Più soldi in busta paga, bonus rafforzati per le famiglie, nuove tutele per chi lavora e un profondo intervento su welfare e previdenza. Con l’entrata in vigore della Manovra 2026, il quadro delle misure che incidono su redditi, diritti e sostegni pubblici cambia in modo significativo.
La legge 30 dicembre 2025, n. 199 – pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre – mette in campo circa 22 miliardi di euro senza aumentare il disavanzo e punta a sostenere il potere d’acquisto, ridurre la pressione fiscale sul lavoro e rafforzare le politiche per famiglie e occupazione.
Dal taglio dell’IRPEF alla detassazione delle buste paga, dai bonus per genitori e caregiver alle novità su ISEE, Assegno di Inclusione, NASpI e pensioni, ecco cosa cambia davvero nel 2026 e quali sono le misure che avranno effetti concreti nella vita quotidiana di famiglie e lavoratori.
Busta paga: IRPEF più leggera e nuove detassazioni
Tra le misure di maggiore impatto immediato c’è la revisione dell’IRPEF. Dal 2026 l’aliquota del secondo scaglione (redditi tra 28.000 e 50.000 euro) scende dal 35% al 33%, con un risparmio che può arrivare fino a 440 euro annui. Per evitare benefici sui redditi più elevati, è prevista una riduzione di pari importo delle detrazioni per chi supera i 200.000 euro annui.
Sul fronte delle retribuzioni, la manovra introduce una tassazione agevolata dei rinnovi contrattuali: gli incrementi salariali legati a contratti rinnovati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026 scontano un’imposta sostitutiva del 5%, se percepiti nel 2026 da lavoratori del settore privato con reddito 2025 fino a 33.000 euro.
Importanti anche le novità sui premi di produttività. Per il 2026 e 2027 l’aliquota sostitutiva scende addirittura all’1% per le somme legate alla partecipazione agli utili d’impresa, mentre il limite agevolabile sale da 3.000 a 5.000 euro.
Turni, festivi e buoni pasto: più netto in busta paga
La Legge di Bilancio 2026 interviene anche su una voce spesso trascurata ma molto sentita: le maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni. Per il solo 2026, tali compensi – fino a 1.500 euro annui – sono assoggettati a un’imposta sostitutiva del 15%, applicata dai datori di lavoro privati, salvo rinuncia scritta del lavoratore. La misura riguarda chi nel 2025 ha avuto un reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro.
Sale inoltre la soglia di esenzione dei buoni pasto elettronici, che passa da 8 a 10 euro al giorno, con un beneficio netto per lavoratori e aziende.
Famiglie e sostegni sociali: carta spesa, bonus mamme e congedi
Per le famiglie con redditi più bassi viene rafforzata la Carta “Dedicata a te”, destinata all’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Il Fondo viene incrementato di 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, a favore dei nuclei con ISEE fino a 15.000 euro.
Cresce anche il bonus mamme, che sale da 40 a 60 euro mensili. L’aumento riguarda sia le lavoratrici dipendenti sia le autonome con due figli (fino ai 10 anni del secondogenito) o con più di due figli (fino ai 18 anni del più piccolo), nel rispetto dei requisiti reddituali previsti.
Sul fronte della conciliazione vita-lavoro, la manovra rafforza i congedi parentali: il diritto viene esteso fino ai 14 anni del figlio, con ampliamento dei giorni indennizzati al 30% e maggiori tutele anche per i figli con disabilità e per i casi di adozione e affidamento.
ISEE 2026: patrimonio, prima casa e DSU precompilata
Uno dei capitoli più delicati riguarda l’ISEE. Dal 2026 entrano nel calcolo del patrimonio mobiliare anche giacenze in valuta estera, criptovalute e rimesse di denaro all’estero, comprese quelle effettuate tramite money transfer. Le prestazioni in corso restano valide fino all’adozione dei decreti attuativi.
Cambiano anche le regole sulla prima casa: la franchigia sale da 52.500 a 91.500 euro, con un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Viene inoltre rivista la scala di equivalenza, anticipando modifiche strutturali del regolamento ISEE.
Dal 2026, inoltre, l’INPS collaborerà con Ministero dell’Interno e ACI per la DSU precompilata, ampliando le banche dati utilizzate per la compilazione automatica.
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Assegno di Inclusione, NASpI e ammortizzatori
Sul fronte del welfare, una novità molto attesa riguarda l’Assegno di Inclusione: viene eliminato il mese di sospensione dopo la 18ª mensilità. I beneficiari potranno rinnovare l’ADI senza soluzione di continuità per ulteriori 12 mesi, con una prima mensilità ridotta al 50%.
Cambiano anche le regole per l’anticipazione NASpI, che non sarà più erogata in un’unica soluzione ma in due rate: 70% iniziale e 30% finale, subordinata alla verifica della mancata rioccupazione e dell’assenza di pensione diretta.
La manovra proroga e rifinanzia numerosi strumenti di cassa integrazione, interventi per aree di crisi industriale complessa, pesca marittima, ILVA e imprese di interesse strategico nazionale, con stanziamenti complessivi rilevanti per il 2026-2028.
Pensioni e previdenza complementare
Per i pensionati in condizioni di disagio economico aumenta l’incremento delle maggiorazioni sociali, che passa da 8 a 20 euro mensili. Contestualmente viene innalzato il limite reddituale per l’accesso al beneficio.
È prorogata al 31 dicembre 2026 l’APE Sociale, mentre viene sterilizzato l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile per i lavori gravosi e usuranti.
Dal 1° luglio 2026 scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato che non esprimono una scelta entro 60 giorni, con un rafforzamento del ruolo di vigilanza della COVIP e un inasprimento delle sanzioni.

Imprese, occupazione e pari opportunità
La legge autorizza esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato nel 2026, con particolare attenzione a giovani, donne svantaggiate e Mezzogiorno. Sono previste misure specifiche per le madri con almeno tre figli, con esoneri fino a 8.000 euro annui.
Viene istituito un Fondo da 1,3 miliardi di euro per il sostegno alle imprese, anche in chiave Transizione 4.0, e prorogate le agevolazioni ZES, comprese le zone colpite dal sisma del Centro Italia 2016.
Welfare, diritti e politiche sociali
La manovra rafforza il sistema di welfare territoriale: nasce il Sistema di garanzia dei LEPS sociali, aumentano i fondi per caregiver familiari, minori, contrasto alla violenza di genere, tratta degli esseri umani e benessere psicologico. Incrementate anche le risorse per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro.
Conclusioni
La Legge di Bilancio 2026 conferma una linea di interventi diffusi, con molte misure settoriali e una forte attenzione a lavoro, famiglie e inclusione sociale.
Non tutte le novità avranno effetti immediati, ma il quadro che emerge è quello di una manovra che ridisegna pezzi importanti del sistema fiscale, previdenziale e di welfare, con impatti destinati a farsi sentire nel corso dell’anno.
Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
