Contributi INPS artigiani e commercianti 2022: importi e scadenze

In aumento, per l’anno 2022, i contributi previdenziali a carico dei commercianti. Invariata invece l'aliquota per gli artigiani. I dettagli.


In rialzo i contributi INPS a carico di artigiani ed esercenti attività commerciali. Per i commercianti, in particolare, l’art. 1, co. 380, della L n. 178/2020 ha previsto – a decorrere dal 1° gennaio 2022, un’aliquota contributiva aggiuntiva nella misura dello 0,48% di cui:

  • lo 0,46% è destinato al finanziamento del Fondo per la razionalizzazione della rete commerciale. In pratica tale Fondo garantisce il pagamento degli indennizzi per la cessazione definitiva dell’attività commerciale;
  • lo 0,02% è devoluto alla Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali.

In stand-by, invece, l’aliquota contributiva degli artigiani.

Inoltre, a far aumentare ulteriormente il costo contributivo è l’aumentato dell’imponibile contributivo, pari a 16.243 euro. Tale importo varia ogni anno in relazione alla variazione percentuale verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie di operai e di impiegati. Per il periodo “gennaio 2020-dicembre 2020” e il periodo “gennaio 2021-dicembre 2021” tale percentuale è risultata nella misura del +1,9%.

Aumenta, invece, l’aliquota contributiva – quindi anche il costo contributivo – per gli artigiani ed esercenti attività commerciali di età non superiore ai 21 anni, rispettivamente pari al 22,80% e 23,28%.

Ma andiamo in ordine e vediamo nel dettaglio a quanto ammontano i contributi, quando pagarli e come fare. I dettagli sono stati fornito dall’INPS stesso con la Circolare n. 22 dell’8 febbraio 2022.

Contributi INPS artigiani e commercianti, aliquote 2022

Per il 2022, l’aumento contributivo si è realizzato solamente per gli artigiani ed esercenti attività commerciali che hanno meno di 21 anni d’età. Per questi ultimi, infatti, l’aliquota contributiva continuerà ad incrementarsi annualmente di una misura pari allo 0,45 punti percentuali, sino al raggiungimento della soglia del 24%.

Quindi, come precisato in premessa:

  • per gli artigiani coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni, l’aliquota è pari a 22,80%;
  • per i commercianti coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni, l’aliquota è pari a 23,28%.

Diversamente:

  • per gli artigiani coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni, l’aliquota è pari a 24%;
  • per i commercianti coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni, l’aliquota è pari a 24,48%.

Godono di una riduzione dei contributi, pari al 50% dell’importo stesso gli artigiani e dagli esercenti attività commerciali con più di 65 anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto.

Contributi fissi 2022

Alla luce delle predette aliquote contributive, per l’anno 2022, si applicano i seguenti costi contributivi fissi:

  • artigiani: 3.905,76 euro (titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni) ovvero 3.710,84 euro (coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni);
  • commercianti: 3.983,73 euro (titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni) ovvero 3.788,81 euro (coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni).

Contributi eccedenti il minimale 2022

Chiaramente i costi contributivi appena elencati riguardano solamente la parte fissa, ossia quelli da versare ogni trimestre in base all’imponibile minimo contributivo, pari a 16.243 euro. Resta fermo che, laddove il contribuente realizzasse un reddito superiore al predetto importo, dovrà corrispondere i relativi contributi anche per la parte eccedente.

Inoltre, bisogna tenere conto che se il lavoratore autonomo conseguisse un reddito superiore a 48.279 euro, occorrerebbe versare l’1% in più di contributi. Dunque, nel caso dell’artigiano l’aliquota aumenta al 25% e nel caso del commerciante l’aliquota si incrementa al 25,09%.

Massimale imponibile 2022

Oltre al minimale contributivo, l’INPS prevede anche un cd. “massimale contributivo”. Cosa significa? Significa che oltre una certa soglia non bisogna versare alcunché all’INPS. A tal proposito, occorre tenere in considerazione che la predetta soglia massima si differenzia in base alla data di iscrizione del lavoratore alla gestione artigiani e commercianti.

Nello specifico:

  • per i soggetti iscritti alla gestione con decorrenza anteriore al 1° gennaio 1996 o che possono far valere anzianità contributiva a tale data, il massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi IVS è pari ad 80.465 euro;
  • per i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, iscritti con decorrenza 1° gennaio 1996 o successiva, il massimale annuo è pari a 105.014.

Richiesta contributi agevolati forfettari

Anche per quest’anno i minimi e forfettari possono fare domanda per pagare i contributi ridotti del 35%.

Per i soggetti che nel 2021 hanno intrapreso una nuova attività d’impresa e intendono usufruire dello sconto contributivo, devono fare apposita richiesta all’INPS entro il 28 febbraio 2022.

Diversamente, per i soggetti che intraprendono una nuova attività nel 2022, per la quale intendono aderire al regime agevolato, devono comunicare tale volontà con la massima tempestività.

Quando e come si pagano i contributi previdenziali autonomi

Infine, si riepilogano le scadenze contributive che gli artigiani e commercianti devono rispettare per quanto concerne i contributi fissi, ossia

  • 16 maggio 2022;
  • 22 agosto 2022;
  • 16 novembre 2022;
  • 16 febbraio 2023.

Quanto appena accennato, tali scadenze riguardano i contributi sulla parte fissa. Laddove il contribuente realizzasse un reddito superiore, i contributi sulla parte eccedente dovranno essere versati con il meccanismo di saldo e acconto.

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