Decreto Semplificazioni: novità su superbonus, SPID, appalti, PNRR ma non solo

Il decreto Semplificazioni era atteso sotto vari punti di vista. Con esso si vuole semplificare la PA e favorire l'attuazione del PNRR.


Il decreto Semplificazioni è uno dei tanti provvedimenti attesi nelle ultime settimane: indica quelle che dovranno essere le misure di governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e, peraltro, come suggerisce la parola stessa ‘semplificazioni’, è in qualche modo strumentale all’adozione di futuri provvedimenti. L’ottica è infatti quella dello snellimento delle procedure, anch’esso un fattore decisivo per il rilancio del paese dopo la crisi da pandemia; e per l’effettiva attuazione delle riforme strutturali di cui si trova traccia nel testo del Recovery Plan italiano.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale pochi giorni fa, il Decreto Semplificazioni  si focalizza – come accennato – sulla governance del PNRR, ma prevede in verità tutta una serie di misure di rilievo, e descrive un sistema organizzato su vari livelli. Queste nuove disposizioni sono entrate in vigore a partire dal primo giugno.

Vediamo di seguito il provvedimento in alcuni suoi punti salienti, cercando di fornire una ricostruzione d’insieme.

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Decreto Semplificazioni: la struttura in generale

Essenzialmente il Decreto legge del 31 maggio 2021 n. 77 è articolato in due parti:

  • nella prima parte del decreto Semplificazioni, sono incluse regole sul piano della governance del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Grazie ad esse, sono chiariti e definiti i ruoli strategici dei vari enti dello Stato, per quanto attiene al perseguimento degli obiettivi di cui alle missioni indicata nel Recovery Plan. Non solo: vi sono anche le disposizioni circa le modalità di dialogo con le istituzioni UE;
  • nella seconda parte del provvedimento – in una linea di coerenza d’insieme – abbiamo misure di alleggerimento, snellimento e semplificazione che riguardano i settori più a stretto contatto con gli assi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Dette misure servono, in buona sostanza, ad avere finalmente una Pubblica Amministrazione più veloce ed efficiente.

In verità il pacchetto del Decreto Semplificazioni è stato chiuso non senza dibattiti, confronti e contrasti di vedute. Infatti, il provvedimento è uscito revisionato dopo le prime bozze e le immediate polemiche tra il Governo Draghi e le maggiori sigle sindacali per rappresentanza.

Come accennato, il decreto Semplificazioni va considerato come un provvedimento in risposta alle richieste dell’Europa: le istituzioni UE infatti avevano raccomandato all’Italia di adottare un pacchetto di norme ad hoc, entro fine maggio. Ciò al fine di procedere più veloci con l’attuazione degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Come sopra accennato, il testo del decreto Semplificazioni appare assai significativo sotto vari aspetti. Non soltanto governance del PNRR, ma anche argomenti come ambiente ed energie rinnovabili sono tenuti in stretta considerazione.

Gli argomenti clou affrontati nel provvedimento: ecco quali sono

Il provvedimento è suddiviso in differenti titoli,  a riprova dell’elevata articolazione del testo. Essi riguardano:

  • il sistema di coordinamento; gestione; attuazione; monitoraggio e controllo del PNRR;
  • i poteri sostitutivi, il superamento del dissenso e le procedure finanziarie;
  • la transizione ecologica;
  • la velocizzazione del procedimento ambientale e paesaggistico;
  • la procedura speciale per attuare specifici progetti del PNRR;
  • i contratti pubblici;
  • la semplificazione delle regole attinenti agli investimenti nel Sud Italia;
  • l’innovazione della nota legge n. 241/1990 sul procedimento amministrativo;
  • il rafforzamento della capacità amministrativa.

In definitiva, l’ottica è quello della progressiva sburocratizzazione di enti e procedure; dello snellimento delle attività e della maggior efficienza. Ciò per rendere un servizio migliore nei confronti dei cittadini e per semplificare l’attuazione di quanto previsto nel PNRR.

La concretezza al primo posto: cosa cambia per il superbonus 110%?

Il provvedimento si distingue dunque per stabilire tutta  una serie di semplificazioni e agevolazioni, come ad es. la quota del 50% dell’importo totale del contratto lavori; servizi e forniture per quanto attiene ai subappalti  – in deroga alle regole attuali che pongono il limite del 30% –  fino al 31 ottobre 2021, con eliminazione integrale dei  cd. limiti quantitativi dal primo novembre 2021.

Ma non solo. Prevista anche la semplificazione degli iter per accedere al noto Superbonus  edilizia e ristrutturazioni e l’estensione della misura ai lavori mirati a eliminare le barriere architettoniche. Il decreto Semplificazioni si dimostra, in qualche modo, trasversale nella linea di interventi. Predisposte infatti regole più agili per quanto attiene all’installazione della fibra ottica negli immobili.

