Congedo matrimoniale INPS: a chi spetta e come richiederlo

A chi spetta il congedo matrimoniale e come dev'essere richiesto sia per eventi a carico INPS che per le previsioni dei contratti collettivi

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +

Cos’è e come funziona il congedo matrimoniale INPS? La legge e i contratti collettivi prevedono una serie di permessi cui hanno diritto i lavoratori al verificarsi di eventi che possono riguardare la vita personale propria o dei loro familiari. Tra i più noti, i permessi riconosciuti dalla Legge n. 104/92 ai disabili gravi o loro familiari per prestare assistenza. E ancora, le ore di assenza in caso di decesso o grave infermità del coniuge, del parente entro il 2° grado o del componente la famiglia anagrafica.

Di norma, le ore di permesso sono previste dalla legge con la possibilità per i contratti collettivi di prevedere condizioni di miglior favore, in particolare per quanto riguarda il limite massimo di assenze consentite. Tra le varie tipologie di permesso si aggiunge il congedo per matrimonio, destinato a riconoscere ore e giorni di assenza per i dipendenti che si sposano.

La sua disciplina risale al Contratto Collettivo Interconfederale del 31 maggio 1941 che prevede il trattamento a carico dell’INPS per le ore di assenza degli operai. Discorso diverso per gli impiegati, la cui regolamentazione è demandata ai contratti collettivi. Vediamo nel dettaglio chi ha diritto alle ferie matrimoniali e come richiederle.

Congedo matrimoniale INPS: quanto dura e quando spetta

Il congedo ha durata pari a 15 giorni e non può essere considerato ai fini della fruizione delle ferie, dei permessi ex festività o ROL ovvero per la decorrenza del periodo di preavviso.

Si può fruire del congedo anche più volte nell’arco della vita lavorativa dell’interessato. E’ il caso ad esempio dei soggetti che si risposano (divorziati o vedovi).

In mancanza di specifiche disposizioni contrattuali, non è necessario che il congedo decorra dal giorno di celebrazione delle nozze, o che lo stesso sia compreso nei 15 giorni. E’ sufficiente che non vi sia una distanza temporale eccessiva tra le nozze e il congedo.

Il congedo spetta in occasione del matrimonio a patto che abbia validità civile.

A seguito delle modifiche introdotte con la Legge Cirinnà (Legge n. 76/2016) le disposizioni sul congedo si applicano anche per le unioni civili.

Congedo matrimoniale per operai e impiegati: differenze

Il Contratto Collettivo Interconfederale del 31 maggio 1941 prevede per gli operai e agli apprendisti di aziende industriali, artigiane o cooperative l’erogazione delle ferie per matrimonio a carico dell’INPS a copertura di 8 giorni consecutivi di astensione dal lavoro, a patto che il rapporto di lavoro sussista da almeno una settimana. Il trattamento spetta se il dipendente fruisce del congedo entro 30 giorni dalla celebrazione del matrimonio

L’importo è pari a 7 quote giornaliere della normale retribuzione. Di norma i CCNL prevedono l’obbligo per l’azienda di integrare la quota INPS fino a raggiungere la retribuzione spettante all’operaio per i 15 giorni di durata del congedo. Durante il congedo maturano TFR, ferie e mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima se prevista).

Il trattamento INPS viene anticipato dall’azienda in busta paga e da questa poi recuperato sui contributi dovuti all’Istituto e pagati con modello F24.

Congedo matrimoniale pagamento diretto INPS

Spetta invece il pagamento diretto dell’INPS ai lavoratori sospesi o disoccupati, al verificarsi delle seguenti condizioni:

  • Esistenza di un rapporto di lavoro di almeno 15 giorni nei 90 precedenti la data del matrimonio;
  • Dimissioni presentate per contrarre matrimonio;
  • Licenziamento per cessazione attività;
  • Assenze per giustificato motivo come malattia, sospensione dal lavoro o richiamo alle armi.

Il congedo a carico dell’INPS non si applica se il CCNL di riferimento prevede un trattamento di maggior favore per gli operai. Peraltro, il trattamento INPS non è cumulabile con le prestazioni maternità, malattia, Cassa Integrazione e NASPI. In questi casi spetta il congedo perché più favorevole al dipendente.

Esempio

E’ il caso ad esempio del CCNL Commercio e Terziario – Confcommercio che prevede 15 giorni di calendario retribuiti dall’azienda con decorrenza dal 3° giorno antecedente la celebrazione delle nozze, o del CCNL Chimici Farmaceutici – Industria che riconosce il diritto del dipendente alla normale retribuzione per 15 giorni consecutivi (escluse domeniche e giorni festivi).

Il trattamento retributivo spettante agli impiegati per i giorni di congedo è previsto dal CCNL di riferimento che di norma prevede la normale retribuzione per i periodi di assenza.

Come richiedere la licenza per matrimonio

Sono i contratti collettivi a stabilire le modalità di richiesta della cosiddetta “licenza per matrimonio” e l’eventuale preavviso concesso all’azienda. Ad esempio il CCNL Alimentari – Industria prevede che la richiesta di congedo debba essere avanzata almeno 6 giorni prima.

In assenza di previsioni contrattuali è sufficiente che il dipendente richieda il congedo con congruo anticipo presentando apposita richiesta scritta, con indicazione dei giorni di assenza.

La documentazione da presentare è disciplinata dal CCNL di riferimento. In mancanza, si ritiene opportuno consegnare il certificato di nozze, con indicazione della giornata in cui sono state celebrate ovvero dichiarazione sostitutiva.

Domanda di congedo matrimoniale all’INPS

Nei casi di pagamento diretto INPS per gli operai è necessario presentare domanda telematica sul portale dell’Istituto entro un anno dal matrimonio. In alternativa è disponibile il Contact center al 803.164 (rete fissa) o lo 06.164.164 da rete mobile. La domanda può essere inoltrata anche tramite patronati o intermediari dell’Istituto.

Alla domanda dovranno essere allegati:

  • Dichiarazione sostitutiva comprovante lo status di disoccupato alla data del matrimonio;
  • Dichiarazione status di coniugato e gli estremi del matrimonio;
  • documentazione comprovante il rapporto di lavoro da operaio, di almeno 15 giorni nei 90 precedenti il matrimonio alle dipendenze di aziende industriali, artigiane e cooperative;
  • Copia dell’ultima busta paga.

Al contrario, per chi ha un rapporto di lavoro in essere, il congedo INPS spetta se la domanda al datore viene presentata entro 60 giorni dal matrimonio. Alla richiesta si dovrà allegare il certificato di matrimonio o lo stato di famiglia con i dati essenziali delle nozze rilasciato dal comune ovvero, in alternativa, dichiarazione sostitutiva comprovante lo stato di coniugato e gli estremi del matrimonio.

Se il dipendente non è in grado di presentare i documenti richiesti nei termini, è possibile consegnare un certificato dell’autorità religiosa; ovvero una dichiarazione sostitutiva autenticata, purché in un secondo momento si consegni la documentazione richiesta.

Congedo per matrimonio in busta paga

Le ore di assenza per congedo per matrimonio dovranno essere evidenziate nel Libro unico del lavoro all’interno del calendario presenze; queste si devono indicare con un apposito giustificativo, tale da non confonderle con ferie, permessi o altre assenze. Allo stesso modo vanno indicati gli importi riconosciuti a titolo di congedo (sia a carico INPS che a carico azienda).

Leggi l'informativa privacy ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679
Condividi.