Opzione donna, proroga novità in Legge di Bilancio 2019

​Il Ministro Di Maio si è impegnato a sostenere la proroga dell’opzione donna per il triennio 2015/2018 nella Legge di Bilancio 2019. Ecco i dettagli.

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Ottime notizie per le lavoratrici che sono interessate alla opzione donna per l’uscita dal lavoro anticipata a determinate condizioni; ​il Ministro Di Maio comunica sul portale ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di essersi impegnato a sostenere la proroga dell’opzione donna per il triennio 2015/2018 inserendola nella prossima Legge di Bilancio 2019.

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, nonchè vice premier Luigi di Maio, ha incontrato le rappresentanti del Movimento Opzione Donna che hanno ribadito l’importanza della proroga di questo istituto in Legge di Bilancio; all’incontro erano presenti anche le Deputate della Commissione Lavoro, Maria Pallini e Jessica Costanzo. Le rappresentanti del Movimento Opzione Donna erano state già ricevute dalla Vice Presidente della Camera, Maria Edera Spadoni proprio per poter esporre le loro richiese sul tema; quest’ultima aveva sensibilizzato il Governo e il Parlamento sull’importanza della misura. A questo punto il Ministro, dopo l’impegno preso a nome del Governo, ha dato mandato ai tecnici del Ministero di mettersi a lavoro sul dossier.

Ricordiamo che questa misura pensionistica è un opzione rivolta alle donne che, a determinati requisiti, possono accedere alle pensione in anticipo rispetto ai tempi normali previsti per la pensione di vecchiaia o anticipata. Ma vediamo più nel dettaglio di cosa si parla.

Opzione donna, proroga in Legge di Bilancio 2019

Nella Riforma Pensioni il Governo aveva più volte paventato l’ipotesi, fra le altre cose, di prorogare almeno per il 2018 la possibilità per le lavoratrici prossime alla pensione di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro scegliendo l’opzione donna.

Come avevamo scritto in un articolo qualche tempo fa la proroga opzione donne saltata per il 2018, era sul tavolo del Governo e insieme alla quota 100. Ma da proviene questa importante e molto richiesta misura? Questa opzione è una misura introdotta per la prima volta dalla L. n. 234/2004, successivamente ripresa e rivista dalla riforma Fornero e poi prorogata per l’ultima volta nella Legge di Bilancio 2017. Se si dovesse arrivare ad una proroga,  si aprirebbe la possibilità per le donne che hanno maturato il requisito in questo periodo, di presentare una richiesta retroattiva, che comprenderebbe anche quindi gli eventuali arretrati.

Opzione donna, requisiti

Grazie a tale strumento è possibile per le lavoratrici sia autonome che dipendenti anticipare la pensione con requisiti anagrafici e contributivi più favorevoli; rispetto a quelli vigenti per la pensione ordinaria.

Per poter accedere all’opzione donna le lavoratrici devono essere in possesso di determinati requisiti anagrafici e contributivi. Chi intende avvalersi di questa opportunità può andare in pensione con almeno 35 anni di contributi ed il requisito anagrafico di:

  • 57 anni per le lavoratrici dipendenti;
  • 58 per quelle autonome.

E’ quindi un anticipo non indifferente rispetto ai normali requisiti, considerato che al momento per le donne:

  • la pensione di vecchiaia si raggiunge al momento con 66 anni e 7 mesi e almeno 20 anni di contributi;
  • mentre la pensione anticipata si perfeziona a 41 anni e 10 mesi a prescindere dall’età anagrafica.

Unico svantaggio sarebbe di tipo economico, in quanto l’assegno pensionistico sarebbe calcolato interamente con il metodo contributivo. Quindi l’opzione donna è realmente un vantaggio, anche in vista della quota 100.

Calcolo pensione opzione donna

Come detto sopra l’unica limitazione di tale opzione è di tipo economico, visto che la pensione verrebbe calcolata interamente con metodo contributivo; ma facendo un po’ di calcoli a quanto ammonterebbe il taglio pensionistico?

Secondo alcune stime il passaggio dal retributivo al contributivo porterebbe ad una riduzione dell’assegno pensionistico, rispetto all’ultima busta paga, del 25-30%.

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo.

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