Se il bisturi è la soluzione alla paura di rimanere disoccupati

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Secondo l’Asps, American Society of Plastic Surgeons, negli ultimi anni il numero di chi si è concesso un intervento estetico è aumentato in modo inversamente proporzionale a chi ha perso il lavoro (13 milioni di trattamenti nel 2010, il 5% in più rispetto al 2009).

Sarebbe questa la nuova tendenza made in USA: farsi “un ritocchino” per affrontare meglio e, con più serenità il mondo del lavoro.

La maggioranza “sono uomini di oltre 55 anni che hanno paura di perdere il lavoro“, spiega Philip Haeck presidente Asps che, preferiscono ricorrere al bisturi soprattutto per eliminare le rughe attorno agli occhi allo scopo di darsi un’aria più giovanile in ufficio.

Anche il vecchio continente non è da meno: dal monitoraggio effettuato sulla stampa estera commissionato da Sergio Brongo, docente della seconda università di Napoli all’Osservatorio Nathan Il Saggio, per il 2010 su 100 testate (Francia, Spagna, Usa, Gran Bretagna, Austria, Germania, Svizzera e Canada), si registra un vero e proprio boom di interventi chirurgici in proporzione al calo occupazionale.

“Per la rivista inglese privatehealth.co.uk, il 30% delle dirigenti donne e il 17% degli uomini si sono sottoposti a interventi di chirurgia estetica per rafforzare le loro prospettive di carriera e guadagnare la fiducia sul lavoro, mentre il 54% delle donne e il 50,6% degli uomini ne prenderebbero in considerazione il ricorso se questo servisse a farli avanzare professionalmente”.

Beh che dire, probabilmente ricorrere al bisturi, piuttosto che al botox potrà far aumentare l’autostima e la fiducia in se stessi; purtroppo però, non è così facile come sembra… non sarà un “ritocchino” a risolvere il problema occupazionale che affligge il nostro tempo.

Articolo tratto da www.inail.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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