Con il 2026 tornano gli aggiornamenti sui contributi previdenziali per colf e badanti, un tema che riguarda da vicino migliaia di famiglie e datori di lavoro domestici. Anche quest’anno le somme dovute per la copertura contributiva subiscono un adeguamento legato all’andamento del costo della vita, con effetti concreti sugli importi da versare nel corso dell’anno.
Conoscere come funzionano i contributi, come vengono calcolati e quali sono le scadenze da rispettare è fondamentale per evitare errori, sanzioni o irregolarità nel rapporto di lavoro domestico.
A cosa servono i contributi per colf e badanti
I contributi versati per i lavoratori domestici non rappresentano solo un obbligo formale, ma garantiscono una copertura assicurativa completa. Attraverso la contribuzione, colf e badanti maturano diritti importanti, tra cui:
- la pensione;
- le tutele in caso di maternità;
- la protezione in caso di disoccupazione;
- gli assegni al nucleo familiare, se spettanti;
- l’assicurazione contro infortuni sul lavoro e malattie professionali.
Il versamento regolare dei contributi tutela quindi sia il lavoratore sia il datore di lavoro, rendendo il rapporto conforme alla normativa vigente.
Contributi Colf e Badanti 2026: aumento legato all’inflazione
Per il 2026 gli importi contributivi risultano lievemente più elevati rispetto all’anno precedente. L’adeguamento tiene conto della variazione dei prezzi al consumo registrata negli ultimi anni e si traduce in un incremento percentuale che incide sulle somme da versare per ogni ora di lavoro.
Si tratta di un aggiornamento annuale ormai strutturale, che mira a mantenere allineato il sistema contributivo all’evoluzione del costo della vita, senza stravolgere l’impianto complessivo della contribuzione domestica.
Come si calcolano i contributi nel lavoro domestico
Il sistema di calcolo dei contributi per colf e badanti è diverso rispetto a quello applicato alla generalità dei lavoratori dipendenti. Non si parte dalla retribuzione effettiva mensile, ma da valori convenzionali, che variano in base all’orario settimanale.
Lavoro fino a 24 ore settimanali
Quando l’orario di lavoro non supera le 24 ore settimanali, il contributo orario dipende dalla retribuzione concordata. Sono previste diverse fasce di paga, e a ciascuna fascia corrisponde un importo contributivo specifico.
In questo caso, quindi, l’ammontare dei contributi cambia in base al compenso riconosciuto al lavoratore.
Lavoro oltre le 24 ore settimanali
Se invece l’orario di lavoro è pari o superiore a 25 ore settimanali, il contributo orario diventa fisso. In questa situazione la retribuzione non incide più sul calcolo: per ogni ora lavorata si applica lo stesso importo contributivo, indipendentemente dalla paga concordata.
Aliquote più basse rispetto agli altri lavoratori dipendenti
Un’altra particolarità dei Contributi Colf e Badanti 2026 riguarda le aliquote contributive, che risultano più contenute rispetto a quelle previste per altri settori.
La quota destinata alla previdenza è sensibilmente inferiore al 33% applicato alla generalità dei lavoratori dipendenti. A questa si aggiungono altri contributi destinati a finanziare le tutele per la disoccupazione, l’assicurazione contro gli infortuni e il trattamento di fine rapporto.
Nel complesso, la percentuale applicata alla retribuzione convenzionale oraria resta più bassa rispetto a quella di molti altri rapporti di lavoro.
Per i rapporti a tempo determinato è inoltre previsto un contributo aggiuntivo, interamente a carico del datore di lavoro, che incide ulteriormente sul costo complessivo.
Quale retribuzione viene presa a riferimento
Nel calcolo dei contributi non si considera solo la paga oraria “pura”. La retribuzione di riferimento comprende anche:
- la quota oraria della tredicesima mensilità;
- l’eventuale indennità di vitto e alloggio, se prevista.
I contributi devono essere versati non solo per le ore di lavoro effettivo, ma anche per le assenze retribuite, come ferie, festività e periodi di malattia coperti da retribuzione.
Incentivo al posticipo della pensione: un’opportunità anche nel lavoro domestico
Nel 2026 resta attiva la possibilità, per i lavoratori domestici che hanno maturato i requisiti per alcune forme di pensionamento anticipato, di rinviare l’uscita dal lavoro ricevendo direttamente in busta paga la quota di contributi previdenziali a loro carico.
Chi sceglie questa opzione continua a lavorare, percepisce un importo netto più elevato e mantiene la libertà di presentare domanda di pensione in un momento successivo. In questo caso il datore di lavoro non è più tenuto a versare la quota contributiva a carico del lavoratore.
Un aspetto rilevante è che le somme riconosciute a titolo di incentivo non concorrono alla formazione del reddito imponibile, rendendo la misura ancora più vantaggiosa.

Scadenze e modalità di versamento dei contributi
Il versamento dei Contributi Colf e Badanti 2026 avviene con cadenza trimestrale. Il pagamento deve essere effettuato entro i primi 10 giorni del trimestre successivo a quello di riferimento.
Per il primo trimestre dell’anno (gennaio–marzo), la scadenza è fissata al 10 aprile 2026. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, invece, i contributi devono essere versati entro dieci giorni dalla fine del rapporto.
Rispettare le scadenze è essenziale per evitare sanzioni e mantenere la regolarità contributiva del rapporto di lavoro domestico.
Contributi Colf e Badanti 2026: attenzione ai dettagli
L’aggiornamento annuale dei contributi rende ancora più importante verificare con attenzione:
- l’orario settimanale dichiarato;
- la fascia di retribuzione applicata;
- la tipologia di contratto;
- le scadenze di pagamento.
Una gestione corretta dei contributi non solo tutela il lavoratore, ma mette al riparo anche il datore di lavoro da contestazioni future.
Allegati – INPS, Circolare 9 del 3 febbraio 2026
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Fonte: INPS
