Ape sociale e lavori gravosi, tra conferme e novità in Legge di Bilancio 2022

Il Disegno di Legge di Bilancio 2022, proroga l’Ape sociale, ampliando i soggetti interessati ai cosiddetti lavori gravosi. I dettagli


Continuano i lavori sul capitolo pensioni nella Legge di Bilancio 2022. Il Governo, insieme ai sindacati, stanno lavorando da mesi per trovare una quadra definitiva alla flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. Come noto, il premier Mario Draghi è intenzionato a tornare, seppur gradualmente, alla Riforma Fornero (L. n. 92/2012), al fine di riequilibrare i conti pubblici. Sul punto, infatti, è stata decretata la fine di “quota 100” quest’anno. Si ricorda, al riguardo, che il 31 dicembre 2021 terminava il periodo triennale sperimentale. Quindi dal 2022, si passa a “quota 102”, per poi riavvicinarsi alla Riforma Fornero con il passare degli anni. Sempre in tema di anticipo pensionistico, il Governo ha lasciato inalterato due misure principi: l’opzione donna e l’Ape sociale.

In merito a quest’ultima misura, il Governo – oltre a prorogare di un’ulteriore anno la possibilità di anticipare la pensione a determinate condizioni – ha ampliato anche la categorie di lavoratori che possono farne richiesta. Pertanto, la lista dei cd. lavori gravosi aumenta: da 15 diventano 23. In soldoni, una platea più ampia di contribuenti potrà ottenere l’anticipo pensionistico grazie all’assegno-ponte dell’INPS.

Vediamo quindi in dettagli, chi sono i soggetti interessati che possono farne richiesta, quali sono requisiti e come fare domanda per il 2022.

Ape sociale 2022: cos’è e a chi spetta

L’Ape sociale, disciplinato originariamente dall’articolo 1, co. 179 della legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017) è una sorta di reddito ponte, ossia un sussidio economico, in favore di lavoratori in prossimità di pensione e in particolari condizioni lavorative.

Fra i requisiti necessari per accedere all’Ape Social troviamo: l’essere in possesso di una determinata età anagrafica, oltre a un certo numero minimo di contributi. L’età minima di accesso è infatti pari a 63 anni.

L’Ape Social vale infine soltanto per determinati lavoratori dipendenti, ossia coloro che sono iscritti all’Ago e ai fondi ad essa esclusivi o sostitutivi e i lavoratori gestioni speciali dei lavoratori autonomi. Vi rientrano inoltre anche i lavoratori iscritti alla gestione separata dell’INPS.

Condizioni minime

Oltre ai requisiti anagrafici e lavorativi, il richiedente deve:

  • aver maturato entro il 31 dicembre 2022 almeno 30 anni (o 36 anni di contributi per i lavori gravosi), a seconda della categoria di appartenenza, con un massimo di 2 anni di sconto per le donne;
  • aver cessato l’attività lavorativa;
  • essere residenti in Italia;
  • essere privo di una pensione diretta in Italia o all’estero;
  • maturare una pensione di vecchiaia di importo non inferiore a 1,4 volte l’importo della pensione minima dell’INPS.

Chi sono i soggetti tutelati

Ad integrazione delle predette condizioni, i lavoratori interessati, anche per il 2022, devono rientrare in una delle seguenti condizioni di tutela:

  • disoccupati;
  • invalidi (superiore o uguale al 74%);
  • caregivers (soggetti che assistono parenti disabili da almeno sei mesi)
  • addetti a mansioni cd. gravose (contenuti nel Decreto 18 aprile 2018).

Lavori gravosi: aumentano le categorie dei lavoratori

In merito ai lavori gravosi, come anticipato in premessa, le categorie passano da 15 a 23. Di seguito, si riportano tutte le categorie rientranti tra i cd. “lavori gravosi”:

  • Professori di scuola primaria, pre–primaria e professioni assimilate
  • Tecnici della salute
  • Addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate
  • Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali
  • Operatori della cura estetica
  • Professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati
  • Artigiani, operai specializzati, agricoltori
  • Conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali
  • Operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli
  • Conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati
  • Conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta
  • Operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica
  • Conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque;
  • Conduttori di mulini e impastatrici
  • Operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio
  • Conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali
  • Operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare
  • Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento
  • Personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci
  • Personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli
  • Portantini e professioni assimilate
  • Professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca
  • Professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni

Ape sociale 2022, come fare domanda

Per poter partecipare all’Ape sociale, occorre innanzitutto attestare la certificazione del diritto entro le finestre temporale.

Con ogni probabilità, come per lo scorso anno, la prima scadrà il 31 marzo 2022. Mentre la prossima sarà posta al 15 luglio 2022. Infine, la terza finestra temporale, potrebbe coincidere con il 30 novembre 2022.

Infine, si ricorda che la predetta certificazione è solamente un adempimento preliminare alla domanda vera e propria. Infatti, in caso di accettazione della certificazione dei requisiti d’accesso all’Ape sociale da parte dell’INPS stesso è possibile procedere con la domanda di liquidazione, che decorrere dal mese successivo alla presentazione della stessa.

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