Perchè il Primo maggio è la festa del lavoro?

Il Primo maggio è la Festa del lavoro o Festa dei lavoratori e viene celebrata ogni anno in molti paesi del mondo. La data del 1° maggio è stata fissata per l'Europa a Parigi nel 1889 e 3 anni dopo ratificata in Italia, ma perchè proprio questa data? Vediamolo insieme.

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Per prima cosa vogliamo augurare buon primo maggio e buona festa dei lavoratori a tutti i nostri lettori: che siate lavoratori, disoccupati, casalinghi, pensionati, studenti, in cerca di prima occupazione o NEET, auguri per la festa del lavoro a tutti voi. Si ma perchè il primo maggio è la festa del lavoro? E soprattutto ha ancora senso dedicare un giorno di festa al lavoro in questi periodi di magra?

Noi di Lavoro e Diritti crediamo ancora che sia giusto fermarsi per alcune ore e riflettere sul significato ed il valore del lavoro. L’Italia, lo ricordiamo, è una Repubblica democratica fondata sul lavoro (e non sulla disoccupazione… come più di qualcuno ironizza). Ed è giusto quindi dedicare un giorno di festa e di svago a coloro che sono, sono stati o saranno il fulcro della società. Vogliamo quindi credere che sia solo un caso se la NASpI, prima fonte di reddito di migliaia di persone senza lavoro, è entrata in vigore neanche a farlo apposta proprio il 1° maggio del 2015!

Il Primo maggio è la festa del lavoro, ma perchè proprio questa data?

La data convenzionale del 1° maggio, quale Festa dei lavoratori o anche festa del lavoro, fu stabilita per l’Europa a Parigi nel 1889. Si tratta di una festa internazionale, infatti si celebra in numerosi paesi di tutto il mondo e la data è stata scelta per celebrare le lotte dei lavoratori per il miglioramento delle condizioni di lavoro che iniziarono proprio il primo maggio del 1886 a Chicago (Stati Uniti). La battaglia durò per alcuni giorni e culminò con la morte di diversi lavoratori e poliziotti.

In Europa la data del 1° maggio quale Festa del lavoro e dei lavoratori fu scelta nel 1889 a Parigi durante lo svolgimento del primo congresso della Seconda Internazionale. In Italia la stessa data è stata ratificata 2 anni dopo Parigi. Durante il ventennio fascista la Festa del lavoro fu spostata al 21 aprile, ma nel 1945 al termine del fine del conflitto mondiale fu riportata al primo maggio con status di giorno festivo.

In Italia questa ricorrenza è ricordata soprattutto per il tristissimo episodio della strage a Portella della Ginestra in provincia di Palermo, avvenuto proprio in questo giorno del 1947. Durante una manifestazione di lavoratori in festa ci furono degli spari sul corteo di circa duemila persone. Gli spari provocarono undici morti e una cinquantina di feriti. Storicamente è stata accusata della strage la banda di Salvatore Giuliano, anche se altre fonti sostengono che tale sparatoria fu organizzata dai “servizi segreti”, per screditare agli occhi dei cittadini proprio Salvatore Giuliano. (Fonte: Wikipedia)

Lavorare il 1° maggio: quanto spetta in busta paga

Nonostante la giornata di festa, molte persone devono lavorare il 1° maggio. Ma come funziona il lavoro festivo e quanto spetta in busta paga? Il 1° maggio 2018 è un martedì, pertanto è considerato come giorno festivo infrasettimanale. Ciò comporta due opzioni:

  • il lavoratore decide volontariamente di non recarsi a lavoro (anche se in alcuni casi non ha questa opzione), usufruendo di una festiva retribuita;
  • nel caso di lavoro festivo, il lavoratore ha diritto, oltre alla normale retribuzione della giornata lavorativa, anche ad una retribuzione maggiorata e un giorno di festività, di solito previsti dal contratto collettivo.

Per approfondimenti: Festività infrasettimanale, come funziona il 25 aprile 2018 in busta paga

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