Superbonus 110%, il portale informativo del Governo. Ecco i dettagli

E' on line un portale del Governo dedicato interamente al superbonus 110%. Ecco di cosa si tratta e cosa contiene. I dettagli.


Da qualche giorno è on line un portale web del Governo dedicato interamente al superbonus 110%. Sul portale sono presenti sezioni dedicate sia ai contribuenti sia alle imprese. Inoltre sono state pubblicate nuove FAQ su specifici casi pratici che riguardano l’applicazione della detrazione fiscale al 110%.

Tra i chiarimenti più importanti se ne segnala uno sull’apposizione del visto di conformità sulla documentazione per ottenere il superbonus. A tal proposito, il visto di conformità può essere apposto anche dai CAF dipendente e CAF imprese, i quali possono svolgere assistenza fiscale ai fini dell’opzione per la cessione della detrazione o per lo sconto in fattura.

Ecco i dettagli.

Superbonus 110%, cos’è

Il superbonus 110% consiste in una detrazione del 110% che premia gli interventi di risparmio energetico e di riduzione del rischio sismico sugli edifici residenziali introdotta dal Dl 34/2020 (Decreto Rilancio). La detrazione spetta anche per gli immobili ad uso promiscuo e in tale caso,  è calcolata sulla metà della spesa sostenuta per gli interventi agevolati.

La Legge di bilancio 2021 ha prorogato il superbonus fino al 30 giungo 2022 e sono agevolate le spese sostenute fino alla data citata. Attenzione, per gli interventi condominiali che alla data del 30 giugno 2022 si trovano in uno stato di completamento di almeno il 60%, sono agevolate le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022. Inoltre per le spese 2022 la detrazione è ammessa in 4 quote annuali di pari importo anziché 5.

Come funziona lo sconto in fattura

E’ sempre ammessa la possibilità di richiedere all’impresa che esegue i lavori lo sconto in fattura (subordinato al consenso del fornitore) pari al corrispettivo spettante all’impresa per i lavori effettuati e lo sconto può essere anche parziale.

Come funziona la cessione del credito

In alternativa alla detrazione e allo sconto, è possibile optare per la cessione della detrazione. La cessione della detrazione, sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione in F24, può essere disposta in favore dell’impresa che ha eseguito i lavori o di privati, anche se non hanno alcun collegamento con i lavori detraibili. Inoltre, la cessione può essere disposta anche in favore di banche e altre intermediari finanziari.

Coloro che ricevono il credito hanno a loro volta possibilità di ulteriore cessione del credito.

Superbonus 110%, il nuovo portale del Governo

Da circa una settimana è stato messo on line il portale ufficiale dedicato al 110% www.governo.it/it/superbonus. Il portale si compone di una serie di sezioni tra le quali: cittadini, imprese, guida e documenti, consulta le FAQ.

Sui documenti è opportuno ricordare che, come da circolare dell’Agenzia delle entrate numero 24/E 2020:

  • Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto è necessario acquisire il visto di conformità dei dati. Si tratta dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al Superbonus.
  • Inoltre ai fini dell’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente al predetto Superbonus, bisogna avere l’asseverazione del rispetto dei requisiti tecnici degli interventi effettuati nonché della congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Nuove FAQ superbonus

Ad ogni modo, nella sezione FAQ sono stati pubblicati una serie di quesiti di particolare importanza. Riportiamo le principali.

Criterio di cassa o di competenza

Con riferimento all’applicazione del criterio di cassa o di competenza, in caso di sconto in fattura, si può fare riferimento – in luogo della data dell’effettivo pagamento – alla data di emissione della fattura da parte del fornitore? La disposizione che disciplina il Superbonus fa rinvio alle «spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021».

Con la circolare n. 24/E del 2020 è stato già chiarito che in applicazione dei principi generali, ai fini dell’individuazione del periodo d’imposta in cui imputare le spese stesse occorre fare riferimento:

  • per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, e gli enti non commerciali, al criterio di cassa e, quindi, alla data dell’effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui i pagamenti si riferiscono. Ad esempio, un intervento ammissibile iniziato a luglio 2019, con pagamenti effettuati nel 2019, nel 2020 e nel 2021, consentirà la fruizione del Superbonus solo con riferimento alle spese sostenute nel 2020 e 2021;
  • per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali, al criterio di competenza e, quindi, alle spese da imputare al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020 o al 31 dicembre 2021, indipendentemente dalla data dei pagamenti.

