Asinara, l'isola dei cassaintegrati

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Gli operai sardi della Vynils di Porto Torres, da quattro mesi in cassa integrazione si sono autoesiliati da oltre dieci giorni nell’isola dell’Asinara, per protesta e finchè non avranno notizie certe sul loro futuro

Non si arresta la protesta degli operai sardi della Vynils di Porto Torres, da quattro mesi in cassa integrazione; la Vynils è un’azienda chimica, attualmente in amministrazione controllata, e per una possibile soluzione sono in trattative l’Eni e la Ramco del Qatar, ma ancora non si hanno certezze.

Così un manipolo di operai ha avuto un’idea geniale; si sono autoesiliati da oltre dieci giorni nell’isola dell’Asinara (nota per il suo carcere usato negli anni di piombo per i brigatisti e, utilizzato anche da Falcone e Borsellino per la stesura del maxiprocesso). I lavoratori sono arrivati con il traghetto che garantisce i collegamenti, armati di vari generi di conforto, come coperte e sacchi a pelo, e con le bandiere del sindacato.

“Alla Rai prende il via L’isola dei famosi – ha spiegato uno degli operai – qui all’Asinara noi da oggi cominciamo L’isola dei cassintegrati e non ce ne andremo fino a quando non sapremo qualcosa sul nostro destino”. Altri lavoratori della stessa azienda stanno occupando da 50 giorni la torre aragonese di Porto Torres, decisi anche loro a non mollare.

I timori degli operai potranno svanire solo nel momento in cui si conoscerà il piano industriale della Ramco, quando l’Eni concluderà la trattativa sulle forniture. Ma al momento gli impianti restano ancora fermi. Solo quando ricomincerà la produzione in Sardegna gli operai finiranno la loro mobilitazione. Nel frattempo, il 4 marzo, ha raggiunto l’isola anche una delegazione di lavoratori dell’Alcoa di Portovesme.

Per far conoscere la loro situazione si sono affidati a fecebook; è nata così la pagina l’isola dei cassaintegrati che attualmente conta oltra 29mila membri. Si legge nella pagina: “L’isola dei Cassintegrati è un reality “reale”, purtroppo, dove nessuno è famoso, ma tutti sono senza lavoro. Trincerati in un’isola simbolo della più grande Sardegna ormai in crisi profonda, alloggiati in celle non peggiori delle sbarre che governo, regione ed Eni hanno messo loro davanti. Nessuno yacht, billionaire e soubrette su quest’isola, solo la cruda verità di una politica che non dà risposte, e di una società a controllo statale – ENI – che persegue i propri scopi aziendali passando sulle vite di migliaia di famiglie. E, non ultimi, un gruppo di operai coraggiosi che lotta per i propri diritti”.

Ma di tutto questo c’è traccia nei giornali nazionali? beh, fatta qualche dovuta eccezione, il nulla! Oramai il chiodo fisso dei media è solo raccontare la battaglia di qualche partito per accedere alle prossime elezioni regionali. Beh, io direi che è poca cosa rispetto alla situazione di tante famiglie che non riescono più a vivere con serenità e dignità perchè hanno problemi più grandi: senza lavoro non si mangia! Ed è assurdo che, per trovare voce (e magari anche una soluzione al problema) si debba ricorrere a tanto.

Allo scopo, gli operai hanno organizzato anche un evento: la voce dell’isola dei cassaintegrati in cui chiedono a tutti di dare una mano e chiedere alle maggiori testate giornalistiche di dare spazio a questa situazione.

Se vi va di aiutare e sostenere questa causa seguite il link: la voce dell’isola dei cassaintegrati.

Fonte: www.sardegnademocratica.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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