A pagare la manovra saranno soprattutto i pubblici dipendenti e la ricerca

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La manovra economico finanziaria tra gli innumerevoli punti, contiene il capitolo “dipendenti pubblici” che, a conti fatti, saranno coloro che pagheranno più di tutti.

Il Consiglio dei Ministri ha varato la manovra economica – finanziaria di 24 miliardi di euro in due anni; tra gli innumerevoli punti, c’è il capitolo “dipendenti pubblici” che, a conti fatti, saranno coloro che pagheranno più di tutti.

La manovra ha congelato gli stipendi di tutti i pubblici impiegati: a partire dal 2010 e per i prossimi tre anni, il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, compreso il trattamento accessorio, non può superare il trattamento in godimento nell’anno 2009. Inoltre, fino al 2013 i gli stipendi complessivi dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche, che superano i  90mila euro lordi annui saranno ridotti del 5% per la parte eccedente il predetto importo fino a 130mila euro, nonché del 10% per la parte eccedente 130mila euro.

“I rinnovi contrattuali del personale dipendente dalle pubbliche amministrazioni per il biennio 2008-2009 non possono determinare aumenti retributivi superiori al 3,2 per cento. Anche per la scuola è previsto che  l’organico degli insegnanti di sostegno per l’anno 2010-2011 deve rimanere invariato rispetto all’a.s. 2009/2010.”

Le donne andranno in pensione più tardi. A partire da gennaio 2016 (anziché nel 2018 come precedentemente ipotizzato) le lavoratrici del Pubblico impiego andranno in pensione a  65 anni. L’innalzamento dell’età pensionabile sarà progressivo:  dal primo gennaio 2010 il requisito anagrafico per andare in pensione sale di un anno, sarà di 62 anni al luglio 2011, di 63 a gennaio del 2013, di 64 anni a luglio 2014 e di 65 anni a gennaio del 2016.

Previste anche delle limitazione alla possibilità per le amministrazioni dello Stato di avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

Confermata anche la soppressione di alcuni enti pubblici: In particolare sono soppressi Ipsema e Ispesl con trasferimento delle funzioni e dotazioni organiche all’Inail. Soppressione dell’Ipost con trasferimento funzioni e dotazioni organiche all’Inps. Soppresso l’Isae con trasferimento di funzioni e relative risorse al Mef e all’Istat per ricercatori e tecnologi; stessa sorte all’Ente italiano montagna. Saltano o verranno ridotti anche i finanziamenti a 72 enti.

Tagli anche alla categoria dei magistrati: lo stipendio verrà decurtato del 10% nella parte eccedente gli 80.000 euro. Riduzione del 10% anche per i magistrati del Csm. Per i ministri e parlamentari a partire dal primo gennaio 2011 lo stipendio complessivo è ridotto del 10% per la parte eccedente gli 80mila euro rispetto al trattamento del 2010. Un pò pochino non vi sembra?

fonte: ilsole24ore

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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