Green pass rafforzato a lavoro e privacy: va chiesto solo se lo prescrive la legge

Il Garante privacy ha specificato che il Green pass rafforzato non può essere richiesto per accedere al lavoro se non lo prescrive la legge


Il datore di lavoro può richiedere il cd. “green pass rafforzato” per accedere al luogo di lavoro solo se lo prescrive la legge (sanità, scuola, forze armate e di polizia ecc.). Infatti, a differenza del “green pass ordinario”, che deve essere esibito obbligatoriamente per accedere nei luoghi di lavoro, il “super green pass” non è necessario a tal fine, se non per alcune categorie di lavoratori. Quindi, il lavoratore può semplicemente esibire la versione base del certificato verde Covid-19, rilasciato anche in caso di effettuazione del tampone risultato negativo.

È quanto emerge dal Comunicato del 10 dicembre 2021 del Garante per la protezione dei dati personali. Il chiarimento è giunto a seguito di segnalazioni pervenuti al GDPR che lamentano l’uso da parte di albergatori o datori di lavoro (anche se non richiesto) dell’app per il green pass rafforzato invece che la versione base. In questo modo chi ha effettuato un tampone e può quindi legittimamente accedere all’albergo o al luogo di lavoro, si vede precluso l’ingresso perché la sua certificazione verde risulterà non valida.

Green pass rafforzato: lavoratori, clienti degli alberghi e accompagnatori dei pazienti negli ospedali

Il “super green pass” non può essere richiesto nei luoghi dove non è obbligatorio per legge: quindi non può essere richiesto per i clienti degli alberghi, i lavoratori (nono obbligati) o, ad esempio, gli accompagnatori dei pazienti negli ospedali. Chi ha effettuato un tampone può quindi legittimamente accedere all’albergo o al luogo di lavoro.

A questo proposito il Garante per la privacy ricorda che – come previsto per legge e come chiaramente indicato dalle Faq predisposte dal Ministero della salute – non vi è alcun obbligo di possedere il cd. “Super green pass” per i clienti degli alberghi, la generalità dei lavoratori o, ad esempio, gli accompagnatori dei pazienti negli ospedali.

L’uso della app per il “Super green pass” per queste categorie di soggetti è dunque illegittimo.

Allo stesso tempo il super green pass è obbligatorio per alcune categorie di lavoratori, come sanità, forze armate e di polizia e personale scolastico.

Green pass rafforzato, differenza con il certificato verde ordinario

Il green pass base indica la Certificazione verde COVID-19 attestante l’avvenuta:

  • vaccinazione anti-Sars-Cov-2;
  • guarigione dall’infezione Covid-19;
  • effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare.

Per green pass rafforzato, invece, si intende la Certificazione verde COVID-19 attestante l’avvenuta vaccinazione anti-Sars-Cov-2 o la guarigione dall’infezione Covid-19.

Il green pass rafforzato non include, quindi, l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare. Anche nei casi in cui è richiesto il green pass rafforzato, si applicano le esenzioni per i minori di 12 anni e per coloro che hanno un’idonea certificazione medica.

Green pass rafforzato: a cosa serve

Il green pass “rafforzato” è richiesto in zona bianca, in zona gialla e in zona arancione per accedere ad attività e servizi che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni sulla base della normativa vigente, e nel rispetto della disciplina della zona bianca.

Ad esempio, in zona bianca e gialla, è richiesto per l’accesso a:

  • spettacoli;
  • competizioni ed eventi sportivi;
  • ristorazione al chiuso;
  • feste (tranne quelle conseguenti a cerimonie civili e religiose);
  • discoteche e cerimonie pubbliche;

e, in zona arancione, per l’accesso a palestre, sagre, fiere, convegni, congressi.

Si ricorda, al riguardo, che a decorrere dal 29 novembre 2021, il green pass rafforzato è richiesto in zona gialla e arancione. Dal 6 dicembre 2021 al 15 gennaio 2022, è richiesto anche in zona bianca.

Green pass rafforzato: richiesto per accedere ai servizi di ristorazione al chiuso

Per il consumo al tavolo al chiuso in zona bianca, gialla e arancione, è richiesto il possesso del green pass. Fanno eccezione i servizi di ristorazione svolti all’interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati e delle mense e del catering continuativo su base contrattuale.

Per l’accesso a questi ultimi servizi, quindi, sarà consentito esibire anche la Certificazione verde Covid-19 base, che attesta l’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare.

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