Condòmino moroso: che succede?

Un condòmino “moroso” che non paga le quote condominiali, può cedere il credito d’imposta corrispondente alle detrazioni spettanti?

L’amministratore di condominio deve comunicare all’Agenzia delle entrate le cessioni dei crediti corrispondenti alle detrazioni esclusivamente per un ammontare proporzionato al rapporto tra quanto versato da ciascun condomino entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento della spesa e quanto dovuto dal condomino stesso.

Se il condomino ha manifestato l’intenzione di cedere il credito a soggetti terzi, diversi dai fornitori, l’amministratore dovrà comunicare l’opzione per la cessione del credito. Questo solo se il condomino ha versato al condominio quanto a lui imputato; in caso di versamenti parziali, solo in proporzione a quanto pagato rispetto al dovuto.

Nel caso di “condòmino moroso”, pertanto, l’amministratore non dovrà comunicare nessun dato riferito allo stesso; questo perchè non avendo versato le quote condominiali, non ha diritto alla detrazione. Il recupero del credito verso il condomino moroso, rientrando tra i rapporti di diritto privato tra condominio e condomino, non investe profili di carattere fiscale.

Attenzione, ai fini della detrazione, il condòmino moroso ha tempo fino al termine di presentazione del modello Redditi per pagare le quote a suo carico ed inserirle nella dichiarazione ai fini della detrazione. Questo chiarimento era stata fornito dall’Agenzia delle entrate in riferimento ai lavori ordinari di ristrutturazione e risparmio energetico su parti comuni condominiali.

FAQ Sconto in fattura

In caso di sconto in fattura per interventi su parti comuni condominiali si deve rilasciare fattura unica o frazionata fra i vari condòmini?

Trattandosi di fattura per interventi su parti comuni degli edifici la fattura deve essere rilasciata al singolo condominio.

Tale soluzione è in linea con quanto previsto nel caso in cui si scelga di recuperare l’agevolazione come detrazione. In questo caso, infatti, ogni condomino godrà della detrazione calcolata sulle spese, fatturate al condominio, imputate in base alla suddivisione millesimale degli edifici, o secondo i criteri individuati dall’assemblea condominiale.

FAQ Cessione del credito

Se si opta per la cessione del credito, questo può essere recuperato in capo al cessionario, in assenza dei presupposti per l’applicazione della detrazione?

Nella circolare n. 24/E del 2020 dell’Agenzia delle Entrate vi è stata una precisazione a riguardo. Se un soggetto acquisisce un credito d’imposta, ma durante i controlli viene rilevato che il contribuente non aveva diritto alla detrazione, il cessionario che ha acquistato il credito in “buona fede” non perde il diritto ad utilizzarlo.

Attenzione, il cessionario risponderà della violazione solo in due casi:

    1. se l’Ufficio accerta il “concorso” nella violazione;
    2. per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d’imposta ricevuto.

FAQ visto di conformità

Il visto di conformità può essere rilasciato dai Responsabili per l’assistenza fiscale (RAF)? Sia essi CAF Imprese, CAF Dipendenti, a prescindere dalla natura giuridica del soggetto che effettua l’opzione?

Il visto di conformità è rilasciato dai soggetti indicati alle lettere a) e b) del comma 3 dell’articolo 3 del d.P.R. n. 322 del 1998, e dai responsabili dell’assistenza fiscale dei CAF. Entrambe le tipologie di CAF (CAF dipendenti e CAF impresa) possono rilasciare il visto di conformità.

Inoltre, tenuto conto che tale attività rimane fuori dagli adempimenti dichiarativi, sia CAF impresa che CAF dipendenti possono prestare assistenza a tutti i contribuenti. A prescindere dal fatto che si producono reddito d’impresa o di lavoro dipendente.