Certificato di vaccinazione Covid: cos’è, come funziona e finalità. I dettagli

Il certificato di vaccinazione Covid, o certificazione verde, è una delle novità in arrivo con nuovo decreto del Governo. Facciamo il punto.


Nella bozza del decreto legge sulle riaperture a partire dal 26 aprile, trova spazio anche il cosiddetto certificato verde di avvenuta vaccinazione. Detto certificato sarà utile per quanto attiene alle nuove regole sugli spostamenti tra regioni, di cui al prossimo provvedimento del Governo.

Il funzionamento della novità inclusa nella bozza del nuovo decreto si trova all’articolo 10 del documento, che a breve sarà oggetto di discussione in Consiglio dei Ministri.

Molto se ne sta parlando in questi giorni e così sarà presumibilmente anche nell’immediato futuro. D’altronde il certificato di vaccinazione Covid o, più in generale, certificazione verde costituisce un vero e proprio ‘pass‘, che consentirà di muoversi liberamente tra regioni di colore differente. Attenzione però a non confonderlo con il passaporto vaccinale, ossia il green pass europeo, su cui le Istituzioni UE stanno lavorando in queste settimane e del quale è stata annunciata la piena operatività a partire dal primo luglio.

Qui di seguito, però, vogliamo focalizzarci sul certificato di vaccinazione Covid, e sul rilievo che ha a livello interno. Cerchiamo di individuarne i tratti essenziali, come funziona e come si ottiene. Facciamo chiarezza.

Certificato di vaccinazione Covid: di che si tratta?

A partire dal 26 aprile, in virtù delle attese novità normative, ritornano le zone gialle nella penisola. Ciò si lega alla previsione della proroga dello stato d’emergenza, fino al 31 luglio 2021.

In queste aree la circolazione delle persone sarà libera, per un progressivo ritorno alla normalità della routine quotidiana. Sempre a partire dal 26 aprile sarà data precedenza alle attività all’aperto, in primis la ristorazione con tavoli fuori, sia per le ore di pranzo che per quelle di cena.

Chi invece, sempre dal 26 aprile, intende spostarsi in regioni di diverso colore, ossia zone arancioni e rosse, o vorrà assistere ad uno spettacolo (ad es. al teatro) dovrà essere munito di  green pass, vale a dire il certificato vaccinazione Covid o certificazione verde. Detto documento rappresenta una sorta di permesso per poter oltrepassare la soglia delle regioni con i livelli di pericolo di contagio più alti.

Il certificato di vaccinazione Covid è rilasciato già alla somministrazione della prima dose di vaccino. Come risulta dalla bozza di decreto, l’interessato potrà ottenerlo o in formato cartaceo o in quello digitale. Inoltre, saranno i medici della struttura presso la quale è stato compiuto il vaccino, ad occuparsi della fase di redazione. Ma tutti gli opportuni dettagli saranno resi noti con l’ufficializzazione del decreto riaperture. 

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A cosa serve il certificato di vaccinazione?

Non solo: nel documento, che sarà in seguito incluso nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato –  oltre ai necessari dati anagrafici – troverà spazio anche il numero di dosi somministrate, rispetto al numero di dosi previste. Per i soggetti guariti dal coronavirus, il certificato sarà rilasciato dalla struttura in cui vi è stato il ricovero del paziente; mentre per i non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Attenzione però a questo dettaglio: il pass in oggetto perde validità se l’interessato risulti in seguito di nuovo positivo al coronavirus.

La funzione della certificazione verde Covid è quella di fare chiarezza sulla situazione sanitaria del possessore, per consentirgli di svolgere un viaggio o di partecipare ad un evento musicale, ad esempio. Pertanto, tramite questo pass sarà possibile attestare una delle seguenti condizioni:

  • il cittadino è stato vaccinato;
  • ha già avuto il coronavirus;
  • o ha effettuato un tampone risultato negativo nelle ultime 48 ore, prima di intraprendere un nuovo viaggio.

