Pensione di cittadinanza: cos’è, quanto spetta e come funziona

Il Governo dovrebbe varare la pensione di cittadinanza del Movimento 5 stelle: vediamo insieme cos’è, come funziona e quali sono i requisiti per ottenerla.

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Accanto al reddito di cittadinanza e alle nuove misure previste per superare la riforma delle pensioni dell’ex ministro Fornero, il governo ha dichiarato di voler introdurre la pensione di cittadinanza. Si tratterebbe di uno strumento rivolto ai pensionati e dovrebbe servire per superare e contrastare la povertà e l’esclusione sociale in Italia.

Nella bozza del contratto di governo si legge che questa misura pensionistica ha lo scopo di garantire maggiore equità sociale e di aiutare in particolar modo le fasce più deboli di pensionati. Vi rientrerebbero quindi tutti coloro che ricevono attualmente un assegno mensile inferiore ai 780 euro mensili; in linea dunque con i parametri previsti per il reddito di cittadinanza. Vediamo nel dettaglio cos’è questa misura pensionistica, gli eventuali requisiti d’accesso e come funziona.

Pensione di cittadinanza M5s, come funziona

L’obiettivo della nuova misura che il governo del cambiamento si appresta a mettere in atto è molto chiaro: consentire a chi percepisce una pensione inferiore a 780 euro di poter vivere in modo dignitoso.

La cifra non è stata scelta a caso in quanto rappresenta la soglia di povertà individuata dall’Istat, in linea anche con i parametri previsti dalla misura gemella, ossia il reddito di cittadinanza.

È bene fare attenzione come il tetto dei 780 euro mensili si riferisce al singolo pensionato: ciò significa che in caso di una coppia di anziani la soglia va aumentata a 1.170 euro; bisogna pertanto fare riferimento ai parametri alla scala decisa dall’OCSE per nuclei familiari più numerosi.

Quindi, se un singolo pensionato che vive da solo percepisce una pensione mensile di 550 euro, grazie alla nuova misura prevista dal nuovo governo vedrebbe integrarsi la pensione per un importo di 230 euro, ossia fino a 780 euro. La cifra sale a 1.170 euro se si tratta appunto di una coppia.

Pensione di cittadinanza: requisiti

Riepilogando quanto finora affermato, possiamo dire che:

  1. la pensione di cittadinanza fa parte dello stesso provvedimento del movimento 5 stelle che intende introdurre il reddito di cittadinanza. Il primo intende difendere i diritti dei pensionati più poveri, il secondo invece intende aiutare i lavoratori con un reddito molto basso;
  2. serve per aiutare i pensionati che vivono sotto la soglia di povertà a vivere in maniera più dignitosa;
  3. è necessario avere una pensione inferiore alla soglia di povertà, stimata in 780 euro netti al mese;
  4. serve ad integrare l’assegno pensionistico del singolo pensionato che riceve un trattamento previdenziale inferiore a 780 euro. Quindi chi riceve un assegno inferiore vedrà integrarsi la pensione fino alla predetta cifra. La soglia sale a 1.170 euro se si tratta di una coppia;
  5. spetta a chi è già in pensione.

Quanto ai requisiti del pensionato, è molto probabile che l’accesso alla nuova misura venga legato a un determinato limite di reddito e patrimonio, certificato appunto dall’ISEE, in modo tale da rientrare in una condizione di povertà.

Pensione di cittadinanza: da dove arrivano in soldi

Per mettere in pratica quanto finora affermato, servono ingenti somme di denaro che con ogni probabilità l’esecutivo intende reperire dal Fondo Sociale Europeo (FSE).

Dunque, per dare il via libera alla pensione di cittadinanza servirà un confronto con le sedi comunitarie al fine dell’applicazione del provvedimento A8-0292/2017; con cui il Parlamento europeo garantisce l’utilizzo del 20% del menzionato Fondo.

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