Decreto Sostegno e nuova Pace Fiscale per imprese e partite IVA: le novità in arrivo

Il decreto Sostegno è il primo importante provvedimento del Governo Draghi, un cambio di metodo rispetto ai decreti Ristori. Ecco perchè.


Novità significative sono attese nei prossimi giorni, a favore di imprese e professionisti. Infatti, nel nuovo decreto su cui sta lavorando l’Esecutivo guidato da Mario Draghi, il tema centrale non è più rappresentato dai cd. ‘ristori’ nei confronti dei settori dell’economia più danneggiati da pandemia e lockdown.

Il focus ora è tutto sugli aiuti economici alle generalità delle partite IVA di professionisti e imprese. L’intenzione è quella di considerare il calo annuale di compensi e fatturato come parametro fondamentale, indipendentemente dall’assai discusso codice Ateco. Ecco perchè si parla non più di ‘decreto Ristori’, bensì di ‘decreto Sostegno‘. Cambia infatti il metodo.

Mancano comunque ancora pochi giorni, perciò tra poco vedremo quale saranno i contenuti ufficiali del primo maxi-provvedimento del nuovo Governo Draghi, che – inoltre –  potrebbe anche comprendere una nuova pace fiscale e interessanti aggiornamenti sul fronte delle tasse. Vediamo più da vicino.

Decreto Sostegno: provvedimento atteso entro pochi giorni. Bloccati i ristori generici

In effetti, il citato decreto Sostegno rappresenta, in qualche modo, un cambio di rotta rispetto al passato. Già l’ex ministro dell’Economia Gualtieri lo anticipò. Ora lo stesso Mario Draghi ne ha dato conferma in Parlamento: nel decreto Sostegno con gli aiuti economici arriva lo stop ai generici ristori per categoria. Piuttosto, gli aiuti saranno erogati a coloro che quantificheranno e attesteranno un oggettivo calo di fatturato, al di là dell’inclusione o meno in uno dei codici Ateco.

In buona sostanza, come accennato, cambia il metodo, tanto da poter dire che i contributi saranno potenzialmente diretti alla generalità delle partite Iva; ovviamente con gli opportuni requisiti (in questi giorni, si parla di un tetto di 5 milioni di fatturato). In altre parole, il decreto Sostegno ammette agli aiuti anche i cd. professionisti in Albo, senza più i rischi del doppio binario, che avrebbe comportato diversi livelli di indennizzo e differenti tempistiche. Criteri di omogeneità di distribuzione degli aiuti caratterizzeranno dunque l’imminente decreto Sostegno.

Ma attenzione: secondo gli osservatori, ciò non toglie che in questo provvedimento, con tutta probabilità, saranno incluse anche forme di indennizzo ad hoc; riservate ai settori del mondo del lavoro che maggiormente hanno risentito dei recenti provvedimenti di chiusura e restrizioni. Ci riferiamo ovviamente a coloro che lavorano presso gli impianti sciistici; e, più in generale, a tutti quelli che trovano occupazione nell’ambito del turismo invernale.

Nuova pace fiscale: le prospettive da giugno

Come accennato, assai probabili anche le novità in tema di pace fiscale, ossia quel progetto ampio ed articolato, mirato a semplificare la vita ai contribuenti; permettendo loro di chiudere cartelle e debiti verso il fisco, in modo agevolato ed anche senza l’applicazione di sanzioni ed interessi. Il tema della pace fiscale, che sarà auspicabilmente incluso nel prossimo decreto Sostegno, è di vitale importanza, se pensiamo che mira da un lato a ridurre i contenziosi e, dall’altro, a snellire il magazzino del gettito non riscosso da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Si ipotizza infatti la moratoria sulla attuale rottamazione-ter fino a maggio, ma non solo. In arrivo anche una nuova edizione del saldo e stralcio, in via automatica, per le cartelle dal 2015 fino a 5.000 euro; e della rottamazione-quater per le cartelle, ossia per le somme iscritte a ruolo di importo superiore, da versarsi senza interessi, né sanzioni in rate biennali.

Sono intuibili le due finalità che sorreggono la nuova pace fiscale: da una parte infatti i cittadini-contribuenti sono in qualche modo supportati nella ripartenza delle attività, non essendo oltremodo gravati sul piano fiscale; dall’altro, le attività di riscossione possono, per questa via, riprendere con gradualità e focalizzarsi soprattutto sulle situazioni per le quali ha più senso tentare il recupero delle somme dovute al fisco. D’altronde, è ben noto che dal primo marzo è ricominciata l’attività di riscossione, che deve smaltire qualcosa come 5o milioni di iscrizioni a ruolo, ossia circa 1.000 miliardi di debiti non sempre facilmente esigibili. Appare dunque chiaro e ovvio optare per una nuova pace fiscale, con regole di favore per i contribuenti, nella ricerca di un delicato equilibrio con il fisco.

Rottamazione delle cartelle 2021: le novità

Attenzione anche alla delicata questione delle notifiche delle vecchie e nuove cartelle e degli avvisi di accertamento, giacchè da inizio marzo sono state avviate le prime comunicazioni, ma senza emissione di massa. Infatti, l’ottica è quella di scaglionare gli atti arretrati nel corso del prossimo biennio. Per quanto riguarda, invece, le rate dei piani delle vecchie rottamazioni cartelle, dal decreto Sostegno ci si attende la dilazione di due mesi per la decorrenza delle scadenze di pagamento. Ciò permetterebbe alle vecchie rottamazioni di collegarsi, in una coerente visione d’insieme, alla nuova rottamazione, attesa per giugno 2021.

Anzi, come precisato da fonti ministeriali, la moratoria in oggetto potrà essere ufficializzata anche dopo i termini scaduti (primo marzo). In buona sostanza, sarà ammesso di sanare il mancato versamento – riconosciuto dunque valido anche a termine scaduto – con una rimessione dei termini stessi. Tuttavia, la proroga avrà ad oggetto esclusivamente le rate della rottamazione.

Dal Decreto Ristori al Decreto Sostegno: cosa cambia

Da questo primo decreto Sostegno, si intravede dunque un cambio di prospettiva all’interno del nuovo Governo Draghi. Come accennato all’inizio, infatti, è il metodo che è diverso. Saranno abbandonati i chiacchierati ‘ristori’, per introdurre – probabilmente – il termine ‘sostentamento’ o ‘sostegno’, quasi a segnare – anche dal punto di vista terminologico – il cambio di passo rispetto al precedente Esecutivo.

Si tratterà dunque di veri e propri indennizzi che spetteranno a tutte le attività economiche lese dalla pandemia e dalle restrizioni del lockdown; detti contributi prescinderanno dai discussi codici Ateco, per puntare alla generalità delle partite Iva. La finalità è di ampliare la platea dei beneficiari degli aiuti economici; comprendendo anche chi è stato finora escluso dai ‘ristori’.

Concludendo, un’altra interessante novità attiene al criterio con il quale sarà quantificata la percentuale di indennizzo; rileverà il calo di fatturato su base annua, che potrebbe essere del 33% del 2020 rispetto al 2019, mettendo da parte il precedente parametro di riferimento del mese di aprile. Non resta dunque che attendere ancora qualche giorno per vedere tutte le novità messe nero su bianco, nel primo importante provvedimento del Governo Draghi.