Rita, ecco come accedervi nel 2018 prima della pensione

E' possibile accedere nel 2018 alla Rita prima della pensione e ottenere una rendita integrativa. I dettagli nel nostro articolo.

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Con la recente approvazione della Legge di Bilancio 2018, diverse le novità approvate sul settore delle pensioni come la Rita, la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata.

Vediamo in cosa consiste e i requisiti necessari nel nuovo anno per richiederla.

Requisiti approvati con la Legge di Bilancio per richiedere la Rita

La Rita, è una Rendita Integrativa Temporanea Anticipata a favore dei lavoratori che hanno cessato una attività lavorativa e non presentano ancora i requisiti di legge per richiedere una pensione. E’ necessario, che siano rispettati alcuni importanti requisiti come:

  • Compimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i 5 anni successivi. Al 2018, è richiesta una età di 66 anni e sette mesi per esercitare tale diritto. Dal 2019, invece, l’età è aumentata a 67 anni.
  • Presenza di almeno 20 anni di contributi da parte del lavoratore che richiede l’accesso alla RITA per il 2018.

Con la Legge di Bilancio del 2018, la Rita diventa una misura strutturale a favore di chi è già iscritto ad una forma complementare e ha perso il lavoro in tarda età. Lo scopo è di favorire un ingresso più graduale alla pensione di vecchiaia, essendo prossimi alla maturazione del suddetto requisito, con una misura più specifica approvata al riguardo.

Novità Legge di Bilancio sulle pensioni e sulla misura della RITA

La RITA, si arricchisce di importanti novità rispetto alla nuova legge di Bilancio, abolendo un requisito anagrafico obbligatorio di 63 anni. In merito, infatti, è stato approvato un limite più ampio di 5 anni dalla pensione di vecchiaia per coloro che hanno perso lavoro in tale arco temporale. Confermati, invece, i requisiti sui contributi previdenziali, ovvero un minimo di 20.

Accertati questi requisiti, sarà possibile avviare la presentazione di una nuova domanda online. Previa cessazione ufficiale del rapporto di lavoro tramite dimissioni o licenziamento e con rilascio della certificazione Inps per l’accesso all’Ape volontaria. Si attendono, in merito, anche comunicazioni ufficiali rispetto alle procedure da attivare in merito.

Novità pensioni Legge di Bilancio 2018 anche per l’Ape sociale e volontaria

Tra le novità delle pensioni sulla Legge di Bilancio 2018, anche la proroga dell’Ape volontaria a tutto il 2019 e l’ampliamento delle categorie ammesse all’Ape sociale, ovvero 15 nuove categorie di lavori gravosi come marittimi, pescatori, agricoltori e siderurgici.

Tali categorie, potranno esercitare il diritto alla pensione, non appena avranno compiuto i 63 anni e in presenza dei requisiti di legge. Per le restanti categorie lavorative non incluse nel nuovo elenco dei lavori gravosi, si conferma una età pensionabile minima per la pensione di vecchiaia di 66 anni e sette mesi per il 2018. Al 2019, invece, il nuovo aumento dell’età pensionabile a 67 anni.

Sempre nel nuovo anno, infine, il via anche per il nuovo calendario sui pagamenti delle pensioni. Formalizzato il meccanismo del secondo giorno bancabile per le emissioni dei pagamenti e il ritiro degli assegni in Istituti di Credito e Poste Italiane. Al 03 gennaio 2018, la prima data utile per il pagamento delle pensioni del mese.

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Sull'Autore

Laureata in economia e commercio con una tesi in Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane, si occupa della redazione di contenuti economici da oltre 4 anni.

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