentivo economico, ma di un cambio di prospettiva: il rientro al lavoro non è più visto come un momento “a sé”, ma come una fase da accompagnare.
Per le aziende che sapranno sfruttare questa opportunità, si apre la possibilità di organizzare meglio le sostituzioni, ridurre i costi e migliorare il clima lavorativo. Per le lavoratrici, invece, può tradursi in un rientro più sereno e sostenibile.
Una misura tecnica, certo, ma con effetti molto concreti nella vita quotidiana di imprese e famiglie.
INPS: Messaggio numero 1343 del 21-04-2026 (118,6 KiB, 0 hits)
