Indennità di maternità o paternità e congedo parentale autonomi

L’INPS riepiloga le novità introdotte su Indennità di maternità/paternità e congedo parentale per lavoratori autonomi e iscritti alla Gestione separata

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Al fine di tutelare maggiormente il lavoro autonomo non imprenditoriale, il c.d. Jobs Act autonomi (L. n. 81/2017) ha introdotto specifiche novità in favore dell’indennità di maternità o paternità e del congedo parentale per lavoratori autonomi e iscritti alla gestione separata INPS.

In primis è stato affermato il diritto all’indennità di maternità o paternità in favore delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti alla Gestione separata, a prescindere dall’effettiva astensione dall’attività lavorativa. Secondariamente invece, sono state esplicitate le nuove modalità di fruizione del congedo parentale a seguito dell’aumento:

  • da tre a sei mesi del periodo massimo complessivo, per entrambi i genitori, di fruizione del congedo medesimo;
  • da uno a tre anni dell’elevazione dei limiti temporali di fruibilità dello stesso.

Le novità sono state recepite per effetto della Circolare INPS n. 109 del 16 novembre 2018.

Indennità di maternità o paternità autonomi a prescindere dall’effettiva astensione lavorativa

Con l’entrata in vigore del Jobs Act autonomi, la tutela della maternità c.d. obbligatoria non è più subordinata all’obbligo di astensione dal lavoro. Infatti, la riforma prevede che la prestazione si applica sia agli eventi “parto” sia alle adozioni o affidamenti preadottivi nazionali o internazionali.

Per accedere all’indennità di maternità/paternità continua ad essere necessario il possesso del requisito contributivo delle tre mensilità nei dodici mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile. Non risulta invece più necessario, ai fini dell’erogazione dell’indennità in descrizione, produrre le dichiarazioni di astensione dal lavoro. Pertanto, la percezione dei compensi nel periodo di corresponsione dell’indennità non preclude l’erogazione della prestazione stessa.

Alla luce dell’entrata in vigore del Jobs Act autonomi, le domande di prestazione che hanno ad oggetto periodi di congedo di maternità o paternità devono essere gestite nel seguente modo:

  • i periodi di congedo di maternità o paternità iniziati in data coincidente o successiva al 14 giugno 2017, devono essere indennizzati, a prescindere dall’accertamento dell’effettiva astensione dall’attività lavorativa;
  • i periodi di congedo conclusi prima del 14 giugno 2017, non sono indennizzati a prescindere dall’accertamento della astensione dall’attività lavorativa. Tali periodi, pertanto, sono indennizzati solo a fronte dell’effettiva astensione;
  • infine, sono indennizzati i periodi di congedo in corso di fruizione alla data del 14 giugno 2017. Per i giorni antecedenti alla predetta data l’indennizzo si ha solo in caso di accertata astensione dal lavoro. Mentre i giorni successivi all’entrata in vigore della riforma devono essere indennizzati a prescindere dall’accertamento di tale astensione.

Congedo parentale autonomi

Per quanto concerne il congedo parentale, il Jobs Act autonomi ha aumentato:

  • da tre a sei i mesi di indennità;
  • da uno a tre anni di vita o dall’ingresso in famiglia/Italia del minore l’arco temporale di fruizione del congedo parentale.

I trattamenti economici per congedo parentale non possono complessivamente superare tra entrambi i genitori il limite complessivo di sei mesi. Pertanto, l’Istituto previdenziale continuerà a far dichiarare al soggetto richiedente i periodi di congedo fruiti da se stesso o dall’altro genitore in una cassa o gestione non amministrata dall’INPS.

Si rammenta che le nuove disposizioni non prevedono la possibilità per i lavoratori iscritti alla Gestione separata di fruire del congedo parentale non indennizzato. Pertanto, possono verificarsi le seguenti fattispecie:

  • se il padre lavoratore dipendente ha fruito di 4 mesi di congedo parentale indennizzato, alla madre iscritta alla Gestione separata residua la possibilità di fruire di 2 mesi di congedo parentale;
  • qualora il padre non fruisce del congedo parentale e la madre ha fruito di 4 mesi di congedo parentale indennizzato come lavoratrice iscritta alla Gestione separata, divenendo successivamente lavoratrice dipendente, potrà fruire di altri 2 mesi di congedo parentale indennizzato;
  • se la madre è genitore solo ed ha fruito, in qualità di lavoratrice iscritta alla Gestione separata, di 6 mesi di congedo parentale indennizzato, divenendo successivamente lavoratrice dipendente, potrà fruire di ulteriori 4 mesi di congedo parentale.

INPS: Circolare 109 del 16 novembre 2018

Alleghiamo in ultimo il testo della circolare:

Circolare INPS numero 109 del 16-11-2018
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