Nuovo bonus patente fino a 2.500 euro per il 2022: cos’è e come funziona

Il bonus patente 2022 è una novità inclusa del decreto Milleproroghe, che si rivolge a destinatari ben precisi. La guida rapida.


Tra le numerose novità connesse al decreto Milleproroghe, recentemente convertito in legge, vi è quella inerente al cd. bonus patente 2022, frutto di un emendamento ad hoc inserito in sede di conversione in Legge. In estrema sintesi siamo innanzi ad un voucher, di valore massimo pari a 2.500 euro, mirato ai giovani al di sotto dei 35 anni di età, che intendono conseguire la patente CQC, ossia l’abilitazione alla guida professionale di mezzi pesanti per conto terzi. Nello specifico, il contributo in questione è stato introdotto dall’articolo 10, commi da 3-terdecies a 3-quinquies del Decreto Milleproroghe.

Chiaro che l’introduzione del bonus contribuisce a favorire la ripresa dell’occupazione, in particolare in un settore chiave per l’economia italiana, come quello dei trasporti su gomma. Proprio in questo ambito, infatti, si registra una carenza di autisti. Ecco allora i principali dettagli in merito al suddetto voucher.

Bonus patente 2022, come funziona

Lo abbiamo accennato: è quasi pronto a partire il nuovo bonus patente 2022 dedicato ai giovani under 35, che desiderano ottenere la patente di guida dei mezzi pesanti, per lavorare nel settore dell’autotrasporto. Come accennato, è un voucher, previsto dal Decreto Milleproroghe, erogato entro un tetto massimo e sfruttabile dal primo luglio di quest’anno fino al 2026.

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Ecco in sintesi il profilo di questo bonus, anche chiamato ‘buono patente autotrasporto’:

  • si tratta di un contributo erogato sotto forma di rimborso corrispondente all’80% della spesa sostenuta per l’abilitazione;
  • 2.500 euro è l’importo massimo della copertura del citato bonus;
  • la finalità è agevolare coloro che intendono conseguire la patente e l’abilitazione alla guida professionale (CQC);
  • i destinatari sono i giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni che vogliono diventare autotrasportatori di professione.

In particolare, la certificazione CQC, ossia la Carta di Qualificazione del Conducente, abilita i conducenti di mezzi pesanti, conducenti di mezzi che hanno massa al di sopra (a pieno carico) di 3,5 tonnellate, al trasporto di merci e persone. In base alla normativa vigente, l’appena citata abilitazione è obbligatoria per tutti i conducenti che trasportano merci o persone.

Come e quando fare domanda

Tutti coloro che sono interessati a lavorare come autotrasportatori, debbono sapere che non è ancora possibile fare domanda e dunque richiedere il nuovo voucher patente 2022. Ma si sa già che la richiesta del beneficio dovrà essere fatta online su una nuova piattaforma informatica, predisposta dal Ministro delle Infrastrutture.

Pertanto, al fine di conoscere le modalità di presentazione domanda del bonus patente 2022, sarà obbligatorio attendere la pubblicazione del decreto attuativo del Ministro delle Infrastrutture, di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze.

Saranno necessari alcuni mesi, ma si tratta di un provvedimento essenziale per capire quali saranno le modalità pratiche di versamento del rimborso all’80%. Le spese sostenute, e su cui scatta il rimborso in oggetto, dovranno comunque essere debitamente documentate da colui che intende ottenere il contributo.

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Quali sono i fondi disponibili e quali sono le finalità del contributo

Appare piuttosto chiaro che, in termini pratici, il voucher patente ha una rilevanza nient’affatto secondaria e può dare certamente una mano a tutti coloro che vogliono conseguire la patente per la guida professionale dei mezzi pesanti. Nel dettaglio, i costi legati all’ottenimento di una comune patente C comportano di versare all’incirca 1.200 euro per la scuola guida. E più di 800 euro, se l’esame è preparato come privatisti. Inoltre, il prezzo dell’estensione E è attorno ai 750 euro. Non solo: per la carta di qualificazione del conducente o CQC – obbligatoria per tutti coloro che vogliono lavorare come autotrasportatori – l’esborso può superare i duemila euro.

Concludendo, ribadiamo che detto credito per la patente serve dunque ad agevolare coloro che intendono inserirsi professionalmente nel mondo dei trasporti, per lavorare come camionisti e contribuire a rilanciare un settore in cui vi è una effettiva mancanza di autisti. Ma attenzione: si tratta di beneficio che può essere richiesto una sola volta, non rappresentando reddito imponibile del beneficiario; e non risultando dunque ai fini del computo del valore dell’Isee.

Per quanto riguarda i dettagli, ed in particolare i termini e le modalità per presentare la domanda, ribadiamo infine che occorrerà attendere il decreto ministeriale attuativo.

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