Conciliazione vita lavoro e sgravi contributivi, approfondimento

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Approfondimento sugli sgravi contributivi in tema di conciliazione vita lavoro come da Decreto interministeriale del 12 settembre 2017.

Lo scorso 12 settembre Il Ministero del Lavoro di concerto con il Ministro delle Finanze ha siglato il Decreto Interministeriale, recante “Conciliazione vita lavoro: sgravi contributivi”.

Questa nuova agevolazione rientra in riferimento a quanto previsto dall’Art. 25 del Job Act D. Lgs. 80/2015, riconoscendo sgravi contributivi ai datori di lavoro privati, i cui C.C.N.L. di riferimento, abbiano previsto Istituti di conciliazione tra vita professionale ed attività lavorativa. La misura rientra nei fondi stanziati con l’obiettivo di incentivare la Contrattazione di secondo livello.

Conciliazione vita lavoro: sgravi contributivi

La chiave per accedere al beneficio resta quindi l’introduzione di misure di conciliazione vita lavoro:

  • attraverso accordi di carattere territoriale o aziendale;
  • sottoscritti e depositati in via telematica presso le ITL di competenza tra il 1^gennaio 2017 ed il 31 agosto 2018.

Sottolineando il fatto che la contrattazione collettiva aziendale possa recepire ma non sostituire l’accordo territoriale.

Sembra pertanto di difficile attuazione da parte di piccole aziende senza rappresentanze sindacali interne, introdurre sistemi di bilanciamento “vita-lavoro” in modo unilaterale. Si rende quindi necessario anche l’accordo con le organizzazioni sindacali territoriali, comportando lo scoraggiamento da parte di molti datori di lavoro.

Leggi anche: Sgravi contributivi per misure di conciliazione vita-lavoro

Il Decreto Interministeriale individua tre aree di intervento:

  • genitorialità (estensione temporale congedi familiari);
  • flessibilità organizzativa (smart working e telelavoro);
  • welfare aziendale (per per l’acquisto di servizi di time saving) che dispongano un carattere “innovativo” rispetto a quanto previsto dai C.C.N.L. di riferimento.

Conciliazione vita lavoro e altri istituti

Sembra quindi che sul tema del Welfare Aziendale venga a crearsi una sovrapposizione dei benefici erogati sotto forma di beni e servizi, senza imposizione contributiva e fiscale, come previsto dagli Artt. 51, 12 e 100 del Tuir. Come del resto, anche la modalità di esecuzione della prestazione lavorativa in forma “Smart” prevede già per i Datori di Lavoro privati l’accesso ad una tassazione agevolata.

Occorre fare chiarezza poiché il beneficio del Decreto in analisi sembra poter offrire più agevolazioni su un singolo Istituto. Differentemente da quanto accada dal Premio di Produzione, si evidenzia che l’indirizzo sia rivolto non al singolo intervento, bensì all’intera retribuzione imponibile ai fini previdenziali annuale che il Datore di Lavoro deve presentare all’INPS, non precludendo perciò il cumulo con altri sgravi in essere.

Ad esempio i buoni welfare spendibili per servizi di baby sitting, deducibili totalmente ai fini dell’Art. 100 Tuir ed esenti da qualsiasi imposizione per il lavoratore, potrebbero così godere dell’ulteriore sgravio del 5% sulla Retribuzione imponibile dichiarata, riconosciuto una tantum per ogni singolo lavoratore nel biennio 2017-2018.

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro (Albo di Lodi) Laureata in Scienze Politiche ed in Lingua e Letteratura italiana indirizzo classico, presso l’Università Statale di Milano, Master in Diritto ed Organizzazione del Lavoro Ynsead Paris. Dopo aver maturato una significativa esperienza nel mondo delle Risorse Umane, sono approdata, sostenendo l’esame di stato, nel mondo del Diritto del Lavoro. Esercito in un importante studio di Milano, occupandomi di grandi imprese e clientela internazionale.

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