Ddl lavoro: niente più esenzione ticket per i disoccupati, anzi no

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Dopo la suspence durata qualche ora il Ministro del Lavoro Elsa Fornero in una nota fa sapere che l’esenzione dal ticket sanitario per i disoccupati sarà ripristinato

Il Min. Fornero corregge il tiro e in una nota fa sapere che l’esenzione dal ticket sanitario per i disoccupati sarà ripristinato attraverso una proposta emendativa da presentare durante l’iter parlamentare del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro.

Così si cerca di spegnere il pericoloso focolaio acceso dalla presenza, all’interno del disegno di legge sulla riforma del lavoro  in discussione al Senato, di una norma, l’art 64 comma 1 che, va a sopprimere una norma del 1993 che prevede l’esenzione dal ticket per i medicinali e le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratori e delle altre prestazioni specialistiche, comprese le prestazioni di fisiokinesiterapia e le cure termali per “i disoccupati ed i loro familiari a carico”, con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro (incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico).

Questo perchè, spiega (o forse sarebbe il caso di dire spiegava) la relazione del servizio studi del Senato, la platea dei beneficiari è troppo vasta. Il taglio dunque, sarebbe servito per finanziare l’ASpI, il nuovo ammortizzatore sociale che sostituisce l’indennità di disoccupazione.

Non si sono fatte aspettare le reazioni: il PD ha immediatamente chiesto che la norma venisse abrogatrice venisse eliminata. I medici di famiglia hanno parlato di “allarme sanitario” per l’impossibilità di molte famiglie di ricorrere a cure mediche a pagamento a, totale discapito della salute.

Il Ministro Fornero ha dunque assicurato che “si è trattato di un refuso” che verrà eliminato. Alla notizia il leader della Cisl, Raffaele Bonanni ha commentato: “Meno male che e’ un refuso, diversamente sarebbe stato un caso maniacale”.

Io aggiungerei: “ ma siamo sicuri che è un refuso”? O il ministro era perfettamente cosciente e c’ha comunque provato? beh, l’importante è che questa norma odiosa venga tolta, diversamente potrebbe essere veramente una scintilla pericolosa

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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