Indennità 600 euro INPS e NASpI o DIS-COLL: sì alla doppia domanda

L'indennità di 600 euro INPS per co.co.co. e lavoratori dipendenti (stagionali e spettacolo) è compatibile con la DIS-COLL e la NASPI

Via libera alla doppia domanda di indennità di 600 euro INPS e NASpI o Dis-Coll. L’INPS ha infatti chiarito che le prestazioni sono cumulabili e compatibili fra di loro. Ma andiamo con ordine: il Decreto Cura Italia ha introdotto un bonus, pari a 600 euro per il mese di marzo 2020, per i lavoratori autonomi, parasubordinati e altre particolari categorie di lavoratori subordinati. È possibile fare domanda telematicamente sul portale INPS, a partire dal 1° aprile 2020, mediante il semplice possesso del PIN ordinario o la prima parte del PIN (cosiddetto PIN semplificato).

In alternativa è possibile utilizzare le credenziali SPID di livello 2 o superiore, la Carta di identità elettronica 3.0 (CIE) o la Carta nazionale dei servizi (CNS). In ogni caso, ai fini della richiesta del bonus rimangono sempre operativi:

  • il Contact Center integrato, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
  • gli Enti di Patronato.

La misura è però compatibile con altri aiuti economici erogati sempre dall’INPS, come ad esempio la NASpI e la DIS-COLL? Alla domanda ha dato direttamente risposta l’Istituto Previdenziale con la Circolare n. 49 del 30 marzo 2020. Vediamo tutto nel dettaglio nelle seguenti righe.

Indennità 600 euro INPS: a chi spetta?

Al fine di sostenere i lavoratori che operano in settori particolarmente esposti agli effetti economici delle misure di contenimento del contagio da Coronavirus, l’INPS eroga un bonus una tantum di 600 euro.

Nello specifico, possono presentare domanda di indennità di 600 euro le seguenti categorie di lavoratori:

  1. liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 iscritti in via esclusiva alla Gestione separata INPS;
  2. collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla predetta data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata dell’INPS;
  3. lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’assicurazione generale obbligatoria (artigiani, commercianti, imprenditori agricoli, coltivatori diretti, coloni e mezzadri);
  4. lavoratori dipendenti stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato il rapporto di lavoro nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2019 alla data del 17 marzo 2020;
  5. operai agricoli a tempo determinato e le altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali purché possano fare valere nell’anno 2019 almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo dipendente e non siano titolari di pensione;
  6. lavoratori dello spettacolo.

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Bonus 600 euro INPS cumulabile con NASPI e DIS-Coll

L’indennità in commento, come specificato dall’INPS stesso, è una prestazione compatibile e cumulabile con l’indennità di disoccupazione DIS-COLL. Pertanto, i co.co.co. possono richiedere il bonus 600 euro anche se usufruiscono della prestazione DIS-COLL.

Allo stesso modo, il bonus 600 euro per i lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, nonché per i lavoratori dello spettacolo, è compatibile e cumulabile con la NASpI.

Bonus 600 euro e borse lavoro, stage ecc.

L’aiuto economico, inoltre, è compatibile e cumulabile anche con le erogazioni monetarie derivanti da:

  • borse lavoro;
  • stage e tirocini professionali;
  • premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale;
  • premi e compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica;
  • prestazioni di lavoro occasionale (libretto famiglia e PrestO) nei limiti di compensi di importo non superiore a 5.000 euro per anno civile.

Leggi anche: Indennità 600 euro autonomi e partite IVA: a chi spetta e come funziona (guida aggiornata)

Indennità 600 euro INPS: incompatibilità

Al contrario, l’indennità di 600 euro non è cumulabile con:

  • il Reddito di Cittadinanza;
  • le pensioni dirette a carico, anche pro quota, dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) e delle forme esclusive, sostitutive ed esonerative della stessa;
  • l’Ape sociale.
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