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Le finalità del ‘green pass’ italiano sono più d’una

Il nuovo decreto legge è ormai prossimo al varo: siamo infatti ai dettagli, da discutere nell’imminente Consiglio dei Ministri. Da lunedì 26 aprile, più spazi saranno concessi agli italiani, giacchè vi sarà un allentamento progressivo delle restrizioni delle ultime settimane. Come accennato, torneranno altresì le zone gialle e la scelta del nuovo green pass italiano, ossia del certificato di vaccinazione Covid va appunto nella direzione di consentire una boccata di ossigeno agli italiani, permettendo a chi vorrà, di potersi spostare con il pass apposito, nelle zone arancioni e gialle della penisola.

Non solo: come accennato, questa sorta di ‘passaporto’ servirà, ad esempio, per poter assistere ad uno spettacolo teatrale o ad un concerto dal vivo, ma anche per seguire come spettatore una partita di calcio allo stadio. Per questa via, da un lato sarebbe così salvaguardata l’esigenza di tutela della salute; mentre dall’altro sarebbero nuovamente concesse libertà fondamentali ai cittadini e occasioni di svago.

Ma è chiaro che una ulteriore finalità del certificato vaccinazione Covid – o più in generale ‘certificazione verde’ –  che si lega al più generale piano di ripresa socio-economica del Paese, è dare una risposta concreta ai tanti lavoratori del mondo dello spettacolo, i quali negli ultimi giorni sono andati in piazza per protestare contro la situazione di stallo e di blocco di tutte le attività di intrattenimento, persistenti ormai da molti mesi.

Sono ben note, infatti, le oggettive difficoltà economiche che gravano sul settore degli spettacoli teatrali, cinema e concerti. Ecco perchè il certificato vaccinazione Covid – che attesta una delle 3 condizioni sopra indicate – è mirato altresì ad assicurare di nuovo la presenza del pubblico agli spettacoli dal vivo, specialmente ora con l’avvicinarsi della stagione estiva.

Quanto dura il certificato vaccinazione?

Il certificato di vaccinazione Covid, o comunque comprovante la guarigione dal virus o l’effettuazione del tampone negativo, ha una durata differente a seconda di come lo si è ottenuto. Infatti, detto documento cartaceo o digitale – rilasciato anche tramite app, arriveranno presto indicazioni in proposito – avrà una durata di 6 mesi per i vaccinati e i guariti; ma di 48 ore per chi si effettuerà un test antigenico o molecolare con esito negativo.

In attesa, tutti coloro che necessitano di un certificato vaccinale o sulla guarigione dal Covid, possono fare riferimento o all’Asl locale; o al medico di famiglia. Nel particolare caso in cui  il cittadino abbia soltanto fatto il tampone, potrà mostrare l’attestato con il risultato negativo del test effettuato 48 ore prima, per poter esercitare i propri diritti.

Rimarchiamolo: per coloro che effettueranno il test antigenico rapido o molecolare con esito negativo, la certificazione verde durerà soltanto 48 ore, e sarà emessa dalla struttura stessa che ha svolto il tampone, ossia farmacie; medici di medicina generale; pediatri; strutture sanitarie pubbliche; private e accreditate.

Attenzione però: il certificato vaccinazione Covid o certificazione verde permarrà in vigore fino all’attivazione della piattaforma europea, in cui saranno inclusi anche i certificati nazionali. In altre parole, scatterà a breve il meccanismo del cosiddetto DGC-Digital Green Certificate, interoperabile a livello europeo, e sostituirà l’attuale assetto. Data di avvio dovrebbe essere il prossimo primo luglio.

Concludendo, ricordiamo che nella bozza di decreto sono incluse anche le conseguenze nel caso di aggiramento delle norme sul certificato vaccinazione Covid: sono previste sanzioni penali, ed altresì la pena della reclusione.

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