Più nel dettaglio, una delle misure di preminente interesse su cui interviene il decreto Semplificazioni è l’art. 119 sugli incentivi, nel decreto rilancio n. 34/2020 del passato Governo Conte. Su di esso infatti sono apposte le seguenti novità sostanziali:

  • semplificati gli iter per permettere l’accesso al superbonus in ipotesi di lavori di efficientamento energetico degli immobili;
  • allargamento del superbonus 110% alle opere mirate alla eliminazione delle barriere architettoniche;
  • per quanto attiene alle opere di manutenzione straordinaria, attuabili con comunicazione di inizio lavori asseverata(CILA), per la presentazione della CILA non è obbligatoria l’attestazione dello stato legittimo art. 9-bis, comma 1- bis del dPR n. 380 del 2001;
  • alla detrazione in questione può essere sfruttata anche da ospizi, caserme, ospedali e case di cura.

Come si può notare, dunque, si tratta di notevoli passi avanti per quanto riguarda la sburocratizzazione e lo snellimento delle procedure.

Appalti: quali sono le novità apportate dal decreto?

Il decreto Semplificazioni si conferma dunque provvedimento tutt’altro che di secondaria importanza, se pensiamo che incide anche sulla normativa in tema di appalti e subappalti.

Per quanto attiene agli interventi e alle opere mirate ad attuare il Recovery Plan italiano, è stato disposto un affidamento unico che unisce la progettazione e la realizzazione effettiva dell’opera, e che deve considerare il progetto di fattibilità economica e tecnica. In particolare, l’aggiudicazione delle opere si compie sulla scorta del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma senza dimenticare gli aspetti qualitativi.

In particolare, alle imprese che contano più di 15 dipendenti e che gareggiano per ottenere i lavori di cui al PNRR, sono assegnati punteggi ulteriori se si obbligano a utilizzare donne e giovani under 35. Ciò a condizione che negli ultimi 3 anni abbiano rispettato la parità di genere e abbiano adottato regole per favorire la pari opportunità per giovani e donne nelle assunzioni; nei ruoli di vertice e sul piano degli stipendi.

Tutelati i lavoratori nel subappalto: cosa cambia?

Inoltre, come sopra accennato, fino a fine ottobre 2021 il subappalto non può oltrepassare il 50% dell’importo del contratto sottoscritto per lavori, forniture e servizi. Mentre è vietata la cessione integrale del contratto di appalto e l’affidamento a terzi dello svolgimento dei lavori; e l’esecuzione prevalente per quel tipo di lavori che comportano un alto valore di intensità di manodopera. Non solo: il subappaltatore deve comunque assicurare gli identici livelli di qualità e prestazioni del contraente principale. E in un’ottica di coerenza, non stupisce la norma per cui i dipendenti debbono beneficiare dello stesso trattamento che sarebbe riservato ai dipendenti del contraente principale, inclusa l’applicazione dei contratti collettivi di riferimento.

Dall’1 novembre 2021 viene meno ogni limite per i subappalti, ma vi sono norme ad hoc per scongiurare le infiltrazioni mafiose. In ogni caso, le limitazioni cadranno sempre a patto che i subappaltatori non siano iscritti nelle liste bianche o presso l’anagrafe antimafia.

Altre ulteriori novità incluse nel decreto in materia di ambiente

A questo punto, veniamo ad altre importanti novità previste nel decreto Semplificazioni in tema di ambiente, riportandole sinteticamente:

  • prevista presso il ministero della Cultura una Soprintendenza speciale per proteggere i beni culturali e paesaggistici collegati agli interventi del PNRR;
  • ridotta a 130 giorni la durata massima per la valutazione d’impatto ambientale dei progetti di cui al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; di quelli finanziati dal fondo complementare e di quelli che mettono in pratica il Piano Nazionale integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC);
  • semplificazioni in materia di recupero nella gestione rifiuti (economia circolare);
  • eliminazione delle autorizzazioni paesaggistiche; idrauliche e per il vincolo idrogeologico in alcuni specifici casi.

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PA semplificata e digitalizzata: cosa cambia? Novità anche per lo SPID

Come accennato, il decreto Semplificazioni si propone di modernizzare la Pubblica Amministrazione, rendendola finalmente più efficiente e più capace di rispondere tempestivamente ai bisogni della cittadinanza. Pertanto, ben si comprende che una delle norme più utili della cd. ‘transizione digitale‘ comporta l’introduzione del Sistema di gestione deleghe (SGD), gestito da una struttura della Presidenza del Consiglio. Detto meccanismo permette a qualsiasi cittadino di delegare l’accesso a uno o più servizi a un soggetto titolare dell’identità digitale con livello di sicurezza almeno significativo.

In buona sostanza, con questa innovazione, le persone che hanno meno capacita di usare i sistemi informatici e lo SPID (ad es. gli anziani) potranno conferire la delega a una persona di fiducia (ad es. il figlio o la figlia) che così potrà agire per il titolare e avere accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione.

In conclusione, come da più parti auspicato anche nel recente passato, il decreto Semplificazioni introduce anche regole molto utili in tema di procedimento amministrativo (legge n. 241 del 1990), con il rafforzamento del meccanismo del silenzio assenso come accoglimento; e del potere sostitutivo in ipotesi di inerzia del soggetto incaricato ad una certa funzione all’interno della PA.